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Pnrr: nelle gare fibra e 5G il governo farà da garante per imprese ed Europa

I target stringenti e le rigide roadmap imposti rischiano di mandare all’aria i fondi del Pnrr. Il flop della prima gara per le isole minori ha fatto scattare il campanello d’allarme. L’esecutivo già al lavoro per individuare una via di uscita ed evitare che si blocchino i piani di Colao

Pubblicato il 10 Gen 2022

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Che cosa accade se gli operatori di Tlc non raggiungono, nei tempi imposti dall’Europa, gli obiettivi fissati dai bandi per la fibra e 5G? Quanti operatori sono disposti a correre il rischio di non vedersi riconoscere le risorse pubbliche e a caricarsi penali onerose in caso di mancato rispetto di obiettivi e tempistiche? A giudicare da quanto accaduto con il primo bando, quello per la connettività nelle isole minori, andato completamente deserto, le cose rischiano di mettersi molto male.

Il Governo però, secondo quanto risulta a CorCom, avrebbe già individuato una soluzione: sarà lo Stato a fare da garante sia nei confronti delle imprese aggiudicatarie sia della Commissione europea. In pratica da un lato qualora le aziende per motivi indipendenti dalla loro “volontà” – ossia per impasse di vario genere o altri imprevisti – non riuscissero a rispettare i tempi delle roadmap lo Stato garantirebbe comunque i fondi e dall’altro lo Stato si porrebbe come garante nei confronti di Bruxelles andando a scorporare le risorse in altro modo, compensandole nell’ambito dello stesso Pnrr. A meno che non spunti un’altra soluzione in grado di “convincere” le aziende ad accettare le rigide condizioni messe nero su bianco nei bandi. Penali salatissime che non si erano mai viste prima e che gli operatori non intendono in alcun modo accettare. Servirà dunque un compromesso, una soluzione cosidetta win-win che consenta agli operatori di scendere in campo e al paese di raggiungere i target dei più importanti piani in ballo, quello Italia a 1 Giga e quello 5g Italia a cui si aggiungono anche quelli per la connettività nelle scuole e nella sanità.

“In merito alle notizie di stampa sul tema della banda ultra larga, il Dipartimento per la Trasformazione digitale conferma che procederà alla pubblicazione a breve dei bandi di gara sui piani Italia 1 giga, Scuole e Sanità connesse, come previsto”, si è limitato a precisare il Dipartimento senza entrare nel merito degli stessi bandi. Riguardo specificamente a quello per le isole minori secondo quanto risulta a CorCom si procederà con un nuovo bando con regole più soft e affidamento diretto a chi offre condizioni migliori. . Collegare tante isole sparse non è facilmente sostenibile per imprese che lavorano su commesse grandi e ben più remunerative e inoltre considerati gli attuali impegni delle navi posacavi nel Mediterraneo ed un mercato particolarmente ristretto bisognerà inevitabilmente fare i conti con il mancato rispetto della roadmap.

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