Passaporto vaccinale: cos'è e come ottenere il digital green pass - CorCom

I PILLAR DI CORCOM

Passaporto vaccinale: cos’è e come ottenere il digital green pass

Il documento digitale europeo per potersi muovere liberamente in Italia e all’estero in vigore dal primo luglio. Può essere richiesto da chi ha effettuato il vaccino contro il Covid-19 o è guarito dal virus. Ecco come fare per averlo

16 Giu 2021

Antonello Salerno

Man mano che l’emergenza Covid-19 si sta ridimensionando e il paese è impegnato nelle riaperture, l’Europa vara il passaporto vaccinale, o Green Pass, per consentire a chi è già vaccinato almeno con la prima dose e a chi ha già avuto il Covid di muoversi liberamente nel Paese e all’estero e di frequentare eventi pubblici o cerimonie.

Cos’è il passaporto vaccinale

Il cosiddetto gren pass è il documento che consente a chi è vaccinato o a chi è già guarito dal Covid-19 di muoversi liberamente in Italia e presto anche in Europa. Se sul piano nazionale il governo mira ad anticipare l’entrata in vigore della certificazione europea, prevista per il primo luglio, organizzandosi intanto per un documento che consenta la circolazione tra le Regioni all’interno del territorio nazionale, una volta che sarà entrato in vigore il green pass Ue sarà quest’ultimo lo standard a cui tutti i Paesi dell’area Ue dovranno adeguarsi.

Quali sono i requisiti per il green pass europeo

Il green digital certificate europeo è il risultato di un’intesa su scala comunitaria che è stata formalizzata da poco, ed entrerà in vigore dal primo luglio. Si tratta essenzialmente di un Qr Code da custodire sul proprio smartphone o da stampare e che – una volta inquadrato – darà tutte le informazioni utili a certificare l’immunità al virus da Covid-19. Sarà il lasciapassare per muoversi liberamente all’interno dell’unione Europea, che in questo modo potrà mettere in soffitta le vecchie restrizioni, dalla quarantena alla necessità di un tampone.

I requisiti per ottenere il green pass sono essenzialmente tre: essersi vaccinati contro il Covid-19 con le due dosi; essere guariti dal Covid-19; aver effettuato un tampone molecolare da meno di 48 ore.

Il green pass sarà valido anche per il “mix di vaccini”

Il certificato digitale Covid europeo sarà valido anche per chi è stato vaccinato con una prima dose di AstraZeneca e una seconda dose di un altro vaccino autorizzato dall’Ema. Ad annunciarlo è il portavoce della Commissione Europea Christian Wigand durante il briefing con la stampa del 16 giugno a Bruxelles. Il regolamento che istituisce il pass, secondo Wigand, menziona solo le persone “pienamente vaccinate” e non scende così “nel dettaglio”, ma l’ultima raccomandazione della Commissione, adottata dal Consiglio, che mira a facilitare la libertà di movimento, consiglia agli Stati di riconoscere ai fini del Green Pass questo “Mix” di vaccini alla stessa stregua delle altre modalità di vaccinazione, a patto naturalmente che si tratti di farmaci “autorizzati dall’Ema”.

Il rilascio della certificazione dopo la prima dose

Ogni Paese sarà libero di scegliere di rilasciare il Green Pass anche dopo la prima dose, ma in questo casi gli altri Paesi saranno liberi di non ricnoscerne la validità e di richiedere un test. Lo Stato che accetta di rilasciare il Green Pass dopo la prima dose di vaccino dovrà accettare la validità della prima dose anche per chi farà ingresso nei suoi confini.
Per evitare di separare i nuclei familiari alla frontiera, i minorenni che viaggiano con genitori esentati dall’obbligo di quarantena, per esempio perché sono vaccinati, dovrebbero essere esentati anche loro dalla quarantena. I bambini sotto i 6 anni di età sono esentati anche dai test: quelli dai 6 anni in su, però, dovranno sottoporsi a test per ottenere il pass.

Il Green pass italiano

Quanto al passaporto vaccinale italiano, è cartaceo e varrà in attesa dell’entrata in vigore di quello digitale europeo. L’istituzione del passaporto vaccinale risale ad aprile, con il decreto riaperture, quando era destinato a regolare gli spostamenti tra le regioni arancioni o rosse.

