I RISULTATI FINANZIARI

Oracle: ricavi col segno meno, ma crescono gli utili. Boom del cloud

I risultati finanziari del quarto trimestre e dell’intero anno fiscale della società di Larry Ellison fanno registrare un lieve calo delle entrate bilanciato da un aumento del margine. Nell’ultimo quarter Fusion Erp Cloud e Fusion Hcm Cloud hanno registrato incrementi rispettivamente del 32 e del 27%

17 Giu 2020

Domenico Aliperto

Oracle Corporation ha chiuso il quarto trimestre e quindi l’intero anno fiscale 2020. Il fatturato trimestrale totale, si legge in un comunicato dell’azienda, è stato di 10,4 miliardi di dollari, in calo del 6% su base annua e del 4% se calcolato a valuta costante, rispetto al quarto trimestre dell’anno scorso. I ricavi dei servizi cloud e del supporto alle licenze sono stati pari a 6,8 miliardi di dollari, con un aumento dell’1% anno su anno, del 3% se calcolati a valuta costante. I ricavi delle licenze cloud e delle licenze on-premise sono stati di 2,0 miliardi di dollari.

L’utile operativo Gaap del quarto trimestre è aumentato dell’1% a 4,3 miliardi di dollari e il margine operativo Gaap è stato del 41%. L’utile operativo non-Gaap è sceso del 2% anno su anno a 5,1 miliardi di dollari, e il margine operativo non-Gaap è stato del 49%. L’utile netto Gaap è stato di 3,1 miliardi di dollari, mentre l’utile netto non Gaap è stato di 3,8 miliardi di dollari. L’utile per azione Gaap è stato di 0,99 dollari, mentre l’utile per azione non Gaap è aumentato del 3% a 1,20 dollari. I ricavi differiti a breve termine sono stati pari a 8 miliardi di dollari. Il flusso di cassa operativo è stato di 13,1 miliardi di dollari negli ultimi 12 mesi.

Le performance dell’anno fiscale 2020

Per l’anno fiscale 2020, le entrate totali sono state pari a 39,1 miliardi di dollari, in calo dell’1% anno su anno, uguali se calcolate a valuta costante. I ricavi dei servizi cloud e del supporto alle licenze sono stati pari a 27,4 miliardi di dollari, con un aumento del 3% anno su anno e del 4% a valuta costante. I ricavi delle licenze cloud e delle licenze on-premise sono stati di 5,1 miliardi di dollari.

L’utile operativo Gaap dell’anno è stato di 13,9 miliardi di dollari e il margine operativo Gaap è stato del 36%, mentre l’utile operativo non-Gaap è stato di 17,4 miliardi di dollari e il margine operativo non-Gaap del 44%. L’utile netto Gaap è stato di 10,1 miliardi di dollari, mentre l’utile netto non Gaap è stato di 12,7 miliardi di dollari. L’utile per azione (Eps) Gaap è aumentato del +4% a 3,08 dollari, mentre l’utile per azione non Gaap è salito del +9% a 3,85 dollari.

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Il consiglio di amministrazione ha dichiarato un dividendo trimestrale in contanti di 0,24 dollari per azione sulle azioni ordinarie in circolazione. Questo dividendo sarà corrisposto agli azionisti registrati alla chiusura delle attività il 15 luglio 2020, con data di pagamento 28 luglio 2020.

Il commento del top management

“Nel quarto trimestre, gli utili per azione non-Gaap sono cresciuti del +5% in valuta costante, grazie alle ottime performance sia nelle infrastrutture cloud sia nelle applicazioni aziendali cloud”, commenta in una nota la Ceo di Oracle, Safra Catz. “I successi più importanti sono stati quello del Fusion Erp Cloud, che è cresciuto del +35% a valuta costante, e il Fusion Hcm Cloud Suite, aumentato del +29% a valuta costante. Il nostro business complessivo è andato molto bene, tenendo in considerazione il periodo della pandemia, ma i nostri risultati sarebbero stati ancora migliori se non fosse stato per le difficoltà dei nostri clienti nei settori più colpiti, come l’hospitality, il retail e i trasporti, che hanno posticipato alcuni dei loro acquisti. Tuttavia, per il terzo anno consecutivo, abbiamo conseguito una crescita a due cifre dell’utile per azione nel Fy20″.

“Nel quarto trimestre abbiamo lanciato una versione notevolmente migliorata del nostro servizio Exadata Cloud@Customer (il servizio di cloud pubblico Oracle, ma gestito presso il cliente, ndr)”, dichiara Larry Ellison, Presidente e Cto di Oracle. “Exadata Cloud@Customer consente ora ai clienti dei database Oracle on-premise di far girare anche il nostro Autonomous Database nel proprio data center; in precedenza, Oracle Autonomous Database era disponibile solo nel nostro public cloud Gen2 (di seconda generazione, ndr). Il fatto che oggi tutti i nostri clienti di database on-premise possano aggiornare ed eseguire la migliore e più recente tecnologia database di Oracle nel proprio data center dovrebbe accelerare drasticamente il tasso di adozione dell’Oracle Autonomous Database, specialmente da parte dei nostri clienti più grandi, tra cui banche ed enti governativi, che attualmente non stanno pianificando di spostare i loro sistemi più grandi e mission-critical in un cloud pubblico”.

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