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IL FONDO

Non solo Tim. Elliott ora vuole lo spin off di eBay

In quota con oltre il 4% il fondo americano chiede radicali cambiamenti di strategia per reggere il passo con Amazon. E presenta il piano “Enhance eBay”: fra le soluzioni lo “scorporo” di StubHub, società specializzata nella vendita di biglietti per spettacoli ed eventi sportivi

23 Gen 2019

Antonio Dini

C’è eBay nel mirino di Elliot e il titolo vola in Borsa. Il fondo americano “militante”, noto per le sue campagne che aggrediscono le aziende nel cui azionariato entra rastrellando titoli sul mercato (da noi noto soprattutto per Tim) ha rivelato di essere entrato nell’azionariato della casa di aste online e chiede radicali cambiamenti di strategia per reggere il passo con il concorrente Amazon.

Elliot Management ha superato quota 4%, pari a circa 1,4 miliardi di dollari (1,23 miliardi di euro) con la sua partecipazione azionaria in eBay. Il miliardario Paul Singer a capo di Elliot Management ha informato martedì con una lettera il board dell’azienda. E anche il fondo altrettanto “militante” Starboard Value, secondo quanto riporta la stampa americana, avrebbe costruito una posizione elevata nell’azienda, ma inferiore al 4% che costituisce l’obbligo di comunicazione della quota.

Elliot non solo ha comunicato al board di eBay di aver superato quota 4%, ma ha accluso anche una lunga lettera di raccomandazioni, in vero e proprio piano intitolato “Enhance eBay” nel quale suggerisce una serie di cinque manovre strategiche tra le quali lo spin-off di StubHub (vendita di biglietti per spettacoli ed eventi sportivi) per valorizzarli, il riacquisto dei titoli propri e il rilancio della piattaforma marketplace, in concorrenza con Amazon.

Anche Starboard Value ha iniziato a dialogare con il management della società americana per puntare a una riorganizzazione complessiva di eBay. Ci sono alcuni punti in comune tra i due piani, tra i quali lo scorporo della parte pubblicitaria, dei piccoli annunci molto popolari soprattutto nel mercato angloamericano, i “Classifieds”.

La reazione del mercato agli annunci è stata in gran parte positiva, con una chiusura a +6,1 con valore di 32,90 dollari per azione, dopo punte fino a +10%. Secondo Elliot l’azienda ha una struttura organizzativa “fortemente inefficiente” e il suo vertice necessità di stabilità dopo “un periodo recente di allarmante turnover”. Il progetto “Enhancing eBay” secondo Elliot duplicherebbe il valore di eBay portandolo a 55 dollari per azione entro la fine dell’anno, anche senza lo spin-off di StubHub e la messa sul mercato dei Classifieds.

Il Ceo di eBay, Devin Wenig, ha preso il controllo dell’azienda nel 2015 dopo lo scorporo di PayPal e aveva presentato un piano molto aggressivo per tornare a guidare il mercato delle vendite online, anche se i risultati degli ultimi tre anni non sono stati conseguenti ed eBay continua ad essere dietro ad Amazon, che cresce più velocemente sia per quote di mercato che per numero di clienti.

Il terreno di gioco per la competizione tra eBay ed Amazon sono i piccoli venditori terze parti che utilizzano il marketplace delle due aziende per commercializzare i propri prodotti. Molti sono presenti su entrambi i portali, mentre alcuni preferiscono eBay che non ha un suo store proprietario, a differenza di Amazon che vende per il 50% direttamente alla clientela finale. In questo senso, le terze parti percepiscono eBay come non in concorrenza con le proprie attività di vendita.

Lo scorso giugno eBay ha riorganizzato internamente una serie di attività tagliando circa 300 posti di lavoro, soprattutto negli Stati Uniti. Alla fine del 2017 l’azienda aveva circa 14.100 dipendenti in tutto il mondo.

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