Parma capitale (anche) virtuale della cultura: Google digitalizza il "patrimonio" - CorCom

IL PROGETTO

Parma capitale (anche) virtuale della cultura: Google digitalizza il “patrimonio”

Online il lavoro di 33 partner istituzionali del territorio, oltre 17.000 immagini provenienti dalle collezioni dei musei e dagli archivi comunali del territorio, 30 luoghi digitalizzati con Street view e molto altro

28 Lug 2021

Veronica Balocco

Parma è la Capitale italiana della Cultura per il 2020 e 2021. Diciotto mesi dopo l’avvio della pandemia, la città è pronta ad aprire le sue porte al mondo grazie al digitale, con cui supera i confini geografici per celebrare il proprio patrimonio. È per questo che il Comune ha collaborato con Google arts & culture: insieme, è stato portato online il lavoro di 33 partner istituzionali del territorio di Parma e provincia comprendendo oltre 17.000 immagini provenienti dalle collezioni dei musei e dagli archivi comunali del territorio, 30 luoghi digitalizzati con Street view e molto altro ancora. Un progetto di vera valorizzazione culturale che mette in luce la magia di questa città portandola nelle case di tutti.

Un viaggio dall’arte al cibo

I contenuti presenti nella mostra di Parma su Google arts & culture sono divisi in quattro capitoli tematici: arte, musica, cultura del cibo e artigianato. Seguendo questi filoni, sarà possibile scoprire migliaia di incredibili opere, un viaggio nel tempo attraverso secoli di storia dell’arte, archivi musicali, e visitare luoghi digitalizzati con alcune delle tecnologie più innovative di Google.

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Per la prima volta, è possibile vedere da vicino la cupola di Correggio alta 27 metri (all’interno della chiesa di San Giovanni Evangelista) con tutti i suoi dettagli. Questo è reso possibile da una tecnica molto precisa di digitalizzazione che permette di catturare fedelmente i dettagli della cupola e dei suoi affreschi. Anche il noto dipinto “Schiava turca” dell’artista Parmigianino viene finalmente visto da vicino, scoprendo così il volto enigmatico della donna ritratta.

Grazie allo strumento Art camera, l’esperienza di Google arts & culture riporta fedelmente oltre 200 opere di artisti internazionali come Picasso, Francis Bacon, Goya, Monet e Tiziano Vecellio ma anche di artisti italiani tra cui Ligabue, De Chirico, Boccioni, Filippo Lippi e Parmigianino. Tra la selezione di progetti artistici, è presente anche il curioso Labirinto della Masone, il più grande labirinto esistente al mondo e creato dal sogno della mente visionaria di Franco Maria Ricci. Il Labirinto Masone è composto da 300.000 bamboo e viene ritenuto un luogo magico.

Immersione nella musica d’opera

Terra di Verdi e Toscanini, Parma è la meta più amata dagli appassionati dell’opera, che ora possono immergersi in una collezione di 10.000 fotografie di scena, bozzetti e manifesti dell’archivio della Casa della Musica appena digitalizzato. Sono diversi i musei presenti online e rivolti agli appassionati di musica, con l’obiettivo di portare a chiunque lo volesse la storia dell’acustica e della riproduzione del suono.

Nota in tutto il mondo per il Parmigiano Reggiano, per la qualità unica degli alimenti primari e della pasta, su Google arts & culture sono presenti anche l’Archivio storico Barilla, il Museo della pasta, il Museo del pomodoro e tanti altri. Attraverso queste mostre, è possibile viaggiare nel ‘900 scoprendo l’evoluzione della pasta nel tempo fino ad oggi, l’utilizzo del pomodoro, del parmigiano e di altri prodotti locali.

“Parma è una città dalla grande portata culturale le cui bellezze saranno apprezzabili anche online – afferma il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni -. Ritengo encomiabile infatti lo straordinario lavoro compiuto da una comunità che ha dovuto fermare un fitto calendario di eventi in presenza, ripartendo oggi più forte di prima, anche attraverso il digitale. La missione del Comune di Parma e Google Arts & Culture, è in linea con quella del MiC: cioè rendere la cultura italiana accessibile a chiunque, ovunque si trovi. Ed ecco perché anche noi come Ministero crediamo doveroso investire sempre più nella digitalizzazione, rilanciando non solo le meraviglie artistiche delle grandi città, ma anche dei piccoli borghi, facendone apprezzare ricchezze talvolta sconosciute, che vale la pena raccontare e che tutto il mondo ci invidia”.

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