Parisi: "Digital compact per i Paesi Ue" - CorCom

ITALIAN DIGITAL FORUM

Parisi: “Digital compact per i Paesi Ue”

Il presidente di Confindustria digitale: “Il Consiglio europeo del 24 dimostri la stessa determinazione avuta per il risanamento dei bilanci. Solo così si realizza l’Agenda digitale e si porta l’Unione sulla via della crescita”.

21 Ott 2013

Antonello Salerno

Come per risanare i bilanci degli stati membri è stato adottato il fiscal compact, allo stesso modo l’Unione europea dovrebbe varare un “digital compact”, vincolante per tutti, per assicurare la realizzazione dell’agenda digitale. E’ l’idea lanciata questa mattina da Stefano Parisi, presidente di Confindustria digitale, in apertura del secondo Italian digital forum.

“Gli stati membri hanno una grande opportunità al prossimo Consiglio Europeo del 24 ottobre dedicato all’internet economy – ha detto Parisi – Trasformare gli obiettivi dell’Agenda digitale in un ‘digital compact’, un impegno vincolante per tutti i Paesi Ue”.

“Con il digitale si investe ma con risparmi certi nel breve e medio termine. Certo che se questi investimenti si calcolano nella spese corrente non si faranno mai. E invece e’ una spesa che si ripaga nel tempo”, ha detto Parisi. rivolgendosi direttamente al premier Enrico Letta intervenuto in chiusura dei lavori del Forum.

“Ai capi di governo che si riuniranno a Bruxelles – ha aggiunto – chiediamo di usare la stessa determinazione posta nell’inseguire il risanamento dei bilanci pubblici per vincolare i paesi Ue su un Digital Compact che renda fattibili le politiche di sviluppo. Ora occorre un patto che vincoli gli Stati membri sugli obiettivi dell’Agenda digitale. Fare investimenti digitali fuori dalla legge di stabilità, o non si fanno più. Solo così possiamo rompere le infinite e sorde resistenze che ancora troviamo nelle amministrazioni pubbliche, ma anche nelle aziende private, riportando l’Europa sulla via della crescita”.

“Oggi la Ue – ha concluso Parisi – ha urgente bisogno di darsi una politica per la crescita che non sia basata sulle risorse pubbliche. Se l’Italia è indietro in Europa, l’Europa è indietro rispetto al resto del mondo”.

“L’obiettivo di Confindustria Digitale è far crescere il mercato digitale italiano, portando la filiera Ict a pesare dall’attuale 3,5% del Pil al 5-6%, come avviene nei principali Paesi europei, negli Usa o in Giappone”.