LA NOMINA

PA digitale, Claudio Anastasio alla guida della software house di Stato

Il fondatore di TNotice ed esperto di identità digitale scelto dal governo Meloni come amministratore delegato di 3-I, la società partecipata da Inps, Inail e Istat che svilupperà soluzioni per l’amministrazione italiana

Pubblicato il 09 Dic 2022

Le sfide della missione1 del PNRR

Sarà Claudio Anastasio l’amministratore delegato di 3-I s.p.a, la software house di Inps, Istat Inail, la cui istituzione è prevista nel Pnrr 2 dal Governo Draghi, e che avrà il compito di sviluppare servizi e soluzioni software destinate alla transizione digitale della Pubblica amministrazione. Anastasio è conosciuto soprattutto come il fondatore di tNotice, società specializzata nella raccomandata elettronica ed è specializzato nel regolamento Eoda, le norme Ue sull”identità digitale.

Una società ad hoc per sostenere la transizione digitale della Pa

“Al fine di favorire maggiore efficienza e celerità d’azione nella realizzazione degli obiettivi di transizione digitale fissati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza” – si legge nel provvedimento – sarà costituita una società ad hoc. 

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La struttura ed il capitale della nuova società

Inail, Inps e Istat andranno quindi a istituire una società, alla cui guida è stato nominato Anastasio, a capitale interamente pubblico, finalizzata allo sviluppo, alla manutenzione e alla gestione di soluzioni software e di servizi informatici a favore delle pubbliche amministrazioni centrali. Lo statuto è stato approvato dai ministri vigilanti, tra cui il ministro per la Pubblica amministrazione, e il capitale sociale sarà interamente sottoscritto e attribuito all’Inps, all’Inail e all’Istat.

Perplessità della Fp Cgil sulla trasparenza dell’operazione

Alcune perplessità sulla costituzione della in house 3I- Spa erano arrivate dalla Fp Cgil,  emerse durante un confronto tra l’Amministrazione e le organizzazioni sindacali lo scorso mese di ottobre, rilevando alcune preoccupazioni sulla trasparenza dell’intera operazione. Nello specifico, si legge nel comunicato Fp relativo all’incontro del 26 ottobre, se la nascita della società rappresenta, nelle intenzioni dell’Inps, una “reinternalizzazione del servizio”, destinata a realizzare economie di scala, e considerando che attualmente Inps è legato a contratti Consip col meccanismo di ribasso, che andrebbe abbandonato, il termine “reinternalizzazione” può esercitare un certo fascino “solo se corrisponde alla volontà d’investire su Inps”, anziché diventare uno specchietto per le allodole.

Questo il motivo per cui Fp Cgil aveva chiesto all’Amministrazione di approfondire il tema, fornendo alle rappresentanze dei lavoratori ogni elemento utile per avere un quadro d’insieme sulla strategia che Inps stava adottando. Senza il quadro complessivo, senza i numeri e il contesto – aveva concluso la nota stampa – è difficile superare le perplessità. 

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