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SCENARI

Non solo auto, in futuro viaggeremo (anche) sugli aerei senza pilota

Una ricerca Ansys rileva il sentiment dei potenziali utenti: il 70% degli intervistati si aspetta di viaggiare su un velivolo autonomo nel corso della propria vita. Ma persiste il timore per la gestione di eventuali guasti tecnici

18 Giu 2019

Silvia Preti

L’industria aerospaziale è sotto enorme pressione per accelerare l’avvento della nuova era dei viaggi aerei. Il fattore essenziale è dimostrare che i velivoli autonomi sono affidabili e sicuri, solo questo potrà garantire l’accettazione totale da parte del pubblico. Pubblico che, a determinate condizioni sembra propenso a lanciarsi in questa avventura.

E’ quanto emerge da un’indagine globale commissionata da Ansys, Global Autonomous Vehicle Study (azienda globale nella simulazione ingegneristica) realizzata per misurare i livelli di fiducia e le preoccupazioni degli utenti nei confronti degli aerei a guida autonoma. Il primo dato che emerge è che il 70% delle persone intervistate afferma di essere pronto a volare su un velivolo autonomo nel corso della propria vita.

Attraverso l’indagine è stata in grado di misurare nel dettaglio il sentiment del pubblico sul futuro degli aerei autonomi.

Tra i dati più rilevanti emergono quelli relativi ai tempi di adozione dei nuovi mezzi. Se il 70% degli intervistati è pronto a volare su un aereo autonomo nel corso della propria vita, soltanto il 58% si dice disposto a farlo nel prossimi dieci anni, mentre il 12% preferisce addirittura attendere più di 10 anni.

Molti i timori dei consumatori. Gli intervistati hanno espresso preoccupazioni soprattutto a proposito di guasti tecnici (65%) e della capacità del pilota automatico di reagire a condizioni esterne come il maltempo o le turbolenze (57%). Per quanto riguarda la fiducia dei passeggeri, ne notizie sembrano migliori. Il 71% degli intervistati non ha timori riguardo alla sicurezza del decollo, mentre il 76% non teme un atterraggio autonomo.

Il dato certo è che non esiste ancora chiarezza su un fattore molto importante: l’attuale ruolo del pilota automatico. Soltanto il 7% del campione è risultato consapevole che gli aerei con cui attualmente voliamo siano già di fatto in gran parte autonomi.

E quindi quando gli intervistati hanno appreso che soltanto i primi e gli ultimi 10 minuti del loro volo di fatto vengono controllati dal pilota in carne ossa e divisa, mentre il resto del loro volo è di fatto gestito dal pilota automatico, il 36% ha cambiato idea dichiarando che, alla luce di queste nuove informazioni, si sentirebbe molto più sicuro in un aereo completamente autonomo.

Com’era prevedibile, i più disponibili alla guida autonoma degli arei sono I Millennial. Gli utenti più giovani, quelli cresciuti a pane e tecnologia sono naturalmente risultati i più disposti a volare sugli aerei di nuova generazione.

L’83% degli intervistati tra i 18 e i 24 anni, si è detto, infatti, pronto a volare su un aereo autonomo nel corso della propria vita, mentre la percentuale è scesa al 45% per gli over 65.

Interessante il dato che riguarda la sicurezza. Il sistema tecnologico di un aereo a guida autonoma è considerato più sicuro da hackerare rispetto ad un normale conto corrente.

Il sentiment è dunque complessivamente positivo tanto che tra i potenziali pendolari del futuro, più della metà degli intervistati (63%) afferma che sarebbe sicuramente o molto probabilmente disposto ad utilizzare un aerotaxi.

“I primi aerei autonomi entreranno probabilmente in servizio entro i prossimi dieci anni – ha affermato Priyanka Chimakurthi, senior research analyst di Frost & Sullivan- e saranno adibiti a spostamenti tra diverse città o all’interno della stessa città, soprattutto per il trasporto merci e come aerotaxi. L’aumento dell’automazione nei grandi jet commerciali sarà invece graduale: si partirà dalla presenza di un solo pilota a bordo per arrivare alla gestione totalmente autonoma”.

“L’automazione continuerà senza dubbio a trasformare il trasporto aereo, come è accaduto negli ultimi vent’anni, ma sono molte le sfide da superare, a partire dalla percezione dei passeggeri per arrivare ai vincoli pratici, alle tecnologie di propulsione e alle batterie”.

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