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Otellini (ceo Intel): “L’Ict chiave della ripresa”

L’azienda dà il via ad un programma mondiale per l’educazione digitale. E punta sul green. “Investiamo nella conoscenza. E’ la base dell’innovazione”

07 Giu 2010

Se entrate in una scuola elementare portoghese, avrete una buona
possibilità di vedere studenti ed insegnanti al lavoro su notebook
di ordinanza. Non li ha prodotti uno fra i tanti costruttori di pc
più o meno noti, ma se li sono fatti in Portogallo su design
classmate PC. Dietro c’è lo stimolo di un progetto mondiale che
si rivolge in particolare ai Paesi emergenti e che viene supportato
da Intel (che ha ideato e messo a punto le caratteristiche del
classemate) per diffondere la cultura digitale fra i giovani
studenti, in particolare attraverso la diffusione fra gli studenti
di minipc con caratteristiche e applicazioni pensate in maniera
specifica per l’apprendimento scolastico.

Il progetto ha visto sinora direttamente coinvolti 30 Paesi e due
milioni studenti. Il Portogallo, con la sua “Iniziativa
Magellano”, è uno dei Paesi che con maggior entusiasmo ha
risposto all’iniziativa, visto che ogni allievo delle elementari
ha il suo educational pc con cui disegnare, scrivere, imparare il
linguaggio della tecnologia digitale. “L’educazione è alla
base dell’innovazione e della crescita dei Paesi”, spiega il
presidente e ceo di Intel, Paul Otellini.

Ci crede così tanto che ha deciso di rilanciare con decisione il
progetto educativo, denominato Intel World Ahead, messo in campo
nel 2006. L’obiettivo oggi dichiarato è ambizioso: allargare
entro il 2014 i programmi educativi e tecnologici di Intel a 100
Paesi portando a 100 milioni il numero di nuovi studenti ed
insegnanti che utilizzeranno i classemate pc a scuola. È il
cosiddetto “obiettivo 100×100” che testimonia, osserva
Otellini, l’impegno di Intel a lavorare per “offrire
connettività e computer a prezzi accessibili al miliardo di nuovi
utenti che emergerà nelle economie emergenti di tutto il mondo”.
Pensando anche a chi quegli utenti deve formare: “abbiamo già
contribuito alla formazione di oltre 7 milioni di docenti in più
di 60 Paesi sull’uso della tecnologia in aula”.

Lo sforzo di Intel per la diffusione della educazione digitale nei
Paesi emergenti si sposa con la consapevolezza che sarà proprio
l’economia digitale a rappresentare uno dei principali strumenti
che ci consentiranno di uscire dalla recessione a livello globale.
“L’innovazione e gli investimenti nell’ICT accelereranno la
ripresa economica e la creazione di posti di lavoro in tutto il
mondo – dice Otellini – Per ottenere una crescita economica
sostenibile è necessaria una visione di lungo termine, capace di
mettere insieme chi ha le buone idee e chi ha la capacità di
investire. Sono queste le forze guida che porteranno alla
realizzazione di nuove attività economiche, che faranno nascere
nuovi posti di lavoro, che creeranno maggiore benessere e standard
di vita più alti”.
Otellini osserva che “l’innovazione deriva da una combinazione
di nuove idee e investimenti”. Bisognerà farli incontrare.
È quel che si propone Intel Challenge. Si tratta di
un’iniziativa a livello mondiale lanciata per stimolare “la
creazione di una nuova generazione di imprenditori”. Verranno
finanziate “le migliori idee tecnologiche e le più interessanti
ricerche degli studenti” selezionate da un network di oltre 150
università. Otellini si aspetta che vengano presentati più di
10.000 business plan nei prossimi tre anni.

L’altro pilastro su cui verte l’iniziativa “sociale” di
Intel è quello ambientale. L’ICT “pesa” soltanto per il 2%
nella formazione dei gas serra a livello mondiale. “Ma può dare
un grande contributo a ridurre i consumi energetici in moltissimi
settori, anche a livello domestico – spiega Lorie Wigle,
responsabile di Intel Eco-tech – Un monitoraggio e un uso
consapevole dei dati può portare a risparmi notevoli nei consumi
casalinghi di elettricità o di gas: oltre il 30%.

Per far crescere questa consapevolezza abbiamo messo a punto anche
un misuratore apposito, l’Home Dashboard, che aiuta a controllare
i consumi”.

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