INTELLIGENZA ARTIFICIALE

OpenAI, Microsoft rinuncia al ruolo di osservatore. E si sfila anche Apple



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Le questioni antitrust sollevate dalla Ue impattano sulla governance e la società guidata da Altman “riallinea” la strategia. Intanto secondo indiscrezioni sarebbe andata a monte la trattativa da 10 miliardi di dollari fra Oracle e xAI di Elon Musk. Amd annuncia l’acquisizione di Silo AI, il più grande lab europeo, per 665 milioni

Pubblicato il 10 lug 2024



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Microsoft ha rinunciato al posto di osservatore nel consiglio di amministrazione di OpenAI, iniziativa che nei mesi scorsi aveva attirato l’attenzione delle autorità di regolamentazione su entrambe le sponde dell’Atlantico. Redmond ha precisato che quel tipo di intervento non è più necessario: la governance della società specializzata in intelligenza artificiale sarebbe infatti migliorata significativamente negli ultimi otto mesi.

Sulla scia di Microsoft, pare che nemmeno Apple, che il mese scorso aveva annunciato l’integrazione di ChatGpt all’interno dei suoi dispositivi, assumerà il ruolo di osservatore al tavolo del cda, come invece ci si aspettava facesse. Si tratta in questo caso di una indiscrezione pubblicata dal Financial Times, che cita una persona coinvolta nella questione.

Le ragioni di Microsoft

Se i diretti interessati hanno rifiutato di commentare, un portavoce di OpenAI ha dichiarato che l’azienda adotterà un nuovo approccio di coinvolgimento degli stakeholder, organizzando incontri regolari con partner strategici come Microsoft e Apple e investitori come Thrive Capital e Khosla Ventures.

Microsoft aveva assunto una posizione di osservatore senza diritto di voto nel consiglio di amministrazione di OpenAI nel novembre dello scorso anno, dopo che l’amministratore delegato Sam Altman aveva ripreso le redini della società all’indomani della sua cacciata dal gruppo.

La poltrona implicava che l’azienda di Redmond potesse partecipare alle riunioni del consiglio di amministrazione di OpenAI e accedere a informazioni riservate, senza però disporre del diritto di voto su questioni come l’elezione o la scelta degli amministratori.

Il ruolo di osservatore e l’investimento di oltre 10 miliardi di dollari di Microsoft in OpenAI hanno però scatenato il malcontento delle autorità antitrust in Europa, Gran Bretagna e Stati Uniti per il grado di controllo che la multinazionale avrebbe potuto esercitare sulla startup.

Ma Microsoft ha giustificato la decisione di rinunciare alla funzione citando le nuove partnership, l’innovazione e la crescente base di clienti di OpenAI dopo il ritorno di Altman nella società: “Negli ultimi otto mesi abbiamo assistito a progressi significativi da parte del nuovo consiglio di amministrazione e siamo fiduciosi nella direzione dell’azienda. Alla luce di tutto ciò, non riteniamo più necessario il nostro ruolo limitato di osservatori”, ha dichiarato l’azienda in una lettera a OpenAI datata 9 luglio.

D’altra parte, Microsoft e OpenAI sono sempre più in competizione sul piano della fornitura di soluzioni AI per i clienti aziendali, con il duplice obiettivo di aumentare i ricavi e di dimostrare la propria indipendenza alle autorità di regolamentazione. Inoltre, Redmond sta ampliando la sua offerta di prodotti di intelligenza artificiale sulla piattaforma Azure, e ha assunto l’amministratore delegato di Inflection per dirigere la sua divisione AI per i consumatori, una mossa interpretata dagli analisti come un ulteriore tentativo per diversificare il posizionamento rispetto a OpenAI.

E Musk interrompe le trattative con Oracle su un deal da 10 miliardi

Intanto la startup xAI di Elon Musk e Oracle avrebbero interrotto i colloqui per un potenziale accordo da 10 miliardi di dollari. L’indiscrezione stavolta è del portale Information.

L’obiettivo delle trattative era quello di espandere una collaborazione esistente in base alla quale xAI aveva accesso ai chip di intelligenza artificiale di Nvidia messi a disposizione dal cloud provider.

La xAI di Musk sta costruendo in autonomia un sistema che utilizza le unità di elaborazione grafica H100 di Nvidia “per ottenere i tempi più rapidi di completamento”, ha dichiarato Musk in un post su X.

Ma “la capacità specifica rispetto alla quale Oracle era in trattativa con xAI è stata appaltata a un altro cliente”, ha dichiarato a Reuters una persona informata dei fatti. “L’azienda discute sempre con i clienti della capacità futura e continua a confrontarsi con xAI sulle sue esigenze infrastrutturali”, ha detto la fonte.

Pare che l’accordo pluriennale per il noleggio di processori Nvidia da Oracle fosse finalizzato alla realizzazione di un supercomputer, ma le trattative sarebbero state frenate e poi interrotte dalle richieste di Musk di costruire l’infrastruttura più velocemente di quanto Oracle ritenesse possibile. Oracle avrebbe anche sollevato dubbi sul fatto che la sede scelta da xAI disponesse di un’alimentazione elettrica inadeguata.

Takeover di Amd su Silo AI

Intanto Amd annuncia la firma di un accordo definitivo per acquisire Silo AI, il più grande laboratorio privato di intelligenza artificiale in Europa, per un valore di circa 665 milioni di dollari. L’intesa rappresenta un altro significativo passo nella strategia dell’azienda di offrire soluzioni end-to-end di intelligenza artificiale basate su standard aperti e favorirà la realizzazione e la rapida implementazione di soluzioni di AI per una vasta gamma di clienti.

Con sede a Helsinki in Finlandia, ed attività in Europa e Nord America, Silo AI è composta da un team di scienziati e ingegneri di prim’ordine specializzati in soluzioni AI end-to-end che permettono ai clienti di integrare l’intelligenza artificiale rapidamente e facilmente nei propri prodotti e servizi. Inoltre, Silo AI ha sviluppato avanzate Llln open source multilingue, come Poro e Viking, su piattaforme Amd, oltre che sulla sua piattaforma modello SiloGen.

Negli ultimi 12 mesi, Amd ha effettuato significativi investimenti volti a offrire soluzioni AI end-to-end basate su standard aperti attraverso una serie di acquisizioni e investimenti a sostegno della sua strategia di AI, tra cui le acquisizioni nel 2023 di Mipsology e Nod.ai.

 

L’acquisizione dovrebbe essere completata nella seconda metà del 2024.

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