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GIG ECONOMY

Niente cottimo e assicurazione obbligatoria, il governo regola il lavoro dei riders

L’esecutivo pronto ad inserire le nuove norme nel decretone su reddito di cittadinanza e quota 100. Diritti e tutele equiparati a quelli del lavoro subordinato. Anche il Lazio accelera: via libera alla legge 40

01 Mar 2019

Federica Meta

Giornalista

Nel “decretone” su reddito di cittadinanza e quota 100 anche le norme sui diritti dei riders: il governo è pronto ad inserire, sottoforma di emendamento, la disciplina nel testo che ora passa al vaglio della Camera.

A gennaio il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, aveva annunciato che la norma per regolare il contratto di lavoro dei moderni ciclofattorini sarebbe arrivata entro marzo. Il governo è pronto a ricondurre i riders nel quadro dei collaboratori e equiparare tutele e diritti a quelle del lavoro subordinato. Divieto di pagamento a cottimo, copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e l’istituzione di un apposito Osservatorio, gli altri elementi cardine dell’emedamento.

Al fine di promuovere un’occupazione sicura e dignitosa e nella prospettiva di accrescere e riordinare i livelli di tutela per i lavoratori occupati con rapporti di lavoro non subordinato”, si legge nella bozza dell’emendamento, si definiscono “livelli minimi di tutela dei lavoratori impiegati nelle attività di consegna di pasti a domicilio in ambito urbano per conto altrui, attraverso piattaforme digitali”. L’emendamento potrebbe tuttavia ancora subire modifiche in quanto si starebbe ancora valutando la tipologia di lavoratori a cui ricondurre i rider e la compatibilità delle altre norme sul mercato del lavoro.

Le azioni a tutela dei lavoratori della gig economy sono al centro anche delle politiche della Regione Lazio. La commissione Lavoro ha approvato la proposta di legge n.40 “Norme per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali” che mira, appunto, a tutelare la dignità, la salute e la sicurezza del lavoratore digitale, migliorare la trasparenza del mercato di questa modalità di impiego e contrastare ogni forma di diseguaglianza e di sfruttamento.
Si stabilisce l’introduzione della tutela previdenziale obbligatoria, quella contro gli infortuni nell’attività di servizio e quella della maternità e della paternità. Introdotte anche norme sul compenso e sulle indennità speciali a garanzia dei lavoratori digitali e sulla formazione obbligatoria in materia di prevenzione dei rischi legati alle attività svolte.

Vengono istituiti il “Portale del lavoro digitale” –  comprensivo dell’Anagrafe regionale dei lavoratori digitali e del Registro regionale delle piattaforme digitali – e la Consulta dell’economia e del lavoro digitale, un organismo di consultazione sulle politiche in materia di lavoro digitale e di monitoraggio sulle evoluzioni dell’economia digitale e del loro impatto sul mercato del lavoro.  La dotazione finanziaria del provvedimento prevede uno stanziamento di un milione di euro per il biennio 2019-2020. Per la creazione del Portale del lavoro digitale, invece, sono stati stanziati 100mila euro per il 2019.

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