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FONDO EUROPEO INVESTIMENTI

Piano Juncker anche oltre il 2018. “Italia modello da seguire”

La Commissione lavora alla proroga del fondo per gli investimenti strategici. Il presidente: “Il piano funziona, rilanciamo”. Katainen: “Primo beneficiario l’Italia con 8 progetti di infrastrutture e innovazione”. Via al portale dei progetti di investimento per aumentare la visibilità dei progetti. Ma gli Stati membri devono adoperarsi per eliminare ostacoli e strozzature

01 Giu 2016

Patrizia Licata

A distanza di diciotto mesi da quando il Presidente Jean-Claude Juncker ha lanciato il piano di investimenti per l’Europa e a un anno dall’avvio del Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis), la Commissione europea fa il punto dei risultati ottenuti e comunica gli insegnamenti tratti e le nuove proposte per dare al FEIS una prospettiva futura “ambiziosa”.

“Contrariamente alle previsioni più pessimistiche, il piano di investimenti funziona”, ha dicharato il Presidente Jean-Claude Juncker. “Ogni giorno il Fondo europeo per gli investimenti strategici crea posti di lavoro e mobilita investimenti nell’economia reale. Per questo proponiamo di prorogarlo oltre il 2018. Dobbiamo dar prova di ambizione nel rilancio degli investimenti in Europa”.

Il vice presidente Jyrki Katainen, responsabile del portafoglio “Occupazione, crescita, investimenti e competitività”, ha aggiunto: “Insieme alla Bei abbiamo ottenuto grandi risultati negli ultimi 12 mesi. Abbiamo sostenuto progetti energetici innovativi, centri sanitari, progetti di sviluppo urbano e di banda larga ad alta velocità. Quasi 150.000 Pmi possono accedere a nuovi finanziamenti. Abbiamo creato un polo che offre ai promotori di progetti servizi di consulenza e supporto tecnico. Abbiamo lanciato un nuovo portale in cui i promotori possono presentare i loro progetti agli investitori di tutto il mondo. Ma resta ancora da fare: dobbiamo continuare ad approfondire quel mercato unico che costituisce un’attrattiva unica nel suo genere dell’Unione, e gli Stati membri devono adoperarsi per eliminare gli ostacoli agli investimenti“.

Primo beneficiario in termini di investimenti l’Italia con 8 progetti di infrastrutture e innovazione che riceveranno 1,4 miliardi dal Feis. Fra i settori beneficiati dal Feis reti a banda larga e reti energetiche. “Gli altri Stati possono seguire l’esempio italiano”, ha affermato Katainen. “L’Italia ha un istituto nazionale di promozione ben funzionante, la Cassa depositi e prestiti è considerata la migliore in Europa specialmente nell’equity financing, e la sua leadership è stata molto attiva fin dall’inizio”, quando è stato lanciato il Piano Juncker. Da questo punto di vista “anche le autorità pubbliche sono state molto attive a proporre le opportunità” del Piano e il sistema bancario “è stato disponibile a valutare le attività dell’Efsi”.

Il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) è il fulcro del piano di investimenti messo a punto dalla Commissione europea. Gestito dal gruppo BEI, l’obiettivo è di mobilitare almeno 315 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi nell’economia reale entro il primo semestre 2018. Grazie alla garanzia di prima perdita fornita dal FEIS, la BEI ha potuto investire in un numero maggiore di progetti, talvolta più rischiosi, e in tempi più rapidi di quanto sarebbe stato possibile senza il FEIS. Nel complesso il FEIS è già attivo in 26 Stati membri e, in base agli interventi già approvati, dovrebbe mobilitare 100 miliardi di euro di investimenti. Finora hanno fruito del FEIS soprattutto le piccole e medie imprese; per incoraggiare un’attività più intensa del FEIS negli Stati membri rimasti indietro, la BEI e la Commissione perseguiranno una presenza più incisiva a livello locale.

Oggi viene lanciato ufficialmente un altro elemento del piano: il portale dei progetti di investimento europei (PPIE). Si tratta di una piattaforma online che riunisce i promotori di progetti europei e gli investitori dell’Ue e del resto del mondo. Il portale aumenterà la visibilità dei progetti in cui investire in tutta l’Europa.

Il polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI) offre assistenza tecnica e consulenza personalizzata ai promotori di progetti privati e pubblici. Ha già trattato oltre 160 richieste: per la Commissione si tratta di un avvio promettente, ma l’esecutivo Ue e la BEI si stanno adoperando per migliorare la dimensione locale dei servizi di consulenza prestati avvicinandoli alle imprese che ne dovrebbero beneficiare.

La comunicazione sulla concretizzazione del programma per il mercato unico, pubblicata anch’essa oggi, espone i diversi filoni delle attività che sono state o saranno svolte a livello di Ue per creare un contesto favorevole alle imprese nell’intento di incentivare l’innovazione e investire nelle persone: si spazia dalla creazione di un mercato unico digitale alla realizzazione di un effettivo mercato transfrontaliero dei servizi, dalla semplificazione delle norme sull’Iva al miglioramento dell’accesso al venture capital per le imprese in fase di avviamento e all’investimento nelle competenze. La Commissione collabora inoltre con il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) per creare un fondo di fondi di venture capital paneuropeo che combini finanziamenti pubblici e capitale privato in modo da offrire ulteriori incentivi alle nuove imprese e aumentarne la scala. Gli Stati membri da parte loro dovranno proseguire sulla strada delle riforme strutturali per eliminare le strozzature e gli oneri burocratici che ostacolano gli investimenti.

Muovendo dai risultati ottenuti, la Commissione propone una serie di passi per il futuro, a cominciare da un FEIS potenziato che sarà prorogato oltre il triennio iniziale per colmare le restanti carenze e fallimenti del mercato e continuare a mobilitare i finanziamenti del settore privato a favore di investimenti di importanza fondamentale per la creazione di occupazione, la crescita e la competitività future dell’Europa. La Commissione presenterà in autunno proposte legislative per prorogare la durata del FEIS, tenendo conto dei vincoli di bilancio.

Uno dei maggiori successi del FEIS è il forte interesse e la grande partecipazione delle banche intermediarie di tutta l’Unione alla fornitura di finanziamenti alle Pmi tramite il cosiddetto sportello Pmi del FEIS, perciò questo sportello sarà potenziato entro breve. Ancora, sarà semplificato ulteriormente l’abbinamento tra sostegno del FEIS e fondi SIE e saranno eliminati gli ostacoli normativi e di altro tipo che lo intralciano; sarà potenziato il polo di consulenza per aumentarne la capacità d’intervento a livello locale e per intensificarne la collaborazione con le banche nazionali di promozione; e sarà incoraggiata ulteriormente l’istituzione di piattaforme d’investimento con una forte partecipazione della Commissione, del gruppo BEI, delle banche nazionali di promozione e di altri operatori del settore.

Gli Stati membri, conclude la Commissione, dovrebbero stabilire priorità chiare, preparare progetti concreti di investimento con l’aiuto del polo di consulenza (in particolare per i progetti transfrontalieri) e strutturare i progetti in modo ottimale così da assicurare un maggior ricorso agli strumenti finanziari. Nel contesto del semestre europeo gli Stati membri dovrebbero dare attuazione alle raccomandazioni specifiche per paese volte a superare gli ostacoli nazionali agli investimenti.