Pmi alla sfida digitale, Simest mette sul piatto 1,2 miliardi - CorCom

LE NUOVE RISORSE

Pmi alla sfida digitale, Simest mette sul piatto 1,2 miliardi

Il Fondo è finanziato con il Next Generation Eu attraverso il Pnrr e punta a sostenere la transizione innovativa delle imprese a vocazione internazionale. Focus sull’e-commerce. 400 milioni a fondo perduto per il Sud

01 Ott 2021

Federica Meta

Giornalista

Oltre un miliardo – 1,2 per la precisone – per la transizione digitale delle Pmi a vocazione internazionale. Simest riapre infatti il nuovo Fondo 394, lo strumento pubblico a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane è stato finanziato Next Generation Eu attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Dei 1,2 miliardi – il fondo è gestito in convenzione con il il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – 400 milioni sono a fondo perduto.

Il 28 ottobre alle ore 9:30 si aprirà il Portale operativo per la ricezione delle domande di finanziamento. Ma già dal 21 ottobre, le imprese potranno pre-caricare il modulo di domanda firmato digitalmente, una novità per agevolare l’iter di richiesta dei fondi.

“Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta un’opportunità senza precedenti per far tornare il nostro Paese a crescere in maniera duratura, equa e sostenibile  – evidenzia Pasquale Salzano, Presidente di Simest –  Il lancio del nuovo Fondo 394 è uno dei primi progetti del Pnrr ad essere attivato. Siamo pronti a veicolare le risorse che ci sono state espressamente assegnate dal Piano per aiutare le nostre Pmi a voltare pagina e ad agganciare il trend di ripresa del commercio globale in atto”.

“Con la pandemia, digitalizzazione e sostenibilità si sono affermate quali variabili imprescindibili di sviluppo: grazie alle risorse del Pnrr abbiamo potuto rivoluzionare l’operatività dei nostri finanziamenti per l’internazionalizzazione e aiutare le Pmi ad investire nella transizione digitale ed ecologica – dice l’Ad di Simest Mauro Alfonso – un focus particolare viene messo sulle Pmi del Mezzogiorno che godranno di maggiori agevolazioni. L’obiettivo è contribuire a colmare il divario con il resto del Paese attraverso l’inversione dei fenomeni di depauperamento economico”. 

Focus su transizione digitale ed ecologica

Le risorse del Fondo verranno veicolate attraverso tre nuovi finanziamenti: Transizione digitale ed ecologica delle Pmi a vocazione internazionale; Partecipazione delle Pmi a fiere e mostre internazionali, anche in Italia, e missioni di sistema e Sviluppo del commercio elettronico delle Pmi in Paesi esteri (e-commerce).

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  • Transizione digitale ed ecologica delle Pmi con vocazione internazionale. È un finanziamento agevolato, dedicato alle Pmi costituite in forma di società di capitali, con un fatturato export di almeno il 10% nell’ultimo anno o del 20% nell’ultimo biennio. Le risorse ottenute dovranno essere destinate per una quota almeno pari al 50% a investimenti per la transizione digitale e per la restante quota a investimenti per la transizione ecologica e la competitività internazionale. Lo strumento ha una durata di 6 anni, con 2 di pre-ammortamento, e un importo massimo finanziabile di 300mila euro che non può comunque superare il 25% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati.
  • Partecipazione delle Pmi a fiere e mostre internazionali, anche in Italia, e missioni di sistema. È un finanziamento agevolato per la partecipazione di Pmi a un singolo evento di carattere internazionale, anche virtuale, tra: fiera, mostra, missione imprenditoriale e missione di sistema, per promuovere l’attività d’impresa sui mercati esteri o in Italia. Almeno il 30% del finanziamento deve essere destinato a spese digitali connesse all’evento, a meno che l’evento stesso non sia a tema digital o ecologico. L’importo massimo del finanziamento è pari a 150mila euro e non può comunque superare il 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati. Il periodo di rimborso è di 4 anni, con 1 anno di pre-ammortamento.
  • Sviluppo del commercio elettronico delle Pmi in Paesi esteri (E-commerce). È un finanziamento agevolato, dedicato alle Pmi costituite in forma di società di capitali, per la creazione o il miglioramento di una piattaforma propria di e-commerce o l’accesso a una piattaforma di terzi (market place) per la commercializzazione di beni o servizi prodotti in Italia o con marchio italiano. L’importo finanziabile va da 10 mila euro fino a un massimo di 300 mila per una piattaforma propria e fino a un massimo di 200 mila per market place, senza comunque superare il 15% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci approvati e depositati. La durata del finanziamento è di 4 anni con 1 anno di pre-ammortamento.

Come accedere al fondo

Le risorse del Fondo sono destinate esclusivamente alle imprese di piccola e media dimensione (Pmi), asse portante del sistema produttivo italiano. La finalità dello strumento è supportarne la competitività internazionale finanziandone la transizione digitale ed ecologica , due driver di crescita divenuti fondamentali per avere successo nello scenario globale e obiettivo del Piano europeo Next Generation Eu. Per questo, vengono fissate quote minime di spesa destinate a questa tipologia di investimento.
Inoltre, per assicurare la massima diffusione degli interventi agevolativi e consentire l’accesso a un più ampio numero di imprese, ogni azienda potrà presentare una sola domanda di finanziamento.

Sarà possibile per l’impresa richiedere un finanziamento a tasso agevolato (attualmente lo 0,055% annuo) con una quota di cofinanziamento a fondo perduto fino al 25%, nel limite delle agevolazioni pubbliche complessive concesse in regime di temporary framework, e senza necessità di presentare garanzie.

Pmi del Mezzogiorno: risorse dedicate e fondo perduto al 40%

Il tetto di cofinanziamento a fondo perduto sale fino al 40% per le Pmi che hanno almeno una sede operativa nel Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia); a queste imprese è altresì riservato il 40% della dotazione complessiva del Fondo, ossia 480 milioni di euro.

 

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