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Nuovi media: l’iPlayer sostituirà il video recorder?

Preta (ITMedia Consulting): “L’utilità del Dvr potrebbe essere messa in discussione: la Bbc ha allungato la finestra”. La parola resta ai competitor

21 Nov 2014

Augusto Preta, Consulente strategico CEO di ITMedia Consulting

All’inizio di ottobre la Bbc ha annunciato di aver allungato la finestra della catch up Tv su iPlayer da 7 a 30 giorni. È interessante riflettere sul possibile impatto di questa decisione. Come noto 25 milioni di abitazioni nel Regno Unito guardano la tv in chiaro e la metà di queste non ha pay tv. La maggior parte del pubblico guarda un programma entro 24 ore dalla messa in onda, o appena prima la trasmissione in diretta del successivo episodio. Quindi per la maggior parte degli spettatori Bbc, l’iPlayer può sostituire il digital video recorder (Dvr) per i propri consumi, esclusi naturalmente gli altri canali.

Tutti i principali broadcaster hanno i app che offrono almeno sette giorni di programmazione. Se tutti seguissero l’esempio di Bbc, con finestre di trenta giorni, l’utilità del Dvr potrebbe essere messa in discussione da molti consumatori. La maggior parte dei contenuti registrati su Dvr vengono infatti visti entro due settimane dalla registrazione. Con finestre di trenta giorni, la maggior parte del pubblico non avrebbe più bisogno di registrare programmi su digital video recorder.
Tuttavia, i dati di iPlayer mostrano che lo spettatore medio non è ancora pronto ad abbandonare il Dvr.

La Tv è per lo più ancora guardata in contemporanea con la messa in onda. Secondo il regolatore Ofcom, il 97% degli adulti guarda la Tv in media per 4 ore e 2 minuti al giorno; il 74% di questo consumo avviene live, il 17% è registrato e il restante 9% è un mix di visione online-registrata. Il 60% delle abitazioni nel Regno Unito che possiede un Dvr potrebbe sostituire tutta la fruizione di catch up Tv di Bbc con l’iPlayer. Del resto, la banda larga è nel 73% delle case e quasi tutte hanno un dispositivo connesso su cui poter utilizzare iPlayer. Inoltre, il 12% delle abitazioni ha una smart tv e il 38% un set top box connesso a internet. Eppure l’uso di iPlayer da Tv connesse è ancora sorprendentemente basso.
In agosto meno dell’11% delle richieste di contenuti di iPlayer veniva da Tv connesse e game console, ben il 37% invece da tablet e il 24% da smartphone. Il personal computer, a lungo la piattaforma preferita, è sceso dal 34% delle richieste a luglio al 28% in agosto.

I dati di Bbc confermano però che solo una piccola percentuale di spettatori guarda molti contenuti via internet. Il picco degli ascolti televisivi è intorno alle 9 di sera, quando mediamente 23,2 milioni di persone accendono il televisore. Il picco di richieste per l’iPlayer avviene nello stesso orario, ma attira solamente 461.000 richieste. Detto questo, l’uso dell’iPlayer continua a crescere senza soste ed è destinato ad avere un impatto sempre maggiore in futuro.
Basti pensare che ad agosto di quest’anno ha registrato il 13,7% in più rispetto allo stesso mese di un anno fa, con 5,8 milioni di richieste ogni giorno.

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