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PA, otto mesi per pagare fornitori. Lucarelli: “Insostenibile. Il governo intervenga”

Il vice-presidente di Csit: “Il ritardo penalizza soprattutto le Pmi. Servono normative più rigide e maggiore ricorso alla fatturazione elettronica”

03 Mar 2010

“Il fenomeno del ritardo dei pagamenti da parte della PA verso le
imprese, invece di andare verso una risoluzione, tende ad
aggravarsi sia quantitativamente, che nell’allungamento dei
tempi, mentre le misure governative e di legge finora adottate
appaiono ancora incapaci di invertire questo pauroso trend
negativo”. E' l’allarme lanciato oggi da Ennio Lucarelli,
vicepresidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici,
commentando i risultati emersi dall’indagine sul tema, realizzata
da un gruppo di lavoro interno guidato da Carlo Bonomi, consigliere
delegato della federazione per i pagamenti alle imprese. Allarme
diretto soprattutto a governo e parlamento, quest’ultimo
impegnato in un ciclo di audizioni sulla questione con
l'obiettivo di sollecitare interventi urgenti.

“A fronte di una durata media europea dei tempi di pagamento
verso i fornitori di 57 giorni, in Italia la PA accumula verso il
settore dei servizi innovativi e tecnologici un ritardo medio di
233 giorni. Ritardo che è in continua crescita, + 5% nel 2007 e
+10% nel 2008", precisa Lucarelli che fornisce anche la misura
dell’ammontare complessivo dei crediti del settore verso la PA
allo stato attuale. "L'ammontare ha raggiunto
l’esorbitante cifra di 4,9 miliardi di euro, anch’essa in
crescita: +18% nel 2007 e +7% nel 2008, di cui 1,6 miliardi
riferiti al solo settore dell’Information, Comunication & Media
Technology”.

“Come si vede dai numeri citati il problema è tutt’altro che
trascurabile – continua il vicepresidente – pesando in misura
notevole sulle imprese dei servizi innovativi, dove i costi del
personale, che hanno una incidenza molto elevata sui costi di
produzione, non ammettono ritardi. Procedure complesse ed
inefficienti, mancata informatizzazione dei meccanismi di controllo
e lenta autorizzazione della spesa fanno sì che il tempo che
intercorre dall’inizio della messa in opera di una fornitura da
parte di un’impresa fino alla conclusione dell’iter con il
pagamento da parte della PA risulti insostenibile soprattutto per
le Pmi”.

Secondo l’indagine le misure introdotte recentemente in Italia da
Governo e Parlamento per contrastare questa prassi sono ancora del
tutto insufficienti. “Risulta che siano ancora troppo pochi gli
accordi conclusi dalla Sace con gli Istituti di Credito per lo
smobilizzo dei crediti vantati dalle aziende e quindi sono scarse
le risorse disponibili – precisa il report Regioni e enti locali
sono in netto ritardo nel mettere in atto le misure di
certificazione dei crediti che consentirebbe al creditore la
cessione pro soluto a favore di banche o intermediari finanziari.
Ne si hanno riscontri positivi sull’applicazione delle nuove
norme sulla tempestività dei pagamenti delle pubbliche
amministrazioni”.

Di fronte all’aggravarsi del fenomeno, il gruppo di lavoro di
Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici chiede di migliorare
il quadro normativo e determinare una decisa svolta applicativa.
“In sintesi- sottolinea il consigliere Carlo Bonomi – la
federazione chiede la certezza dei tempi di pagamento, indennizzi
forfettari a titolo di risarcimento anche dei costi di recupero in
caso superamento delle soglie di ritardo per le quali siano
comunque previsti gli interessi di mora; meccanismi di
compensazione crediti-debiti che potrebbero semplificare le
procedure e ridurre l’entità del problema; l’obbligatorietà
da parte delle Pubbliche Amministrazioni di inserire in bilancio
gli interessi, non stimati, ma calcolati sulle singole fatture;
meccanismi automatici di cessione del credito, ad esempio per il
tramite della Cassa depositi e Prestiti; l’obbligo della PA di
pagare i propri fornitori creditori utilizzando fondi di spesa
iscritti a bilancio e non utilizzati; procedure veloci di recupero
del credito prevedendo l’applicazione di sistemi online, con
l’implementazione della fatturazione elettronica che
consentirebbe di facilitare tutte le operazioni contabili e
finanziarie comprese quelle di factoring e di cessione”.