Passaporto vaccinale: cos'è e come ottenere il digital green pass - CorCom

I PILLAR DI CORCOM

Passaporto vaccinale: cos’è e come ottenere il digital green pass

Il documento digitale europeo per potersi muovere liberamente in Italia e all’estero in vigore dal primo luglio. Può essere richiesto da chi ha effettuato il vaccino contro il Covid-19 o è guarito dal virus. Ecco come fare per averlo. Dal 15 ottobre obbligo sui luoghi di lavoro

13 Ott 2021

Antonello Salerno

Man mano che l’emergenza Covid-19 si sta ridimensionando e il paese è impegnato nelle riaperture, l’Europa vara il passaporto vaccinale, o Green Pass, per consentire a chi è già vaccinato almeno con la prima dose e a chi ha già avuto il Covid di muoversi liberamente nel Paese e all’estero e di frequentare eventi pubblici o cerimonie. Dal 6 agosto 2021 il Green Pass in Italia è obbligatorio per accedere nei bar e nei ristoranti al chiuso, nelle palestre e per partecipare ad eventi culturali e sportivi. E da settembre il passaporto vaccinale sarà obbligatorio per il personale scolastico, per gli universitari e per chi utilizzerà aerei, oltre che treni e navi a lunga percorrenza.

 Cos’è il passaporto vaccinale

Il cosiddetto gren pass è il documento che consente a chi è vaccinato o a chi è già guarito dal Covid-19 di muoversi liberamente in Italia e presto anche in Europa. Sul piano nazionale il governo ha anticipato di qualche giorno l’entrata in vigore della certificazione europea, avvenuta il primo luglio, con un documento che ha consentito la circolazione tra le Regioni all’interno del territorio nazionale. Ma dal primo luglio, quando è entrato in vigore il green pass Ue, sarà quest’ultimo lo standard a cui tutti i Paesi dell’area Ue devono adeguarsi.

Quali sono i requisiti per il green pass europeo

Il green digital certificate europeo è il risultato di un’intesa su scala comunitaria che è entrata in vigore dal primo luglio. Si tratta essenzialmente di un Qr Code da custodire sul proprio smartphone o da stampare e che – una volta inquadrato – dà tutte le informazioni utili a certificare l’immunità al virus da Covid-19. Si tratta quindi di un lasciapassare per muoversi liberamente all’interno dell’unione Europea, che in questo modo mette in soffitta le vecchie restrizioni, dalla quarantena alla necessità di un tampone.

I requisiti per ottenere il green pass sono essenzialmente tre: essersi vaccinati contro il Covid-19 con le due dosi; essere guariti dal Covid-19; aver effettuato un tampone molecolare da meno di 48 ore.

Il green pass valido anche per il “mix di vaccini”

Il certificato digitale Covid europeo è valido anche per chi è stato vaccinato con una prima dose di AstraZeneca e una seconda dose di un altro vaccino autorizzato dall’Ema. Ad annunciarlo è stato il portavoce della Commissione Europea Christian Wigand durante il briefing con la stampa del 16 giugno a Bruxelles. Il regolamento che istituisce il pass, secondo Wigand, menziona solo le persone “pienamente vaccinate” e non scende così “nel dettaglio”, ma l’ultima raccomandazione della Commissione, adottata dal Consiglio, che mira a facilitare la libertà di movimento, consiglia agli Stati di riconoscere ai fini del Green Pass questo “Mix” di vaccini alla stessa stregua delle altre modalità di vaccinazione, a patto naturalmente che si tratti di farmaci “autorizzati dall’Ema”.

