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TRIMESTRALE

Nokia torna a crescere e Samsung va in “crisi” smartphone

Per la coreana utile operativo dimezzato mentre per la finlandese l’utile operativo cresce del 51%. E in attesa della fusione migliorano anche i conti di Alcatel-Lucent

30 Lug 2015

Patrizia Licata

Nokia mette a segno una solida trimestrale con utile operativo adjusted migliorato del 51% a 521 milioni di euro nel secondo trimestre 2015; Nokia Networks, la divisione reti, aumenta gli utili dell’11% a 313 milioni. L’Eps adjusted sale a 0,09 euro da 0,06 di un anno fa. Gli utili hanno beneficiato anche della vendita della quota detenuta dal venture fund di Nokia nell’azienda cinese Ganji.com, che ha fruttato 110 milioni di euro.

Le vendite del gruppo finlandese sono cresciute del 9% anno su anno a 3,2 miliardi di euro, un risultato che ha toccato tutti i rami di attività della “nuova” Nokia, libera ormai dal business dei cellulari e concentrata su reti, mappe e tecnologie avanzate: le revenues della divisione Networks sono salite del 6%, quelle di Here del 25% e quella di Nokia Technologies del 31%. Tuttavia gli incrementi si azzerano rivedendo le revenues su base “constant currency” (a tassi di cambio costanti).

Nokia ha anche chiarito che il mercato delle infrastrutture telecom continua a presentare sfide e che l’azienda rimane concentrata sulla riduzione dei costi. Resta invariato l’outlook per l’anno intero, che prevede un incremento delle revenues di Nokia Networks e margine operativo adjusted all’interno della forchetta 8-11%. Anche le vendite di Here sono previste in crescita, con un margine del 9-12%. Per questa divisione Nokia ha confermato che la “revisione strategica” è in “fase avanzata”, ma non ha indicato quando si aspetta di vendere. Come ha chiarito il Ceo Rajeev Suri, Nokia cercherà di capire qual è “il migliore interesse degli azionisti e di Here nel lungo termine” Quanto al takeover di Alcatel-Lucent, sarà completato nella prima metà del 2016.

E in attesa della fusione migliorano anche i conti di Alcatel-Lucent. L’azienda ha ridotto drasticamente le perdite, portandole a 54 milioni di euro dai 298 milioni dell’analogo periodo dello scorso anno.

Diversa la situazione per Samsung Electronics, la cui trimestrale ha evidenziato nuovamente un calo degli utili a causa della protratta crisi della divisione smartphone. Nel secondo trimestre il colosso sud-coreano ha registrato un utile netto in calo a 5.750 miliardi di won da 6.250 miliardi di un anno fa, mentre le revenues sono scese a 48.540 miliardi di won da 52.350 miliardi un anno fa. L’utile operativo è passato a 6.900 miliardi, mentre era di 7.190 miliardi un anno prima.

In particolare, nella divisione mobile, le revenues (26.000 miliardi di won) sono salite dell’1% rispetto al primo trimestre (grazie al Galaxy S6) ma sono in calo rispetto ai 28.450 miliardi di won del secondo trimestre 2014 e l’utile operativo si è quasi dimezzato a 2.760 miliardi di won. Anche se il nuovo smartphone di fascia alta sta andando bene, infatti, non si ferma l’emorragia nei segmenti di fascia media e bassa dove ormai sono le case cinesi a dominare.

Samsung ha anche indicato che si aspetta un rallentamento della crescita sul mercato smartphone nel secondo semestre dell’anno e che cercherà di concentrarsi sulla fascia alta con più modelli con schermi grandi.

Sono scese (-13,8%) anche le vendite della divisione elettronica di consumo di Samsung, ma soprattutto per l’effetto negativo dei cambi valutari. Inoltre, migliorano le vendite di televisori in Nord America e Samsung si aspetta un miglioramento nella seconda metà dell’anno.

Continua a crescere invece la divisione componenti del vendor sud-coreano, con ricavi che salgono a 17.870 miliardi di won contro 16.230 miliardi un anno fa, e l’utile operativo che balza a 3.870 miliardi contro 2.090 miliardi di un anno prima. E’ la domanda sostenuta di semiconduttori nei mercati mobile e server a sostenere questa divisione di Samsung e il trend positivo proseguirà per tutto il resto dell’anno.