Pagamenti digitali, la strada è lunga: troppe falle nella compliance & security - CorCom

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Pagamenti digitali, la strada è lunga: troppe falle nella compliance & security

Se il ricorso all’e-payment sta crescendo in modo vertiginoso aumentano contemporaneamente i data breach e le problematiche legate alla conservazione dei dati dei clienti. La fotografia scattata da Capgemini e Verizon Business

07 Ott 2020

Le aziende del settore dei pagamenti sono spinte verso una rapida trasformazione. Ma mentre le transazioni digitali aumentano, solo un’organizzazione su quattro protegge i dati dei clienti. È questa la fotografia scattata da due report, il Payment Security Report 2020 di Verizon Business e il World Payments Report 2020 di Capgemini.

Secondo il Payment Security Report 2020 di Verizon Business, solo il 27,9% delle organizzazioni globali è in grado di mantenere la piena conformità al Payment Card Industry Data Security Standard (Pci Dss). Anche il dato tendenziale è preoccupante: dal 2016 a oggi il calo della compliance è stato di 27,5 punti percentuali. Le cause principali sono da ricercare nella mancanza di strategie a lungo termine e di impegno da parte dei leader aziendali.

Come già evidenziato dal recente Data Breach Investigations Report 2020 (2020 Dbir) sempre di Verizon Business, per i criminali informatici i dati sui pagamenti rimangono uno degli obiettivi più ambiti e redditizi, con 9 violazioni su 10 che hanno finalità economiche. Nel solo settore della vendita al dettaglio, il 99% degli incidenti di sicurezza analizzati dal Dbir 2020 mirava all’acquisizione di dati di pagamento per uso fraudolento.

“Purtroppo vediamo che in molte realtà mancano le risorse e l’impegno da parte dei dirigenti aziendali per supportare iniziative di conformità e data security a lungo termine. Questo è inaccettabile – evidenzia Sowmyanarayan Sampath, Presidente Global Enterprise di Verizon Business –. La pandemia da Coronavirus ha allontanato i consumatori dall’uso del contante spingendoli verso metodi di pagamento contactless con carte e dispositivi mobile. Ciò ha generato un maggior volume di dati di pagamento elettronici e i consumatori confidano nelle aziende per salvaguardare le proprie informazioni. La payment security deve essere vista come una costante priorità aziendale da parte tutte le organizzazioni che gestiscono i dati di pagamento, in quanto hanno una responsabilità fondamentale nei confronti dei loro clienti, fornitori e dei consumatori”.

Le mancanze in ambito compliance e security avvengono in un momento di grande trasformazione. Secondo il “World Payments Report 2020” di Capgemini le aziende attive nel settore dei pagamenti sono spinte verso una rapida trasformazione, proprio nel momento in cui si trovano a gestire volumi di transazioni più consistenti e devono far fronte a una maggiore concorrenza e a fattori di rischio più elevati amplificati dalla pandemia.

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Il tasso di crescita annuale per le transazioni non cash si sta attestando attorno al 12% nel periodo 2019-2023, e le transazioni globali non cash sono aumentate di quasi il 14% nel periodo 2018-2019, raggiungendo quota 708,5 miliardi, il tasso di crescita più alto registrato nell’ultimo decennio. L’Asia-Pacifico ha superato l’Europa e il Nord America divenendo il leader in termini di volume delle transazioni non-cash nel 2019, registrandone 243,6 miliardi. Tale incremento è stato trainato dall’aumento nell’utilizzo degli smartphone, dal boom dell’e-commerce, dall’adozione dei digital wallet e dalle innovazioni nei pagamenti mobile e tramite Qr code, specie in mercati come Cina, India e altri paesi del sudest asiatico (crescita del 31,1%).

Significativi, secondo Capgemini, gli aspetti tecnici della transizione. L’aumento della concorrenza costringe i player tradizionali a evolversi. Il 30% dei consumatori si avvale già di servizi di pagamento offerti dalle BigTech e il 50% sta già utilizzando per alcuni pagamenti una banca challenger. Ad aprile, più del 38% dei consumatori ha dichiarato di aver scoperto un nuovo provider di pagamenti durante il lockdown. Secondo il 68% degli intervistati, l’internet banking e i versamenti diretti sui conti correnti sono stati e sono tuttora il metodo di pagamento prediletto durante la crisi sanitaria globale. Le carte contactless (tap-to-pay) sono state indicate come il secondo metodo di pagamento più utilizzato, preferite dal 64% degli intervistati, mentre i digital wallet (compresi i pagamenti basati su QR code) sono stati la prima scelta per il 48% del cluster.

Infine, i metodi di pagamento alternativi: Capgemini prevede che il numero degli utenti dei digital wallet passi dai 2,3 miliardi del 2019 a 4 miliardi entro il 2024, ovvero il 50% della popolazione mondiale. I pagamenti invisibili, o i processi di pagamento automatizzati come quelli che si trovano negli store Amazon Go e Uber, sono sulla buona strada per raggiungere un tasso annuale di crescita composto del 51% nel periodo 2017-2022.

Anche Capgemini registra che tecnologia e collaborazione possono aiutare le aziende del settore dei pagamenti a far fronte ai nuovi rischi. I dirigenti intervistati affermano infatti che le aziende sono esposte a rischi relativi a cybersecurity (42%), regolamentazione (37%), operatività (35%) e business (30%).

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