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Nokia-Alu, Rajeev Suri: “Tagli al personale inevitabili”

Il Ceo avverte di Nokia: ci saranno esuberi, ma è presto per dire quanti. Focus su R&D e attività in Finlandia e su un’integrazione efficiente basata su strategie di mercato e cultura aziendale: “Non ripeteremo gli errori fatti con Siemens”

15 Feb 2016

Patrizia Licata

Il Ceo di Nokia Rajeev Suri mette in guardia i suoi dipendenti e gli analisti che seguono le trasformazioni del colosso formatosi con la fusione tra la casa finlandese e la rivale Alcatel-Lucent: le riduzioni di personale sono “inevitabili”, ha detto, come conseguenza del merger, anche se è ancora presto per indicare una cifra esatta sull’entità dei tagli ai posti di lavoro. Ancora più importante è però la strategia che Suri intende seguire per garantire un’integrazione di successo: sarà fondamentale evitare gli “errori del passato”.

Il numero uno di Nokia ha affermato in un’intervista con la Tv finlandese Yle che il vendor sta ancora definendo i dettagli della riduzione di staff ma ha ammesso che si creeranno sicuramente delle ridondanze di ruoli nelle divisioni reti mobili, vendite e marketing e procurement: è qui che probabilmente Nokia annuncerà dei licenziamenti.

“Ci sarà qualche tipo di impatto sul personale totale a livello globale”, ha detto Suri. “Abbiamo indicato che ci saranno 900 milioni di euro di sinergie entro il 2018 e parte di queste sinergie riguarderanno anche il personale. Ma è ancora presto e troveremo comunque un modo per far tutto in modo efficiente, veloce e con grande rispetto”.

L’azienda finlandese si è impegnata a salvaguardare i posti di lavoro esistenti in Francia per due anni dopo il completamento del merger come parte dell’accordo con Alcatel-Lucent, al fine di ottenere l’appoggio del governo di Parigi alla transazione, e a Suri è stato chiesto se ciò non pone i lavoratori finlandesi in una posizione di svantaggio. Il Ceo ha chiarito a Yle che lo stesso governo francese è consapevole del fatto che avverranno delle modifiche nella struttura del personale.

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“Abbiamo detto che ci saranno spostamenti di funzioni, che ci saranno riduzioni in alcuni dipartimenti, ma anche nuove assunzioni e rinnovato focus sull’R&D. Perciò anche in Francia ci saranno dei cambiamenti e il governo ne è consapevole”, ha detto Suri, aggiungendo che il personale in Francia rappresenta comunque solo circa il 3,4% dello staff complessivo di Nokia e Alu messe insieme.

Il Ceo ha ribadito che le due aziende si trovano ancora nelle fasi iniziali del processo di integrazione e non è possibile valutare adesso l’impatto sul personale su scala globale, ma ha sottolineato che è nei quartieri generali finlandesi che Nokia è attiva: “Le funzioni corporate globali saranno qui e gran parte delle nostre attività saranno qui. La Finlandia è molto importante per noi”.

L’obiettivo primario di Suri per quel che riguarda l’integrazione delle attività di Alcatel-Lucent con quelle di Nokia, ha tenuto a sottolineare il Ceo, è non ripetere gli errori fatti da Nokia nel passato merger con Siemens, errori che secondo il top manager sono stati dovuti a questioni di “politica interna”: “Dobbiamo concentrarci sul fondere le nostre culture aziendali e capire affinità e differenze delle due aziende. Dobbiamo assicurarci che le questioni politiche non si intromettano. Io non lo permetterò”.