IL PROGETTO

Palazzo Pitti in 3D: droni e gps per mappare il patrimonio architettonico

Via alla prima scansione tridimensionale grazie a una convezione fra le Gallerie degli Uffizi e l’Università di Firenze. Il direttore Eike Schmidt: “Strumento fondamentale per la conoscenza, lo studio, la conservazione e la valorizzazione”

Pubblicato il 24 Ago 2020

Palazzo Pitti in 3D: droni e gps per mappare il patrimonio architettonico
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Un modello digitale di Palazzo Pitti. Da realizzare con l’obiettivo di mappare il patrimonio architettonico e di dotare la struttura di un “database” al servizio della sua valorizzazione. È questo l’obiettivo della convezione siglata fra le Gallerie degli Uffizi e il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Firenze coordinati dalla professoressa Grazia Tucci per l’Università di Firenze e l’architetto Elena Pozzi, curatore del patrimonio architettonico di Palazzo Pitti.

Il progetto fa leva sulla scansione 3D da attuare attraverso fotografi e topografi con droni, Gps e laser scanner di ultima generazione.

“Grazie alla scansione totale e millimetrica dell’edificio e all’elaborazione informatica dei dati sarà a disposizione uno strumento fondamentale per la conoscenza, lo studio, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio architettonico di Palazzo Pitti – sottolinea il direttore degli Uffizi Eike Schmidt -. Nel prossimo futuro inoltre questo lavoro permetterà di sperimentare l’utilizzo del metodo Bim per la gestione integrata della manutenzione e della programmazione degli interventi del complesso: una prospettiva che colloca l’attività di rilievo – quella in corso – nell’ambito di un’importante processo di modernizzazione nella gestione e manutenzione del nostro patrimonio architettonico”.

In dettaglio nelle prossime settimane verrà effettuata una campagna di acquisizione, ossia di raccolta analitica di tutti i dati metrici 3d del Palazzo ricorrendo a tecniche geomatiche integrate, quali la topografia, la scansione laser e la fotogrammetria terrestre e da drone. “È necessaria per riprendere porzioni del complesso altrimenti non raggiungibili, come accade nel caso delle imponenti facciate della Reggia, rese più complesse dal forte aggetto delle bugne e delle coperture. Realizzare un rilievo 3d di uno spazio così articolato, ha l’obiettivo di costruire un gemello digitale”, spiega la professoressa Grazia Tucci, direttore del Laboratorio di Geomatica e docente di Geomatica per la Conservazione e Topografia e Sistemi Informativi dell’Università di Firenze.

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