Il rilascio della certificazione dopo la prima dose

Ogni Paese è libero di scegliere di rilasciare il Green Pass anche dopo la prima dose (come ad esempio succede in Italia), ma in questo caso gli altri Paesi sono a loro volta liberi di non riconoscerne la validità e di richiedere un test. Lo Stato che accetta di rilasciare il Green Pass dopo la prima dose di vaccino accetta anche la validità della prima dose per chi farà ingresso nei suoi confini.
Per evitare di separare i nuclei familiari alla frontiera, i minorenni che viaggiano con genitori esentati dall’obbligo di quarantena, per esempio perché sono vaccinati, dovrebbero essere esentati anche loro dalla quarantena. I bambini sotto i 6 anni di età sono esentati anche dai test: quelli dai 6 anni in su, però, devono  sottoporsi a test per ottenere il pass.

Il Green pass italiano

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha firmato il 17 giugno il Decreto che definisce le modalità di rilascio delle Certificazioni verdi digitali Covid-19 che faciliteranno la partecipazione ad eventi pubblici, l’accesso alle strutture sanitarie assistenziali (RSA) e gli spostamenti sul territorio nazionale. Con la firma del Dpcm si realizzano le condizioni per l’operatività del Regolamento Ue sul “Green Pass”, che a partire dal prossimo 1° luglio garantisce la piena interoperabilità delle certificazioni digitali di tutti i Paesi dell’Unione. Dal 17 giugno è inoltre operativo il sito dgc.gov.it dove, entro il 28 giugno, verranno messe a di tutte le certificazioni associate alle vaccinazioni effettuate, con la piattaforma informatica nazionale dedicata al rilascio delle Certificazioni che sarà progressivamente allineata con le nuove vaccinazioni.

La Certificazione è disponibile per la visualizzazione e la stampa su pc, tablet o smartphone. In alternativa potrà essere richiesta al proprio medico di base, pediatra o in farmacia utilizzando la propria tessera sanitaria. I cittadini possono ricevere notifiche via e-mail o sms, e .per avere maggiori informazioni è possibile contattare il Numero Verde della App Immuni 800.91.24.91, attivo tutti i giorni dalle 8:00 alle 20:00.

La certificazione, frutto del lavoro congiunto di Ministero della Salute, Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale, in collaborazione con la Struttura Commissariale per l’emergenza Covid-19 e con il supporto del partner tecnologico Sogei, contiene un QR Codeche ne verifica autenticità e validità.ù

Dal 15 settembre obbligo sui luoghi di lavoro

Dal 15 settembre è necessario essere dotati di Green Pass per accedere sul luogo di lavoro. Ai datori spetterà effettuare i controlli sula base di regole stabilite nel Dpcm del 12 ottobre 2021.

Tali verifiche potranno avvenire attraverso l’integrazione del sistema di lettura e verifica del QR code del certificato verde nei sistemi di controllo agli accessi fisici, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, o della temperatura.

Per gli enti pubblici aderenti alla Piattaforma NoiPA, realizzata dal Ministero dell’economia e delle finanze, l’interazione asincrona tra la stessa e la Piattaforma nazionale-Dcg.

Per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti, sia privati che pubblici non aderenti a NoiPA, l’interazione asincrona tra il Portale istituzionale Inps e la Piattaforma nazionale-Dgc. Infine per le amministrazioni pubbliche con almeno 1.000 dipendenti, anche con uffici di servizio dislocati in più sedi fisiche, una interoperabilità applicativa, in modalità asincrona, tra i sistemi operativi di gestione del personale e la Piattaforma nazionale-Dgc.

Rimodulazione contro la variante Delta: sarà necessaria la seconda dose?

La diffusione crescente della variante Delta anche in Italia potrebbe influire direttamente sui criteri per il rilascio del green pass. A sollevare la questione il sottosegretario alla salute Pierpaolo Sileri, in un’intervista a Radio24 di fine giugno: “E’ verosimile che la variante Delta ci costringerà a rimodulare il Green pass, rilasciandolo dopo la s0conda dose di vaccino: ma è presto per dirlo, aspettiamo ancora i dati di una o due settimane – aveva detto nei giorni scorsi parlando a Radio24 – La scelta di rilasciare il Green pass dopo la prima dose non è stato un errore, allora i dati ci dicevano questo – aveva sottolineato – Al momento una modifica non serve ma va messa in cantiere: da medico e non da politico, dico che probabilmente si arriverà ad una rimodulazione”.

