TV E WEB

Netflix a caccia di produzioni italiane

Il colosso dello streaming avrebbe già preso contatti con la Rai per trattare sui diritti di alcuni contenuti in vista dello sbarco nel nostro Paese. Il vp Joris Evers: “Interessati anche a co-produzioni”

02 Lug 2015

A.S.

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“Nella nostra offerta ci saranno titoli italiani, per questo cerchiamo licenze e diritti. Siamo interessati a co-produzioni in ambito locale, come abbiamo per esempio già sperimentato in Danimarca”. Lo ha detto a Mf Joris Evers, vicepresidente di Netflix, il colosso della Tv in streaming che ha annunciato per ottobre il proprio sbarco in Italia.

Al debutto Netflix metterà a disposizione dei propri clienti 3.500 titoli tra film, serie Tv e documentari, per l’80% produzioni Usa, e per il restante 20% prodotti realizzati sul mercato locale. Tra gli interlocutori privilegiati dell’azienda nata in California nel 1997 da un’idea di Reed Hastings e Marc Randolph, quindi, c’è di certo Rai Cinema, che è tra le principali realtà in questo campo nel Paese, con cui i primi contatti, in vista di un eventuale accordo commerciale per l’acquisizione di diritti, sarebbero già avvenuti.

Tre, secondo le anticipazioni che sono circolate fino a questo momento, le possibilità di abbonamento, non differenziate per “pacchetti” ma per qualità video: 7,99, 8,99 e 11,99 euro al mese.

“Internet è il futuro della fruizione di contenuti televisivi in tutto il mondo – prosegue Evers – lo dimostra il crescente consumo online di musica, di servizi bancari, di e-learning e di e-commerce. Il fenomeno è irreversibile. La tv tradizionale, cosiddetta lineare, sarà destinata a sparire nei prossimi anni”.

Ma in Italia Netflix si troverà da una parte a concorrere in un mercato “tradizionale” fortemente strutturato, dove sono già presenti due operatori che detengono il 70% degli ascolti, e dove il grosso del pubblico è in età avanzata, e dall’altra in un contesto difficile per la bassa velocità media di connessione a Internet. “Per questo l’Italia non è stato il primo mercato che abbiamo approcciato in Europa” spiega Evers. E in ogni caso le difficoltà, secondo le recenti dichiarazioni del ceo di Netflix, Reed Hastings, possono essere superate “grazie alla tecnologia e ai contenuti originali, come dimostrano i 3,5 milioni di clienti nel Regno Unito, il mercato più evoluto in Europa e dominato da Sky con 10 milioni di abbonati”.