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STRATEGIE

Pennarola (Fastweb): “Siamo molto più affidabili degli over the top”

Il responsabile Marketing Enterprise: “Essere proprietari della rete fino a casa del cliente consente un’estrema flessibilità e capacità di personalizzare i servizi Vas”

07 Nov 2014

Alessandro Longo

Fastweb sta investendo sempre più sull’offerta di servizi a valore aggiunto e datacenter, per guidare i clienti verso l’hybrid cloud. Ha sviluppato anche un pacchetto di servizi di sicurezza informatica sofisticati. Mosse che l’operatore considera obbligate per mantenere le proprie posizioni e assicurarsi un futuro tra i grandi operatori infrastrutturati, a quanto riferisce Marco Pennarola, responsabile Marketing Enterprise di Fastweb.
Come pensate di competere con le multinazionali del web, sul fronte dei Vas?
Ciò che distingue un operatore infrastrutturato come Fastweb dagli Ott è la rete e le scelte architetturali fatte sul cloud. Essere proprietari dell’infrastruttura fino a casa del cliente ci consente un’estrema flessibilità e capacità di personalizzare i servizi Vas. Offriamo inoltre agli utenti un supporto nella fase di integrazione delle soluzioni, disponibilità del servizio e tempistiche di intervento su misura. Fastweb garantisce infine la sicurezza dei dati e il rispetto delle normative in tema di privacy per i suoi datacenter, tutti localizzati in Italia.
Come sviluppate la vostra presenza nel mercato?
Nel solo 2013 Fastweb ha investito circa il 35% del fatturato in infrastrutture e nuove tecnologie e anche nei prossimi anni continueremo a dedicare importanti risorse. Sono in fase di realizzazione due nuovi datacenter a Milano e Roma certificati Tier IV (quindi con alto livello di sicurezza e affidabilità) e abbiamo lanciato un nuovo piano di investimenti per portare la fibra ottica in oltre 100 città.
Quali sono le nuove tendenze?
Sul mercato si stanno affermando sempre di più le soluzioni di cloud ibrido, che integrano i servizi offerti da un cloud provider con una parte dei sistemi IT gestiti direttamente dall’azienda. In ambito cloud si stanno poi affacciando le tecnologie Sdn (Software Defined Network) e Sddc (Software Defined Data Center) che offrono, oltre alla virtualizzazione, una vera e propria automazione completa di tutti gli elementi tipici di un datacenter.
E in fatto di sicurezza dei sistemi?
Abbiamo sviluppato servizi avanzati di sicurezza gestita erogati dal nostro Security Operation Center (Soc), il centro di eccellenza interno completamente dedicato ai clienti business. La connettività che diamo è affidabile e sicura grazie a meccanismi di protezione tra cui servizi anti Ddos (Distributed Denial of Service), anti malware e i servizi di Security Device Management, Log Correlation e Security Assessment.
Che cosa ci riserva il futuro?
L’offerta Vas di Fastweb per le aziende punterà ancora su cloud, security e a breve si arricchirà con nuove soluzioni tra cui i SaaS, Unified Communication, dematerializzazione e la fatturazione elettronica nel cloud. Prevediamo inoltre di potenziare i servizi gestiti per la sicurezza, con soluzioni che vanno dalla protezione a livello di infrastruttura IT al controllo del traffico dati e delle politiche di accesso ai servizi. Rientrano in tale ambito anche i servizi avanzati di consulenza per gestire minacce evolute.
Come giudicate questa opportunità che si sta aprendo alle telco, con i Vas business, per contrastare la congiuntura?
Per le telco i Vas e il cloud rappresentano nuove opportunità di mercato e lo sviluppo di nuovi modelli di business. Non si tratta semplicemente di una risposta agli Ott ma di una naturale evoluzione del mercato, in cui i diversi attori si confrontano. In Italia scontiamo oggi un gap in termini di digitalizzazione diffusa e di politiche che facciano aumentare l’adozione dei nuovi servizi. A tal fine è indispensabile favorire politiche coordinate tra privato e pubblico, anche attraverso un approccio sistemico tra finanziamenti privati, pubblici e fondi europei anti digital divide.
Ma con gli Ott c’è spazio per accordi?
Siamo di fronte ad un paradosso: le telco hanno investito moltissimo per lo sviluppo di nuovi servizi e delle reti necessarie a supportarli, ma al tempo stesso il fatturato scende. Viceversa i player che utilizzano proprio tali infrastrutture per abilitare i propri servizi hanno avuto uno sviluppo vertiginoso. A tal proposito, ritengo che sia importante creare un ecosistema digitale in cui telco e Ott contribuiscano – ognuno con le proprie specificità – allo sviluppo della digitalizzazione del paese, dell’adozione diffusa dei nuovi servizi e quindi della ripresa di competitività delle imprese.

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