STRATEGIE

PA digitale, Brunetta scommette sul “modello” Amazon

Il ministro: “Tracceremo le pratiche. I cittadini devono conoscere i tempi e i responsabili di ogni procedimento. Introdurrò un rafforzamento della valutazione della performance”. Intanto la Corte dei Conti accende i riflettori sull’uso dei fondi del Pnrr per i progetti di innovazione

08 Mar 2022

F. Me.

renato-brunetta

Tracciare le pratiche della PA come pacchi Amazon. È l’obiettivo che il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta ha evidenziato in occasione del phygital meeting promosso da Ambrosetti, dedicato a “Capitale umano, formazione e digitalizzazione: le sfide della PA a sostegno della crescita e competitività dell’Italia”.

Il Governo sta dunque lavorando al tracciamento di ogni procedimento in modo che si conosca in ogni momento a che punto è la pratica e chi è il responsabile.

“La premessa per la transizione digitale – ha sottolineato – è la semplificazione. Non si possono digitalizzare processi barocchi, pieni di curve. Con il decreto Pnrr 2, in costruzione, introdurremo il taglio dei termini generali di conclusione dei procedimenti fissati nella legge 241/1990, insieme a un vero tracciamento di ogni procedimento. Possibile che oggi possiamo tracciare un pacco che ordiniamo online, ma non riusciamo a sapere a che punto è una pratica? Io vorrei che fosse tutto tracciabile, come avviene con i pacchi che ordiniamo su Amazon. E non voglio sapere soltanto dov’è il pacco, ma anche chi è il responsabile del procedimento. Introdurrò, inoltre, un rafforzamento della valutazione della performance, con un sistema di premi e punizioni, e della customer satisfaction. Come possiamo valutare una chiamata su WhatsApp, così i cittadini potranno valutare i servizi offerti dalle amministrazioni”.

La Linkedin della PA

“Sulla Pubblica amministrazione ho voluto procedere a colpi di strappi innovativi, non attraverso grandi riforme monstre difficili da attuare Grazie all’articolo 10 del decreto legge 44/2021, uno strappo, ho sbloccato i concorsi pubblici, permettendo di mettere a bando in otto mesi 45mila posizioni – ha ricordato –  Ho realizzato il primo grande portale nazionale del reclutamento, inPA, in collaborazione con LinkedIn. Un altro strappo, che consente a ogni cittadino di candidarsi con un clic e alle amministrazioni di contare su una banca dati di 21 milioni di curricula”.

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“inPA – ha continuato il ministro – ha vinto il Premio Agenda digitale del Politecnico di Milano, battendo persino il green pass, perché inaugura una nuova cultura del reclutamento nella Pubblica amministrazione, una forma di apprendimento comparativo fondamentale. Invito tutti ad entrare su inPA. E spero che in futuro possa diventare anche lo strumento per accedere a eventuali posizioni all’estero”.

Rendere più attrattivo il brand PA

“Semplificare e tracciare non basta ancora. Per cambiare la Pubblica amministrazione è fondamentale il capitale umano. Oggi l’età media dei dipendenti pubblici è alta, oltre i 50 anni, e il livello di competenze digitali non è adeguato alla sfida della transizione che dobbiamo raccogliere. Io penso sia il momento di migliorare il senso di appartenenza alla Pa, la brand awareness. Trasparenza, performance, formazione, semplificazioni: ora stiamo invertendo la rotta. Dobbiamo rendere il brand più attrattivo”.

“Il piano strategico di formazione che abbiamo lanciato a gennaio – ha ricordato il ministro – prevede il progetto ‘PA 110 e lode” per offrire a tutti i 3,2 milioni di dipendenti pubblici la possibilità di iscriversi a corsi di laurea, specializzazioni e master a condizioni agevolate, e il progetto Syllabus per la formazione digitale, in collaborazione con i maggiori top player mondiali, che metteranno a disposizione i loro pacchetti formativi. Più formazione, grazie ai nuovi contratti di lavoro, significa ora miglioramenti di carriera e di retribuzione. Si è anche concluso l’invio della prima newsletter ai dipendenti pubblici, PArliamo. Bisogna raccontare ciò che stiamo facendo. Serve un dialogo continuativo con i lavoratori. A questo piano si affianca il rafforzamento di Formez PA e della Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna), che sempre di più sarà l’incubatore della migliore cultura di governo, capace di formare l’alta burocrazia secondo i migliori standard internazionali. È stato un anno straordinario di lavoro, di continui strappi innovativi. Per qualificare la Pubblica amministrazione e qualificare il Paese”.

Pnrr, la lente della Corte dei Conti sulla PA

Intanto la magistratura contabile accende i riflettori sul Pnrr. La programmazione dei controlli della Sezione centrale per il controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti si incentrerà, per il 2022, sugli interventi previsti dal Pnrr, oltre che sull’emergenza sanitaria, su tutela dell’ambiente, politiche del lavoro, sviluppo sostenibile, digitalizzazione, istruzione, inclusione e sostegno sociale. E’ quanto emerge dal “Quadro programmatico dei controlli sulla gestione delle Amministrazioni dello stato per l’anno 2022 e nel contesto triennale 2022-2024”, approvato dalla Sezione centrale per il controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti. Gli accertamenti – precisa la magistratura contabile – investiranno sia il rispetto degli equilibri finanziari, sia la verifica dei risultati e la loro rispondenza ai piani e ai programmi di spesa. Sul Pnrr l’attività di controllo sarà svolta in base alle peculiari esigenze di temporizzazione delle valutazioni sullo stato di avanzamento dei programmi.

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