L'AUDIZIONE

Pirateria audiovisiva, a rischio 7 milioni di posti di lavoro. Soro: “Non solo copyright, il nodo è industriale”

Il direttore generale della Dgscerp del Mise: “La violazione del diritto d’autore compromette gli investimenti delle aziende. Serve un nuovo quadro normativo in grado di sintetizzare la competenza di Agcom con la separazione dei poteri”. Obiettivo la rimozione dei contenuti illeciti dai social e delisting da Google

20 Gen 2022

L. O.

“Il tema della pirateria audiovisiva interessa il Mise perché è suscettibile di pregiudicare investimenti delle aziende e l’occupazione che è strettamente legata a questi investimenti”. Lo ha detto Francesco Soro, dg per i servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e poste del Mise in audizione alle commissioni riunite Cultura e Trasporti della Camera sulle proposte di legge anti-pirateria.

Pirateria, adolescenti i più coinvlti

Gli ultimi studi della Commissione Ue raccontano che il 3% degli occupati, circa 7 milioni di posti di lavoro è legato al sistema dei diritto d’autore e quindi è pregiudicato dalla pirateria audiovisiva. “Le ultime ricerche – dice Soro – rivelano che il fenomeno è maggiormente preoccupante perché riguarda in prevalenza gli adolescenti, che sono la categoria più colpita dalla pirateria audiovisiva e sono soggetti che meno di ogni altro hanno consapevolezza sia del compiere un reato, sia delle conseguenze sia dei soggetti che sono dietro alla diffusione illegale di contenuti audiovisivi”.

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Le tre proposte normative in materia vanno inserite in un quadro normativo rinnovato, in cui “sono intervenute alcune modifiche normative”, ha evidenziato Soro, e “questo rende necessario un aggiornamento del testo“. Bene che ci sia “la consapevolezza che e’ un tema industriale, non solo di comunicazione e di diritto d’autore“, ha aggiunto Soro, evidenziando la “disponibilità del Mise a partecipare e collaborare con il Parlamento e la commissione.

Aggiornamento del quadro normativo

“Dobbiamo tener presente sia il Digital markets act che il Digital services act, perché anch’essi contengono una serie di norme destinate ad aumentare ulteriormente il dibattito – spiega Soro -. E’ in questo rinnovato quadro normativo dobbiamo iscrivere delle proposte di legge attraverso un’operazione di sintesi, se il Parlamento dovesse ritenerla opportuna, che rispetti da un lato la competenza di Agcom, e che sia al tempo stesso coerente con la separazione dei poteri. Da questo punto di vista trovo sano che le proposte di legge in esame provino a prendere in mano un tema che ha una rilevanza sostanziale”.

Più tempestiva l’azione dell’Agcom

“Sulla tutela del sistema industriale mi soffermo su tre punti – ha detto Soro -. Il primo è la richiesta di una maggiore tempestività per l’azione dell’Autorità garante. Inoltre, riteniamo importante la rimozione effettiva dei contenuti illeciti, applicabile anche ai social media, e la necessità di ‘delisting‘, cioè di obbligare i motori di ricerca a deindicizzare questi soggetti responsabili della pirateria che spesso hanno dietro organizzazioni molto importanti dal punto di vista economico, e la sanzione dovrebbe essere commisurata anche in base a questo aspetto”.

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