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LA VERTENZA

Nsn, stallo al tavolo azienda-sindacati: nulla di fatto sui 110 esuberi

Si congela la mediazione in prefettura tra le parti sociali. I dipendenti in uscita hanno tempo fino al 17 novembre per accettare singolarmente gli incentivi proposti dall’azienda

03 Nov 2014

Antonello Salerno

Il tavolo tra Nokia Networks e i sindacati sui 110 esuberi è di fatto “congelato”, con la Prefettura e la Regione Lombardia che hanno invitato le parti a una ulteriore riflessione, l’azienda che non si è mossa dalla proposta che aveva formalizzato la scorsa settimana, e i sindacati che l’anno ritenuta inaccettabile. Domani si svolgeranno le assemblee con i lavoratori, da cui potrebbe scaturire una ripresa dei presidi davanti alla sede dell’azienda di Cassina de’ Pecchi, che nei giorni scorsi avevano impedito l’ingresso in ufficio al management e ai dipendenti per circa due settimane.

“L’azienda non si è mossa dalla sua posizione – commenta Andrea Bellisai, coordinatore nazionale Fim Cisl per le Tlc – e noi non potevamo accettare la proposta così com’era. Chiedevamo anche, oltre a un percorso di ricollocazioni esterne, la possibilità di esplorare la strada per eventuali ricollocamenti interni, magari ricorrendo anche alla cassa integrazione e straordinaria.

“La cosa più negativa – conclude Bellisai – al di là dei contenuti, è da un punto di vista più generale la volontà della multinazionale di fare licenziamenti collettivi senza la mediazione del sindacato. Una dinamica che si sta ripetendo anche in altre trattative delicate su scala nazionale, e che sta segnando in maniera involutiva il passo delle relazioni sindacali nel nostro Paese”.

La proposta su cui si è arenata la trattativa è quella di un incentivo di 18 mensilità per chi accetterà il licenziamento senza contenziosi legali, più un percorso di politiche attive per l’occupazione che prevede un ulteriore incentivo di 18mila euro per le aziende che assumeranno un lavoratore in uscita da Nsn. Tutto in un percorso monitorato dalla prefettura e dalla Regione. Per i lavoratori che alla fine di quest’anno ulteriore non avranno trovato una ricollocazione, l’azienda si era detta disposta a mettere in campo un ulteriore incentivo di 12mila euro.

“L’azienda ha assunto uno posizione che per noi è incomprensibile – afferma Roberto Zanotto, coordinatore della vertenza Nsn per la Fiom Cgil – Alle soluzioni che noi abbiamo proposto per trovare un compromesso, tutte assolutamente legittime, ci hanno risposto con tre no: nessuna disponibilità ad aumentare l’incentivo, anche se quell’offerta rappresenta un limite per molte persone che per la loro età e per quanto manca loro alla pensione non possono coltivare speranze di ricollocamento; no ‘di principio’ alla cassa integrazione straordinaria, che pure sarebbe stata economicamente conveniente per l’azienda, e no a concedere garanzie che non si effettueranno altri licenziamenti per chi oggi lavora in Nokia”.

“Mi pare inevitabile che riprendano i presidi, ma quel che è più grave è che non si intravede nessuna soluzione, con i dipendenti messi in mobilità che hanno già dato mandato a un avvocato per impugnare il licenziamento. Davvero non si capisce per quale motivo l’azienda abbia voluto scegliere questa strada – conclude Zanotto – La prospettiva peggiore, che l’azienda non ha mai smentito, dicendo che non può dare garanzie nemmeno per un mese, è che ci possano essere tanti nuovi esuberi anche l’anno prossimo”.

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