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Oi vende Portugal Telecom ad Altice per 7,4 miliardi

La compagnia di Patrick Drahi cresce in Portogallo, mentre l’operatore brasiliano rafforza la sua capacità finanziaria per partecipare al consolidamento nel mercato delle Tlc sudamericano. Dove ha nel mirino Tim Brasil

09 Dic 2014

Patrizia Licata

Il consiglio di amministrazione dell’operatore brasiliano Oi ha approvato la vendita di Portugal Telecom al gruppo Altice che fa capo all’uomo d’affari franco-israeliano Patrick Drahi (e che quest’anno ha già realizzato, tramite la controllata Numericable, l’acquisizione dell’operatore mobile francese Sfr). Il valore dell’operazione ammonta a 7,4 miliardi di euro; include cassa e dividendo e anche le attività in Ungheria di Oi. Il valore della vendita, inoltre, comprende una clausola di “earn-out” di 500 milioni. Il prezzo finale che Drahi pagherà per gli asset portoghesi e ungheresi di Oi potrebbe essere ritoccato al momento del completamento della transazione.

La cessione, riporta Reuters, riguarda tutte le azioni di Portugal Telecom che però, prima della vendita, dovrà scorporare le sue partecipazioni in Africatel, Timor Telecom e Rio Forte Investments, oltre a parte del debito. Rio Forte Investments è inoltre oggetto di uno scambio azionario con Portugal Telecom, nell’ambito del quale l’asset sarà scambiato con azioni Oi. L’operazione con Altice è subordinata all’approvazione dei soci di Portugal Telecom, che saranno presto convocati per un’assemblea, oltre che al via libera del regolatore brasiliano.

Altice si rafforza così sul mercato portoghese, dove è già presente con le società del cavo Cabovisao e Oni. Per la compagnia brasiliana, invece, la vendita rappresenta un modo per ridurre il debito e acquisire risorse da investire nel consolidamento in corso sul mercato delle Tlc brasiliano, il più grande del Sud America, rinunciando invece alle sue ambizioni di diventare un operatore di telecomunicazoni attivo sulle due sponde dell’Atlantico.

“Quando questa operazione sarà conclusa, Oi proseguirà nel suo obiettivo di rafforzare la sua capacità finanziaria con l’intento di essere leader nel consolidamento in corso sul mercato delle telecomunicazioni brasiliano”, ha dichiarato l’azienda. Come noto, Oi ha assunto il Banco BTG Pactual ad agosto per esplorare il possibile acquisto della quota di Telecom Italia nel suo carrier mobile brasiliano Tim Participacoes.

Oi e Altice hanno avviato trattative esclusive per discutere della cessione di Portugal Telecom il 1 dicembre, dopo che Altice ha alzato la sua offerta equiparandola a quella concorrente dei fondi Apax Partners e Bain Capital. A quel punto il consiglio di amministrazione di Oi ha preferito proseguire i negoziati solo con Drahi e nel giro di pochi giorni ha approvato l’accordo.

Il deal deve però superare una possibile complicazione: l’imprenditrice Isabel dos Santos, la donna più ricca dell’Africa, figlia del presidente dell’Angola, lo scorso mese ha presentato un’offerta da 1,2 miliardi di euro per Portugal Telecom SGPS, la holding company il cui asset principale è una partecipazione del 25,6% nel carrier creato con la fusione tra Oi e Portugal Telecom. L’offerta della dos Santos è stata fatta con la precisa intenzione di bloccare le mire di Altice su Portugal Telecom. Portugal Telecom SGPS ha infatti diritto di veto sulla vendita degli asset portoghesi di Oi; la holding company dovrebbe tenere nei prossimi giorni un meeting degli investitori per decidere se approvare la vendita.

Oi aveva acquisito Portugal Telecom l’anno scorso creando un operatore mobile con 100 milioni di clienti capace di competere con Telefonica e America Movil. A luglio le due aziende hanno rinegoziato la transazione per dare a Portugal Telecom una quota più piccola della nuova entità dopo la notizia del default della Rioforte Investments, parte del Grupo Espirito Santo, che non ha rimborsato a Portugal Telecom un debito di 847 milioni di euro.

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