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LA TV DEL FUTURO

Netflix, primi guai in Francia e arriva pure la “minaccia” Amazon

I consumatori francesi annunciano causa: “Contratti irregolari”. E intanto scende in campo il colosso dell’e-commerce con un catalogo gratuito di film in streaming a partire dal 2015

25 Nov 2014

A.S.

Un catalogo gratuito di film in streaming a disposizione degli utenti di Amazon dal 2015, all’inizio soltanto per il mercato statunitense. E’ una delle novità in rampa di lancio per Amazon, che così lancia la sfida a un altro colosso dei contenuti online, Netflix, che però offre il servizio a pagamento.

La nuova strategia di Jeff Bezos, fondatore e amministratore delegato del gigante dell’e-commerce, punta a finanziarsi con la pubblicità, inserendo un pacchetto di spot prima dell’inizio di ogni film.

A dare la notizia è il New York Post, che sottolinea come questa non sia la prima volta che Bezos si affaccia sul mondo dei contenuti in streaming. Il suo esordio in questo campo era avvenuto con Prime, dal costo di 80 euro l’anno. I due servizi non andranno in ogni caso a sovrapporsi, e rimarranno su due binari ben distinti: con una l’azienda mirerà a rivolgersi al “grosso del pubblico”, quello che predilige i contenuti gratuiti, e con l’altra offrirà un servizio senza spot per chi preferirà fare a meno della pubblicità.

Intanto proseguono i preparativi per il Black Friday, che per gli acquisti online l’azienda di E-commerce durerà tutta una intera settimana, da lunedì 24 novembre fino a quello che in Amazon è stato ribattezzato come il “Cyber Monday”, che cadrà il primo dicembre.

Quanto a Netflix, si troverà presto a dover rispondere in un tribunale di Parigi alle accuse dell’associazione di consumatori Clcv (Consommation, logement et cadre de vie), che contesta al servizio di streaming video on demand il fatto che le condizioni d’abbonamento non sarebbero compatibili con le leggi in vigore in Francia. In un comunicato Clcv annuncia che citerà in giudizio Netflix a Parigi, accusando il servizio, che fornisce il mercato francese dal Lussemburgo, di non rispettare, nello specifico, la legislazione francese a tutela dei consumatori. Da Clcv hanno specificato che i propri problemi con Netflix si riferiscono prevalentemente alla parte finale del contratto, quello che contiene le clausole di servizio, che secondo l’associazione potrebbere essere modificate senza il preventivo assenso degli utenti. Clcv accusa Netflix di non fornire informazione rispetto al livello minimo di qualità del servizio garantita, e che alcune condizioni facciano riferiscono a un testo in inglese, e non a quello francese.

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