Obama grazia la gola profonda di Wikileaks. Assange pronto a tornare negli Usa - CorCom

IL CASO

Obama grazia la gola profonda di Wikileaks. Assange pronto a tornare negli Usa

Il fondatore del portale aveva promesso di farsi estradare in caso di liberazione di Chelsea Manning, in carcere dal 2010 per aver svelato migliaia di documenti scottanti. La legale dell’attivista dopo il colpo di coda del presidente uscente: “Farà ciò che ha detto”

18 Gen 2017

Andrea Frollà

Obama grazia la gola profonda del caso Wilikileaks. E Julian Assange è pronto a consegnarsi agli Stati Uniti. Sarebbe dovuta restare in carcere fino al 2045, ma grazie alla decisione del presidente uscente degli Stati Uniti Chelsea Manning, ex analista dell’intelligence Usa incarcerata nel 2010, tornerà libera il prossimo 17 maggio. Un colpo di coda a fine mandato che ha convinto il fondatore del portale Wikileaks, passato agli onori delle cronache globali per aver rivelato online decine di migliaia di dispacci top secret a stelle e strisce, a farsi estradare negli Stati Uniti.

La notizia è stata rilanciata da diversi media inglesi e americani citando uno dei legali del fondatore di Wikileaks, Melinda Taylor. Assange aveva promesso di consegnarsi alle autorità Usa qualora fosse stata concessa la grazia a Manning, che consegnò al programmatore australiano migliaia di documenti scottanti sulla guerra americana in Iraq e scambi di comunicazioni fra i diplomatici destinati alle ambasciate americane nel mondo. Il padre di Wikileaks, dal 2012 rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, è ora pronto a dare seguito alla sua promessa. Anche se nel messaggio di ringraziamento ai sostenitori della grazia a Manning non ha fatto alcun riferimento a questa ipotesi: “Grazie a tutti voi che avete sostenuto la campagna per la grazia di Chelsea Manning. Il vostro coraggio e determinazione hanno reso possibile l’impossibile”.

La liberazione di Bradley Manning, diventata Chelsea dopo il cambio sesso iniziato 7 anni fa, rappresenta un punto di svolta in una vicenda che ha sollevato diverse questioni sul tema della sicurezza nazionale statunitense. Le stesse sollevate dopo lo scoppio del caso Snowden, autore della fuga di documenti dall’Nsa rifugiato a Mosca, a cui la Russia ha appena rinnovato per due anni il permesso di soggiorno. Anche se per il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest si tratta di vicende profondamente diverse: “Manning è passata attraverso il processo, è stata riconosciuta colpevole e ha riconosciuto di aver agito in modo illecito mente Snowden è fuggito in un Paese che di recente ha fatto sforzi per minare la fiducia nella nostra democrazia e ha diffuso documenti molto più gravi e pericolosi”.

Critico invece il fronte repubblicano che per voce dello speaker della Camera Gop Paul Ryan ha definito la decisione di Obama “vergognosa”, sottolineando che “Manning ha messo in pericolo la vita di americani e si corre il rischio di creare un pericoloso precedente: inviare il segnale che chi compromette la nostra sicurezza nazionale non deve pagare”. Nel fronte dei contrari alla grazia, la numero 64 concessa da Obama durante la sua presidenza, ci sarebbe anche il segretario alla Difesa Ashton Carter. Soddisfatte invece diverse associazioni per la difesa dei diritti umani, da tempo in battaglia per la liberazione della gola profonda. L’attesa è ora tutta per Assange e la sua promessa.

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