La posizione del sottosegretario Sileri è poi stata “sposata” da diversi addetti ai lavori ed esponenti del mondo scientifico, come Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e primario al policlinico Tor Vergata: “Sappiamo che la protezione di una dose di AstraZeneca contro la variante Delta è del 33%. Dare un green pass a chi ha una copertura di un terzo sinceramente mi sembra tecnicamente non è condivisibile. E infatti l’Europa consegna quel documento dopo la seconda”.

A favore del rilascio del green pass dopo la seconda dose del vaccino è anche Alberto Mantovani, immunologo e direttore scientifico dell’Humanitas di Milano, contario al fatto che il Green pass venga dato dopo una sola dose di vaccino: “se il problema è la variante Delta va dato dopo due dosi e ai guariti con una dose”, afferma

L’infrastruttura tecnologica

Il lancio dell’infrastruttura tecnologica per il green pass europeo è stata annunciata il primo giugno dal commissario Ue alla programmazione finanziaria Johannes Hahn su Twitter: “Oggi lanciamo il Gateway europeo che abilita il Certificato digitale Covid. Lo terremo in modo sicuro presso il datacenter europeo Digit in Lussemburgo – afferma – Potremo tornare a viaggiare liberamente grazie a: un’infrastruttura affidabile, un’interoperabilità fluida e un assetto open source gratuito”.

Ad oggi sono 10 gli Stati membri già connessi al gateway di cui sette hanno già iniziato a distribuire i certificati ai cittadini e gli altri si aggiungeranno. L’esecutivo comunitario riferisce che dal 10 maggio a oggi sono 22 i Paesi che hanno già testato con successo il gateway. Di questi, dieci sono già connessi su base volontaria al sistema e sette – Bulgaria, Cechia, Danimarca, Germania, Grecia, Croazia e Polonia – hanno già iniziato a distribuire i certificati ai cittadini.

Il gateway Ue prevede la verifica delle caratteristiche di sicurezza contenute nei codici Qr di tutti i certificati. Questo permetterà ai cittadini e alle autorità di essere sicuri che i certificati siano autentici.

Durante questo processo, nessun dato personale viene scambiato o conservato. Il go-live del gateway completa il lavoro preparatorio a livello Ue.

Finora la maggior parte dei Paesi europei ha deciso di lanciare il certificato digitale quando tutte le funzioni saranno realizzate a livello nazionale. Pertanto, altri Paesi si uniranno nei prossimi giorni e settimane.

Gli accordi sugli standard IT

A mese dalla proposta della Commissione europea per un certificato verde digitale, i rappresentanti degli Stati membri dell’Ue nell’eHealth Network (rete che raccoglie i 27 Stati membri e la Norvegia come osservatore), hanno concordato in aprile sulle linee guida che descrivono le principali specifiche tecniche per l’attuazione del sistema che realizzerà il Green Digital Certificate, o Green Pass.

Parallelamente, gli Stati membri sono stati incoraggiati a mettere in atto soluzioni tecniche necessarie a livello nazionale, in modo da garantire l’introduzione dei certificati verdi digitali in tutta l’Ue entro giugno 2021.

Le linee guida descrivono anche le implementazioni di riferimento per il software per l’emissione di Certificati verdi digitali, un’app di riferimento per verificare i certificati e un modello per un’app portafoglio per i cittadini, per archiviare i dati. Anche se spetterà agli Stati membri istituire questi sistemi a livello nazionale, le implementazioni di riferimento contribuiranno ad accelerarne la diffusione, poiché gli Stati membri potranno basarsi su di essi.

