MERGER REGULATION

OpenAI, partono le verifiche della Commissione Ue

Nel mirino l’investimento di Microsoft e il rispetto del Regolamento europeo sulle concentrazioni. Sotto esame anche alcuni accordi conclusi tra grandi operatori del mercato digitale e sviluppatori e fornitori di AI generativa per valutare l’impatto sulle dinamiche di mercato. Sellitto di Anthropic in audizione alla Camera: “Implicazioni AI potrebbero emergere in maniera imprevedibile”

Pubblicato il 09 Gen 2024

Patrizia Licata

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La Commissione europea ha avviato una verifica sull’investimento di Microsoft in OpenAi ai sensi del regolamento Ue sulle concentrazioni (EU Merger regulation): lo comunica l’esecutivo europeo in una nota con cui annuncia anche altre iniziative relative alla concorrenza di mercato nei settori dell’intelligenza artificiale generativa e dei mondi virtuali.

“I mondi virtuali e l’Ai generativa si stanno rapidamente sviluppando. È fondamentale che questi nuovi mercati rimangano competitivi e che nulla ostacoli le imprese nella loro crescita e capacità di fornire i prodotti migliori e più innovativi ai consumatori”, afferma Margrethe Vestager, vice presidente esecutivo a capo delle politiche sulla concorrenza. “Invitiamo le imprese e gli esperti a parlarci di eventuali problemi di concorrenza che possono percepire in questi settori, monitorando anche attentamente le partnership di intelligenza artificiale per garantire che non distorcano indebitamente le dinamiche del mercato”.

Ai generativa, scattano le verifiche della Commissione Ue

Oltre alla verifica su Microsoft-OpenAi, la Commissione europea sta, infatti, esaminando alcuni degli accordi conclusi tra i colossi del mercato digitale e sviluppatori e fornitori di Ai generativa e sta studiando l’impatto di queste partnership sulle dinamiche di mercato.

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Infine, la Commissione ha pubblicato due inviti a presentare contributi sulla concorrenza nei mondi virtuali e sull’intelligenza artificiale generativa e ha inviato richieste di informazioni a “diversi grandi player digitali”. Tutte le parti interessate sono invitate a condividere la loro esperienza e a fornire feedback sul livello di concorrenza nel contesto dei mondi virtuali e dell’intelligenza artificiale generativa, nonché le loro opinioni su come il diritto della concorrenza può contribuire a garantire che questi nuovi mercati rimangano competitivi.

Faro anche su web 4.0 e mondi virtuali

I sistemi di intelligenza artificiale generativa e i mondi virtuali sono tecnologie dirompenti con un grande potenziale, si legge nella nota della Commissione. Oltre all’applicazione delle regole di concorrenza, l’Ue è già attiva nell’affrontare le sfide poste da queste nuove tecnologie: nel luglio 2023 è stata pubblicata una Comunicazione sul web 4.0 e sui mondi virtuali, mentre nel dicembre 2023 il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo politico sulla proposta della Commissione per una legge sull’Ai, l’Ai Act.

I mondi virtuali sono ambienti persistenti e immersivi, basati su tecnologie tra cui 3D e realtà estesa (Xr), che consentono di fondere mondi fisici e digitali in tempo reale, con una varietà di applicazioni come la progettazione, la creazione di simulazioni, la collaborazione, l’apprendimento, la socializzazione, l’esecuzione di transazioni o l’offerta di intrattenimento.

I sistemi di intelligenza artificiale generativa sono sistemi di intelligenza artificiale che generano, in risposta a un suggerimento dell’utente, contenuti audio, immagini, video o testo sintetici, con una vasta gamma di possibili usi e applicazioni.

Il venture capital dell’Ai

Gli investimenti di venture capital nell’Ai nell’Ue sono stimati in oltre 7,2 miliardi di euro nel 2023. Si stima che le dimensioni del mercato del mondo virtuale in Europa abbiano raggiunto più di 11 miliardi di euro nel 2023. Entrambe le tecnologie dovrebbero crescere in modo esponenziale nei prossimi anni e probabilmente avranno un impatto importante sul modo in cui le imprese competono.

Per questo un’applicazione efficace delle regole dell’Ue sulla concorrenza è considerata essenziale e gli inviti a presentare contributi negli ambiti della Gen Ai e dei mondi virtuali fanno seguito ad altri inviti effettuati negli ultimi anni in merito all’applicazione delle regole di concorrenza dell’Ue in vari contesti.

La Commissione europea esaminerà attentamente tutti i contributi ricevuti e, a seguito di tale revisione, potrebbe organizzare un seminario nel secondo trimestre del 2024 per riunire tutte le diverse prospettive emerse e continuare questa riflessione.

Anthropic in audizione alla Camera

E nel giorno della verifica degli imvestimenti di Microsoft su OpenAI, la Camera ascolta in audizione, Michael Sellitto, head of global affairs di Anthropic, società di utilità pubblica fondata nel contesto statunitense nel 2021, che sviluppa sistemi di AI. Secondo il manager “le implicazioni dell’intelligenza artificiale potrebbero emergere in maniera imprevedibile”.

Di qui la necessità di “istruire, educare, informare la classe politica e l’opinione pubblica sulle tendenze nell’AI per partecipare al dibattito, con la speranza che questo possa tradursi in leggi e regolamentazioni adeguate per quanto riguarda la tecnologia”.L

“Nel 2019 – ha spiegato Sellitto – ChatGpt 2 poteva costruire una frase corretta dal punto di vista semantico, ma niente di più. Nel 2020 è uscito Gpt 3, il cui modello poteva scrivere un paragrafo, coerente, di testo. Nel 2022 con ChatGpt la capacità è aumentata enormemente, a tutti i livelli (trasmissione di informazioni su esami medici, creazione di giochi di diplomazia simili al modo di ragionare umano, altre competenze). Questo aumento delle capacità, secondo noi, continuerà. I principali sviluppatori aumenteranno i loro modelli dieci, e forse anche 100 volte, nei prossimi 12 – 24 mesi. Le leggi di scala stanno cambiando la capacità di chi può creare intelligenze artificiali di frontiera. Vogliamo che i governi facciano investimenti ambiziosi nella loro capacità di valutare e monitorare la tecnologia. In Ue, con la nuova legge sull’intelligenza artificiale un ufficio potrà valutare queste capacità di investimento. Anche negli USA abbiamo chiesto investimenti nei cloud di ricerca pubblica, fornendo a ricercatori, senza scopro di lucro, informazioni per fare ricerca di interesse pubblico”. 

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