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PARLAMENTO UE

Pornografia, così una proposta la vieta in Europa

Al voto del Parlamento Ue il report di una deputata olandese che punta a “eliminare gli stereotipi sessuali di genere anche online”. Ma già scoppiano le polemiche: “Attentato alle libertà personali”

07 Mar 2013

L.M.

Il Parlamento europeo voterà martedì prossimo su una proposta che potrebbe avere, come conseguenza ultima, la messa al bando di qualsiasi forma di pornografia sui media, compresi quelli online.

Presentato alla fine dell’anno scorso al Comitato parlamentare europeo sui Diritti della Donna e per l’Eguaglianza di genere dalla deputata olandese del Partito socialista, Kartika Tamara Liotard, il report si intitola appunto “Eliminare gli stereotipi di genere nell’Ue”. Al suo interno si rileva che la “pornografia è diventata pervasiva e sta penetrando nella vita quotidiana come elemento accettato e spesso idealizzato”.

In particolare, al punto 14, il testo sottolinea che “una strategia per eliminare gli stereotipi nei media comprenderà necessariamente azioni in campo digitale” e questo “richiederà iniziative coordinate a livello europeo atte a sviluppare una genuina cultura dell’eguaglianza su Internet”. Inoltre il punto 14 suggerisce che qualsiasi tipo di contenuto a sfondo sessuale sul web, anche in piattaforme aperte come per esempio Twitter, potrebbe essere cancellato.

Infine il testo della Liotard invita i 27 Paesi membri della Ue a dar vita ad organismi regolatori che abbiano come fine ultimo il controllo e il sanzionamento di media e aziende che usano le pubblicità in modo discriminatorio.

Il report ha già suscitato alcune perplessità, prima fra tutti quella relativa alla possibile violazione delle libertà personali dei circa 500 milioni di cittadini dell’Unione. Particolarmente critico è Christian Engström, membro del parlamento europeo per il Pirate Party, che tra l’altro contesta una certa vaghezza del documento.

Al momento si tratta solo di un report, su cui i parlamentari europei si pronunceranno martedì attraverso il proprio voto, ma che li aiuta a formarsi un’opinione in materia. In seguito, se condivisi, i suoi contenuti potrebbero essere trasferiti in una bozza di legge che serva come base alla Commissione europea per proporre una nuova legge.