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OVER THE TOP. Le net company decollano in Borsa

Settore hi-tech alle stelle. Apple la più ricca, aumenta il peso specifico del web cinese. Valore triplicato in sei anni per le società quotate

24 Gen 2011

E dire che due pesi massimi come Facebook e Twitter non sono ancora
quotati in Borsa, ma in 6 anni il peso specifico delle net company
a Wall Street è esploso. Oggi al top per valore c’è Apple, che
nel 2004 era al sesto posto, al secondo posto segue Google e al
terzo Amazon.com. Sei anni fa il podio della top ten era occupato
da eBay, Google e Yahoo! Oggi, la galassia delle 15 net company
quotate più ricche è mutata geneticamente, triplicato il valore
in borsa, esploso in termini di dimensioni, massa critica e ricavi.
Un drappello di 15 aziende che, dal 2004 ad oggi, ha visto il suo
valore in borsa lievitare da una valore complessiva di 304 miliardi
a 809 miliardi di dollari, con revenues quadruplicate da 33
miliardi a 126 miliardi di dollari. Lo strapotere delle aziende
made in Usa è insidiato oggi da tre big cinesi (Tencent, Baidu e
Alibaba.com), la componente giapponese è dimezzata, da 4 a 2
presenze. Stabili i coreani, in classifica con NHN.
Oggi, come nel 2004, la parte del leone la fanno i big americani
della Rete. I primi tre posti della classifica sono occupati da
Apple (290 miliardi di dollari valore , a fronte di ricavi per 46,7
miliardi), Google (197 miliardi il valore in borsa, e 23,6 miliardi
di ricavi) e Amazon.com (76 miliardi e 24,5 miliardi). Sei anni fa,
prima dell’iPod, dell’iTunes, dell’iPad, Apple capitalizzava
22 miliardi a fronte di 6,9 miliardi di ricavi. Sei anni fa sul
gradino più alto del podio c’era eBay, con un market value di 71
miliardi di dollari e ricavi annui di 3,2 miliardi. Medaglia
d’argento era Google (50 miliardi di valore , 3,1 miliardi di
revenues) e al terzo posto c’era Yahoo! (52 miliardi di market
value e fatturato di 3,57 miliardi), uno dei big in maggior
sofferenza. Oggi eBay è scivolata dal primo al quinto posto del
ranking, mentre Yahoo! occupa la settima posizione, con un market
value più che dimezzato a 22 miliardi di dollari, anche se il
fatturato in sei anni è raddoppiato a 6,46 miliardi.
Oggi, il drappello cinese è capitanato da Tencent, 41 miliardi di
valore e 1,8 miliardi di fatturato. Il social network cinese conta
su 198 milioni di visitatori unici al mese: la formula degli avatar
e degli acquisti virtuali spinge le vendite di giochi online, che
rappresentano la quota maggiore della crescita e metà del
fatturato totale.
Altri cinesi sono Baidu, al sesto posto (40 miliardi di valore e
ricavi per 8,7 miliardi), che vola sulle ali delle ricerche a
pagamento, che in termini di ricavi è aumentata del 76% anno su
anno, con i clienti della pubblicità online in crescita del 26%.
Al dodicesimo posto c’è Alibaba.com, big dell’e-commerce.
Fra le new entry a stelle e strisce nella net parade 2010 spuntano
Priceline.com, il sito di prenotazioni che tira soprattutto sul
fronte del booking online di viaggi e camere d’albergo, il cui
fatturato è aumentato del 54% nel 2010.
Un’altra new entry è salesforce.com, una piattaforma online di
“enterprise collaboration” per la fornitura via web di software
aziendali. Infine, al 13esimo e 14esimo posto ci sono Akamai e
Netflix. Akamai ha visto i ricavi del segmento Media &
Entertainment aumentare del 26%, grazie alla domanda video
over-the-top. Aumentate anche le entrate per l’e-commerce (+24%).
Akamai continua ad investire nella propria infrastruttura di rete
che consente all’azienda di capitalizzare la crescita di video
online, e-commerce e servizi cloud. Netflix ha una valore di 9
miliardi e ricavi per 1,6 miliardi di dollari, la cineteca per il
noleggio e la visione di film in diretta su internet, con un
pubblico stimato di 5 milioni di persone. E ha stretto accordi con
alcune tra le principali major.
Tornando alla top ten, alcuni accenni ai numeri di Apple: i ricavi
annuali sono cresciuti del 67%, il numero di iPhone venduti è
aumentato del 91% raggiungendo quota 14 milioni, a fronte di una
base utenti di 61 milioni. Gli iPad hanno raggiunto quota 4
milioni, (base clienti a 7,5 milioni).
Per quanto riguarda Google, nel 2010 il numero di click pagati è
aumentato del 16%, il costo-per-clic su del 3% trimestre su
trimestre.
Nuove iniziative trainano la crescita: display advertising e mobile
rispettivamente a 2,5 miliardi di dollari e un miliardo di ricavi,
sulle ali di Android. Amazon.com ha vissuto una crescita dei ricavi
del 39% all’anno. Base di 121 milioni di clienti attivi. Tencent
nel 2010 registra revenues in aumento del 55%, trainate dalla
crescita degli Ivas (Internet Value Added Services) del +57%. Le
vendite dei giochi online rappresentano la quota maggiore della
crescita, insieme alla pubblicità online e grazie ad una base di
198 milioni di utenti unici al mese. eBay vola sulle ali dei
pagamenti PayPal cresciuti del 26% nel 2010, a fronte di 91 milioni
di clienti. Le operazioni cross-border hanno mantenuto un buon
livello (24% del valore totale delle transazioni). Le vendite di
prodotti sul market place sono cresciute del 13% grazie ai mercati
internazionali. Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania (il più
grande mercato di eBay) hanno beneficiato di un cambio dei prezzi
istituito in ciascun mercato nel 2010. La base di 222 milioni di
utenti unici mensili di eBay e 90,5 milioni di utenti attivi
PayPal.
La cinese Baidu può contare sul boom delle ricerche a pagamento,
che hanno fatto balzare i ricavi del 76%, i clienti della
pubblicità online sono aumentati del 26% a quota 272 milioni, meno
dell’1% del totale delle Pmi in Cina, lasciando. l’Arpu per
inserzionista è aumentato del 41%, grazie all’aumento degli
investimenti in marketing online delle grandi aziende. La base
clienti è di 185 milioni di utenti unici al mese.
Yahoo!, 616 milioni di utenti medi unici al mese, può contare
sulle entrate del display advertising aumentate del 17% in crescita
la pubblicità mirata a fronte di un declino del 7% annuo delle
revenue legate al search: la migrazione agli algoritmi di ricerca
di Microsoft ha impattato negativamente in termini di volumi di
click pagati, senza dimenticare l’erosione del tempo di
navigazione sul sito da parte di Facebook.
Priceline.com: le prenotazioni internazionali sono aumentate del
67% in un anno, e quelle per le stanze di albergo (54%). L’utile
lordo di 666 milioni di dollari è stato trainato dai mercati
internazionali. Base di 23 milioni di visitatori medi unici
mensili.