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IL DISCORSO

Oettinger: “La Commissione favorirà al massimo gli investimenti in Tlc”

Il Commissario europeo delinea anche il percorso che deve portare al Mercato unico digitale: azzeramento del roaming, politiche armonizzate per lo spettro e posizione “equilibrata” sulla net neutrality

03 Dic 2014

Patrizia Licata

Innovazione e investimenti nelle telecomunicazioni sono il cuore del discorso tenuto dal Commissario europeo Günther H. Oettinger all’evento annuale Cable Europe, insieme a un convinto apoggio al progetto del mercato unico delle Tlc in Europa, per il quale i pilastri saranno fine del roaming, armonizzazione dello spettro e net neutrality.

Sull’innovazione Oettinger ha passato in rassegna i diversi programmi della Commissione europea che danno sostegno a “inventori, Pmi, start-up”, da “Start-Up Europe” alla Grand Coalition for Digital Jobs and Skills. In termini di finanziamenti, Oettinger ha confermato la disponibilità di 12,5 miliardi di euro per il programma Horizon 2020 tra il 2014 e il 2020 per progetti di ricerca che spaziano dal 5G alla robotica, dalla Internet of Things alla cyber-security.

“Ma l’innovazione deve portare innanzitutto agli investimenti”, ha detto Oettinger, “perciò vorrei soffermarmi sugli investimenti nel nostro settore telecom. Recentemente non abbiamo visto tanti investimenti quanti sarebbero necessari per rendere l’Europa davvero digitale e leader globale nella digital economy”.

La Commissone europea intende creare “tutte le giuste condizioni e gli incentivi per gli investimenti”, ha indicato Oettinger. “E’ per questo che la scorsa settimana il presidente Juncker ha lanciato un piano di investimenti da 315 miliardi di euro, lo European Fund for Strategic Investments (EFSI). Questa è una buona notizia per i progetti di infrastrutture digitali e di banda larga che possono usufruire di strumenti finanziari. In particolare il roll-iut di reti Internet ultra-veloci è essenziale per favorire l’innovazione e la produttività e colmare il gap competitivo dell’Europa”.

Ma la Commissione ha agito anche su altri fronti, ha sottolineato Oettinger. A fine 2013 ha emanato una Raccomandazione sul principio di non discriminazione e sulle metodologie di costo che fornisce una serie di regole a favore della concorrenza che resteranno valide fino almeno al 2020, dando agli attori sul mercato “stabilità e certezza legale per il loro flussi di revenue”. Così, secondo Oettinger, gli operatori che investono hanno la necessaria flessibilità per sperimentare diversi schemi di pricing per i servizi di nuova generazione (Next Generation Access).

Ancora, la Direttiva sulla riduzione dei costi del broadband adottata a inizio anno migliorerà l’accesso alle reti, garantirà miglior coordinamento nei lavori di scavo e snellirà i processi per ottenere i permessi per la costruzione delle nuove reti. La Commissione Ue calcola un risparmio del 30% nei costi totali di investimento.

Oettinger ha ricordato anche l’adozione a ottobre del nuovo testo della Raccomandazione sui merceti rilevanti suscettibili di regolazione ex-ante, “passo ulteriore verso la liberalizzazione del settore”.

“Sono misure di cui i media parlano meno rispetto al pacchetto Telecoms ma che fanno la differenza per le aziende e sono tessere fondamentali del mosaio”, ha detto Oettinger.

A proposito di mercato unico, per il Commissario “E’ necessario completare il mercato unico digitale per la semplice ragione che renderà la vita più facile e migliorerà il business per le aziende di tutta l’Ue, spezzando le barriere virtuali, riducendo la burocrazia, risolvendo il nodo della frammentazione normativa. Perché limitare i propri prodotti a un solo Paese, quando c’è un intero continente di potenziali clienti? Oggi in consumatori sono penalizzati perché sono reindirizzati al sito Internet nazionale o geo-bloccati, perché le loro carte di credito sono rifiutate all’estero oppure devono pagare spese di spedizione esorbitanti. Perciò dobbiamo farlo, e nel modo più efficace”.

Oettinger ha indicato che i piani per il Mercato unico digitale saranno inclusi nel programma di lavoro della Commissione a metà dicembre e l’obiettivo è presentare la strategia per lo European digital single market nella prima metà del 2015. Ma ancor prima occorre finalizzare il lavoro sul Mercato unico delle Tlc, perché “senza un mercato unico delle telecomunicazioni non si può avere il mercato unico digitale”; il lavoro del Parlamento su questo punto inizierà quanto prima.

A proposito del Telecoms single market, Oettinger ha ribadito le misure per l’abolizione delle tariffe di roaming e la necssità di un coordinamento delle politiche sullo spettro; ma importante è anche il capitolo net neutrality, dove l’Europa, ha spiegato il Commissario, dovrà assumere una posizione “equilibrata”: nessun blocco o rallentamento per i contenuti o servizi del web, ma anche garanzia di una efficiente gestione della rete, lasciando lo spazio per continue innovazioni nella rete e nei servizi. Regole sì, dunque, ma anche posto per l’offerta di servizi innovativi e “specializzati” (come l’IpTv) che potranno emergere nel futuro, purché non danneggino l’Internet aperto e la qualità delle connessioni per tutti.

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