Come richiedere il passaporto vaccinale

Il green pass per chi è già vaccinato è disponibile sul fascicolo sanitario elettronico dell’utente, e può essere scaricato dal primo luglio attraverso AppIo e l’app Immuni, oltre che attraverso il sito internet di Sogei. Allo stesso modo il Qr code può essere richiesto via e-mail, stampato ed esibito anche in cartaceo in caso di necessità.

Per quanto riguarda invece i certificati di avvenuta guarigione e di fine del periodo di isolamento vengono rilasciati dalle Asl competenti, dagli ospedali in cui si è eventualmente stati ricoverati o dai medici di famiglia.

Il passaporto vaccinale non è obbligatorio

Il passaporto vaccinale non è obbligatorio, ma è “automatico”: possono ottenerlo tutte le persone purché in possesso dei requisiti fissati dalla legge. Basterà semplicemente richiederlo attraverso i canali che lo mettono a disposizione. Viene considerato a tutti gli effetti un passaporto vaccinale anche il certificato di avvenuta guarigione rilasciato dalla Asl, che ha una validità di sei mesi, e l’esito di un tampone molecolare, che ha invece la validità di 48 ore. La validità del green pass per chi è vaccinato è invece di nove mesi dal completamento della vaccinazione, e quindi dalla seconda dose dove questa sia prevista. Ne consegue che chi avrà fatto il vaccino Astrazeneca avrà un certificato vaccinale valido per circa un anno, cioè da quindici giorni dopo la prima dose a nove mesi dopo la seconda. Per gli altri vaccini in cui il “richiamo” è più ravvicinato, come nel caso di Pfizer e Moderna, la durata si aggirerà invece attorno ai dieci mesi, mentre per quelli in cui è prevista un’unica dose (Johnson&Johnson) la durata è di poco più di nove mesi. E’ possibile anche attestare la vaccinazione con vaccini non approvati dall’Ema, come Sputnik o Sinopharm, utilizzati ad esempio in Ungheria: in questo caso, però, spetterà ai singoli Stati membri decidere se accettarli o meno.

Quando serve il passaporto vaccinale

Il certificato verde sarà richiesto obbligatoriamente in zona bianca dal 6 agosto prossimo per poter partecipare a eventi sportivifierecongressimusei, parchi tematici e di divertimento, centri termali, sale bingo e casinò, teatricinema, concerti, concorsi pubblici.

Obbligatorio mostrare i Green Pass anche per sedersi ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti dove però non sarà necessario se si consuma al bancone oppure all’aperto. Certificazione verde necessaria – sempre limitatamente nelle aree chiuse – anche per chi frequenta piscine, palestre e centri benessere.

Durante il Consiglio dei ministri del 5 agosto è stato approvato il decreto legge che introduce misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, in materia di università e dei trasporti a partire dal 1° settembre 2021. A proporre il provvedimento sono stati il Presidente Mario Draghi, il Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, il Ministro dell’università e della ricerca Maria Cristina Messa, il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini e il Ministro della salute Roberto Speranza.

Le norme in vigore da settembre 2021

Scuola e Università. Il decreto stabilisce che l’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della secondaria di primo e secondo grado e universitaria sarà svolta in presenza. Si prevede l’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore ai sei anni, per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, per i soggetti impegnati nelle attività sportive. Tutto il personale scolastico e universitario e gli studenti universitari (che potranno essere sottoposti a controlli a campione) devono possedere il green pass. Il mancato rispetto del requisito è considerato assenza ingiustificata e a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso. Le Università possono derogare alle misure solo per le attività a cui partecipino solo studenti vaccinati o guariti, mentre il Commissario straordinario organizzerà e realizzerà un piano di screening della popolazione scolastica.