L’infrastruttura tecnologica

Il lancio dell’infrastruttura tecnologica per il green pass europeo è stata annunciata il primo giugno dal commissario Ue alla programmazione finanziaria Johannes Hahn su Twitter: “Oggi lanciamo il Gateway europeo che abilita il Certificato digitale Covid. Lo terremo in modo sicuro presso il datacenter europeo Digit in Lussemburgo – afferma – Potremo tornare a viaggiare liberamente grazie a: un’infrastruttura affidabile, un’interoperabilità fluida e un assetto open source gratuito”.

Ad oggi sono 10 gli Stati membri già connessi al gateway di cui sette hanno già iniziato a distribuire i certificati ai cittadini e gli altri si aggiungeranno. L’esecutivo comunitario riferisce che dal 10 maggio a oggi sono 22 i Paesi che hanno già testato con successo il gateway. Di questi, dieci sono già connessi su base volontaria al sistema e sette – Bulgaria, Cechia, Danimarca, Germania, Grecia, Croazia e Polonia – hanno già iniziato a distribuire i certificati ai cittadini.

Il gateway Ue prevede la verifica delle caratteristiche di sicurezza contenute nei codici Qr di tutti i certificati. Questo permetterà ai cittadini e alle autorità di essere sicuri che i certificati siano autentici.

Durante questo processo, nessun dato personale viene scambiato o conservato. Il go-live del gateway completa il lavoro preparatorio a livello Ue.

Finora la maggior parte dei Paesi europei ha deciso di lanciare il certificato digitale quando tutte le funzioni saranno realizzate a livello nazionale. Pertanto, altri Paesi si uniranno nei prossimi giorni e settimane.

Gli accordi sugli standard IT

A mese dalla proposta della Commissione europea per un certificato verde digitale, i rappresentanti degli Stati membri dell’Ue nell’eHealth Network (rete che raccoglie i 27 Stati membri e la Norvegia come osservatore), hanno concordato in aprile sulle linee guida che descrivono le principali specifiche tecniche per l’attuazione del sistema che realizzerà il Green Digital Certificate, o Green Pass.

Parallelamente, gli Stati membri sono stati incoraggiati a mettere in atto soluzioni tecniche necessarie a livello nazionale, in modo da garantire l’introduzione dei certificati verdi digitali in tutta l’Ue entro giugno 2021.

Le linee guida descrivono anche le implementazioni di riferimento per il software per l’emissione di Certificati verdi digitali, un’app di riferimento per verificare i certificati e un modello per un’app portafoglio per i cittadini, per archiviare i dati. Anche se spetterà agli Stati membri istituire questi sistemi a livello nazionale, le implementazioni di riferimento contribuiranno ad accelerarne la diffusione, poiché gli Stati membri potranno basarsi su di essi.

Come richiedere il passaporto vaccinale

Il green pass per chi è già vaccinato sarà disponibile sul fascicolo sanitario elettronico dell’utente, e potrà essere scaricato dal primo luglio attraverso AppIo e l’app Immuni, oltre che attraverso il sito internet di Sogei. Allo stesso modo il Qr code potrà essere richiesto via e-mail, stampato ed esibito anche in cartaceo in caso di necessità.

Per quanto riguarda invece i certificati di avvenuta guarigione e di fine del periodo di isolamento vengono rilasciati dalle Asl competenti, dagli ospedali in cui si è eventualmente stati ricoverati o dai medici di famiglia.

Il passaporto vaccinale non è obbligatorio

Il passaporto vaccinale non è obbligatorio, ma è “automatico”: possono ottenerlo tutte le persone purché in possesso dei requisiti fissati dalla legge. Basterà semplicemente richiederlo attraverso i canali che lo mettono a disposizione. Viene considerato a tutti gli effetti un passaporto vaccinale anche il certificato di avvenuta guarigione rilasciato dalla Asl, che ha una validità di sei mesi, e l’esito di un tampone molecolare, che ha invece la validità di 48 ore. La validità del green pass per chi è vaccinato è invece di nove mesi dal completamento della vaccinazione, e quindi dalla seconda dose dove questa sia prevista. Ne consegue che chi avrà fatto il vaccino Astrazeneca avrà un certificato vaccinale valido per circa un anno, cioè da quindici giorni dopo la prima dose a nove mesi dopo la seconda. Per gli altri vaccini in cui il “richiamo” è più ravvicinato, come nel caso di Pfizer e Moderna, la durata si aggirerà invece attorno ai dieci mesi, mentre per quelli in cui è prevista un’unica dose (Johnson&Johnson) la durata è di poco più di nove mesi. E’ possibile anche attestare la vaccinazione con vaccini non approvati dall’Ema, come Sputnik o Sinopharm, utilizzati ad esempio in Ungheria: in questo caso, però, spetterà ai singoli Stati membri decidere se accettarli o meno.

