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Non solo Uber, anche Lyft fa causa alla città di New York

Il motivo del contendere è la normativa che vieta ai driver di circolare senza passeggeri a bordo

14 Ott 2019

Antonio Dini

Guerra al traffico o difesa dei taxisti convenzionali? Secondo Lyft la città di New York sta facendo una mossa illegittima e ha deciso, come già Uber, di fare causa alla città. Il motivo del contendere è la normativa che limita il tempo che i driver di Lyft sono liberi di spendere viaggiando su e giù per Manhattan senza i passeggeri a bordo.
Secondo Lyft, società basata a San Francisco, la norma è arbitraria e minaccia di spostare parte del lavoro delle aziende come Lyft e Uber ai tassisti.

«Questa regola – ha detto un portavoce dell’azienda – non è un tentativo serio di risolvere il problema del traffico dentro New York. Invece, è un modo per ferire i riders e i drivers di Lyft».
La regola, chiamata “cruising cap”, è stata decisa dalla Taxi and Limousine Commission (TLC) di New York e prevede che ci sia un limite del 31% di tempo che i driver su veicoli chiamati tramite app possono guidare senza passeggeri nel pezzo di Manhattan a sud della 96ma strada. Questo significa che i driver devono guidare con passeggeri a bordo per almeno il 69% del loro tempo di lavoro.

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La norma, assieme a varie altre decisioni operative prese nell’ultimo anno, ha l’obiettivo di ridurre la congestione del traffico a Manhattan dove i veicoli di Lyft e Uber nelle ore di punta possono contribuire fino a un terzo del traffico. La stessa norma, oltre al limite delle licenze, era stata già contestata il mese scorso da Uber.

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