Trasporti. Sempre dal primo settembre servirà il Green Pass per l’accesso i viaggi in aereo, su navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale a esclusione di quelli impiegati per i collegamenti marittimi nello Stretto di Messina, ai treni impiegati nei servizi di trasporto ferroviario passeggeri di tipo Inter City, Inter City Notte e Alta Velocità, agli autobus adibiti a servizi di trasporto di persone, ad offerta indifferenziata, effettuati su strada in modo continuativo o periodico su un percorso che collega più di due regioni, agli autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente, ad esclusione di quelli impiegati nei servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale. L’utilizzo degli altri mezzi di trasporto può invece avvenire anche senza green pass, fatta salva l’osservanza delle misure anti contagio. “L’obbligo di green pass – aspiega Palazzo Chigi – non si applica ai soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e alle persone che, per motivi di salute e in base alle indicazioni del CTS, non possono vaccinarsi.

Eventi sportivi. Per gli eventi all’aperto, è possibile prevedere modalità di assegnazione dei posti alternative al distanziamento interpersonale di almeno un metro, mentre per gli eventi al chiuso, il limite di capienza già previsto è innalzato al 35%.

San Marino. Per i soggetti residenti nella Repubblica di San Marino, già sottoposti a un ciclo vaccinale, non si applicano le disposizioni relative al Green Pass fino al 15 ottobre. Per questa categoria sarà adottata una circolare che disciplinerà un nuovo percorso vaccinale compatibile in coerenza con le indicazioni dell’Agenzia Europea per i medicinali.

Altre norme. Il decreto prevede la proroga del contingente impegnato nelle operazioni Strade Sicure impegnato in compiti di contenimento di diffusione del virus, la sospensione dei termini dei procedimenti amministrativi e degli effetti degli atti amministrativi pendenti dal primo agosto al 15 settembre 2021 gestiti dalla Regione Lazio in seguito all’attacco subito ai sistemi informatici.

Dal primo luglio via al Digital Green Certificate

Il Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza il regolamento che istituisce il green digital pass nella seduta plenaria del 9 giugno, dando così il via libera a una vera e propria legge entrata in vigore senza recepimenti a livello dei singoli stati membri dal primo luglio. L’11 maggio i regolamenti sono stati adottati anche dal Consiglio. I nuovi regolamenti UE sul certificato Covid digitale sono stati approvati dall’aula con 546 sì, 93 contrari e 51 astenuti per quanto riguarda le norme per i cittadini Ue, e con 553 favorevoli, 91 contrari e 46 astensioni per i cittadini di paesi terzi residenti nell’Ue. L’ok definitivo è arrivato il 14 luglio con la firma del regolamento da parte di Ursula von der Leyen, David Sassoli e Antonio Costa, rispettivamente presidente della Commissione Europea, presidente del Parlamento Europeo e primo ministro portoghese, con quest’ultimo in rappresentanza degli Stati membri.

Ma alcune restrizioni internazionali sono possibili anche una volta che il green pass è entrato in vigore, perché i singoli Paesi mantengono comunque una certa libertà di manovra. Dalla negoziazione preliminare tra parlamento Ue e Consiglio è inoltre stato deciso che i test per i cittadini non vaccinati non saranno gratuiti, anche se la Commissione Ue stanzierà 100 milioni di euro per  acquistare test rapidi di alta qualità destinati ai lavoratori essenziali. Fino a oggi le infrastrutture tecnologiche del green pass sono state testate con successo da 17 paesi dell’unione più l’Is

In prospettiva il green pass potrebbe essere valido anche al di fuori dell’Unione europea, come recentemente auspicato dal ministro della Salute, Roberto Speranza: Proporrò che il green pass sia utilizzato anche con paesi che non siano solo europei ma anche extra Ue come il Giappone, gli Stati Uniti o il Canada – ha detto il ministro ospite a Che tempo che fa, su Rai3 – Farò questa proposta nel corso della riunione dei ministri della Salute che si terrà prossimamente e se e troveremo il modo di condividere questo strumento possiamo aiutare la mobilità”

Candidati qui ed entra nella più grande Content Factory sui temi dell'innovazione

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5