AZIENDE

Nokia e Qualcomm sotto pressione: spin-off in vista per le attività non core

Nokia starebbe considerando la vendita della divisione mappe Here per concentrarsi sull’attività delle attrezzature di rete. E in casa Qualcomm l’investitore Jana chiede la separazione della divisione chip dal licensing dei brevetti

Pubblicato il 13 Apr 2015

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Nokia e Qualcomm pronte a disfarsi di attività non core per concentrarsi sui business chiave, spinte dalla pressione della concorrenza sul mercato – come nel caso di Nokia – o di alcuni azionisti di peso – come accade per Qualcomm.

Nokia starebbe considerando la vendita della sua attività legata alle mappe, Here, per concentrarsi sulla produzione di attrezzature di rete mobili, che rappresentano ormai il 90% delle revenues totali della casa finlandese, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Bloomberg. Nokia si sarebbe già rivolta a potenziali acquirenti e tra questi ci sarebbero Uber, la nota start-up della diffusa e controversa applicazione per smartphone che fa concorrenza ai taxi, ma anche società del private equity. Anche un gruppo di produttori automobilistici tedeschi avrebbe espresso interesse e le offerte per la unit Here dovrebbero arrivare al top management di Nokia già nel corso di questo mese.

In base ai più recenti report finanziari di Nokia, Here vale circa 2 miliardi di euro. Secondo Bloomberg, questo indica una forte perdita del valore del business delle mappe di Nokia, che aveva acquisito il fornitore di mappe Navteq nel 2008 per oltre 8 miliardi di dollari. Here ha riportato vendite annuali di 970 milioni di euro e una perdita operativa di 1,24 miliardi nel 2014: la vendita libererebbe Nokia di un’attività non più competitiva (nonostante fornisca dati a Amazon.com, Microsoft, Yahoo! e alla maggior parte dei sistemi di navigazione per auto) e sarebbe importante per ridurre il debito e consentire al gruppo finlandese di effettuare acquisizioni che rafforzano il core business. Nokia potrebbe persino considerare l’acquisto dell’attività di accesso wireless della rivale Alcatel-Lucent, ha dichiarato Sebastien Sztabowicz, analista di Kepler Cheuvreux a Parigi.

Anche Qualcomm potrebbe considerare la vendita di alcune attività, o almeno così vorrebbe un investitore tra i più attivi, Jana Partners, che sta pressando perché il colosso dei chip californiano si adoperi concretamente per far salire il prezzo delle sue azioni. In particolare, Jana chiede a Qualcomm di separare la divisione chip da quella che si occupa di dare in licenza l’utilizzo dei suoi brevetti, come si legge in una lettera inviata dagli investitori di Jana all’azienda e riportata dal Wall Street Journal. Se infatti la maggior parte delle revenues di Qualcomm arriva dai chip mobili, gli utili sono generati per due terzi dalle royalties legate alle licenze sui brevetti per la tecnologia mobile Cdma. La stessa Qualcomm aveva proposto la separazione delle due attività 15 anni fa, per poi accantonare l’idea.

Jana possiede azioni di Qualcomm per un valore di oltre 2 miliardi di dollari. L’investitore ha chiesto al chipmaker anche di ridurre i costi, accelerare con i programmi di riacquisto di azioni proprie e modificare i sistemi con cui paga i suoi top manager. Qualcomm ha commentato dicendo che accoglie volentieri tutte le indicazioni dei suoi azionisti; il Wsj riferisce che rappresentati di Qualcomm e di Jana si sono incontrati a più riprese dalla fine dell’anno scorso e Jana descrive queste discussioni come costruttive.

Qualcomm ha adottato diverse misure per far salire il prezzo delle sue azioni, compreso un recente programma di buyback da 15 miliardi di dollari annunciato lo scorso mese; l’azienda ha anche promesso un aumento del dividendo trimestrale e indicato che continuerà a restituire il 75% del suo flusso di cassa libero agli azionisti annualmente. Per Jana si tratta di passi nella giusta direzione ma secondo l’investitore Qualcomm deve fare di più per sfruttare la sua forte posizione sul mercato dei chip. Per Jana, il business dei chip di Qualcomm è fondamentalmente “senza valore” all’attuale valore di mercato dell’azienda. Le azioni di Qualcomm hanno perso l’11% l’anno scorso ma hanno comunque registrato un andamento migliore di altri produttori di chip, nota il Wsj.

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