Quando serve il passaporto vaccinale

Limitatamente al green pass italiano l’utilità è quella che consente libertà di spostamento su tutto il territorio nazionale e la possibilità di partecipare ad eventi pubblici che prevedono un’affluenza di pubblico e la vicinanza ad altre persone: queste manifestazioni saranno aperte soltanto a chi potrà esibire la certificazione di essere immune al virus.

Una volta che poi entrerà in vigore il green pass europeo questo servirà, come dicevamo, per i viaggi all’estero senza restrizioni, quarantene oppure obbligo di tampone.

Cosa ci permetterà di fare il green pass

Il green pass sarà anche un requisito per poter prendere parte a cerimonie o eventi civili o religiosi, che riprenderanno dal 15 giugno secondo quanto stabilito dal decreto varato dal governo il 18 maggio. Allo stesso modo sarà necessario aver ottenuto e poter esibire il grenn pass anche per fare visita a parenti o conoscenti in ospedali, case di cura o residenze per anziani. In prospettiva, anche se la questione non è ancora stata regolamentata, si dovrà essere in possesso del passaporto vaccinale anche per poter assistere a concerti, spettacoli teatrali e per poter entrare in discoteca una volta che a questi locali sarà consentito di riaprire.

Dal primo luglio via al Digital Green Certificate

Il Parlamento europeo ha votato a larga maggioranza il regolamento che istituisce il green digital pass nella seduta plenaria del 9 giugno, dando così il via libera a una vera e propria legge destinata a entrare in vigore senza recepimenti a livello dei singoli stati membri dal primo luglio. L’11 maggio i regolamenti sono stati adottati anche dal Consiglio, e a questo punto manca soltanto la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. I nuovi regolamenti UE sul certificato Covid digitale sono stati approvati dall’aula con 546 sì, 93 contrari e 51 astenuti per quanto riguarda le norme per i cittadini Ue, e con 553 favorevoli, 91 contrari e 46 astensioni per i cittadini di paesi terzi residenti nell’Ue. L’ok definitivo è qrrivato il 14 luglio con la firma del regolamento da aprte di Ursula von der Leyen, David Sassoli e Antonio Costa, rispettivamente presidente della Commissione Europea, presidente del Parlamento Europeo e primo ministro portoghese, con quest’ultimo in rappresentanza degli Stati membri.

Ma alcune restrizioni internazionali saranno possibili anche una volta che il green pass sarà entrato in vigore, perché i singoli Paesi manterranno comunque una certa libertà di manovra in questo senso. Dalla negoziazione preliminare tra parlamento Ue e Consiglio è inoltre stato deciso che i test per i cittadini non vaccinati non saranno gratuiti, anche se la Commissione Ue stanzierà 100 milioni di euro per  acquistare test rapidi di alta qualità destinati ai lavoratori essenziali. Fino a oggi le infrastrutture tecnologiche del green pass sono state testate con successo da 17 paesi dell’unione più l’Is

In prospettiva il green pass potrebbe essere valido anche al di fuori dell’Unione europea, come recentemente auspicato dal ministro della Salute, Roberto Speranza: Proporrò che il green pass sia utilizzato anche con paesi che non siano solo europei ma anche extra Ue come il Giappone, gli Stati Uniti o il Canada – ha detto il ministro ospite a Che tempo che fa, su Rai3 – Farò questa proposta nel corso della riunione dei ministri della Salute che si terrà prossimamente e se e troveremo il modo di condividere questo strumento possiamo aiutare la mobilità”

Candidati qui ed entra nella più grande Content Factory sui temi dell'innovazione

@RIPRODUZIONE RISERVATA