Patrizia Grieco, la "signora" dell'Ict ai vertici di Enel - CorCom

LE NOMINE

Patrizia Grieco, la “signora” dell’Ict ai vertici di Enel

Il nuovo presidente è stato alla guida di Olivetti e vanta una lunga esperienza manageriale in aziende del calibro di Italtel e Siemens

15 Apr 2014

F.Me.

Un nome “nuovo” per le grandi società pubbliche, ma di lunga esperienza manageriale. Patrizia Grieco è presidente di Enel. milanese classe 1952, laureata in legge all’università Statale di Milano, ha iniziato la sua carriera nel 1977 a Italtel, nel settore delle comunicazioni, alla direzione legale e affari generali. Nel giro di quindici anni, nel 1994, diventa direttore di quello stesso reparto, proprio mentre la Siemens sta acquisendo il controllo dell’azienda. Ma la carriera in Italtel non si arresta: nel 1999 è direttore generale, nel 2002 amministratrice delegata.

Il passaggio successivo è alla “casamadre” Siemens: nel 2003 diventa Ad di Siemens informatica, ruolo che ricopre per tre anni. È il 2006 quando la Grieco lascia il posto manageriale per passare al campo della consulenza, con Value partners. Nel giro di un paio d’anni, però, il suo curriculum da manager torna a pesare: viene chiamata alla Olivetti, ancora come amministratrice delegata, e poi come presidente dal 2011. Il suo bilancio alla guida dell’azienda viene considerato positivo.

Gli incarichi fioccano: nel 2012 diventa anche amministratore indipendente di Fiat Industrial, nel 2013 entra nel consiglio di amministrazione di Italgas. Ma la Grieco è impegnata anche nel sociale, e dal 2010 è consigliere di Save the Children.

Quote rosa? Da donna manager è stata interrogata spesso sul tema: “Credo che a livello manageriale – rispondeva nel 2012 a First Online – un’azienda debba premiare il merito e non valutare il genere. La selezione del personale meritevole non si può basare sul sesso. Se guardo indietro al mio percorso, nel panorama italiano sono stati fatti passi significativi. Il tetto di cristallo che prima opprimeva le donne dal basso ora si è spostato più in alto e cercare di infrangerlo attraverso la legge non può che essere benefico”.