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RISIKO TLC

Portugal Telecom, Altice offre 7 mld a Oi: Brasile verso il consolidamento?

Con la liquidità incassata dall’eventuale cessione della controllata portoghese la compagnia carioca potrebbe tornare a guardare a Tim Brasil

03 Nov 2014

A.S.

Sette miliardi da Altice per Portugal Telecom. A confermare di aver ricevuto l’offerta è la stessa Oi, che ha riferito che il board valuterà la proposta, senza tuttavia fornire precisazioni in merito alle tempistiche. La holding lussemburghese dell’imprenditore franco-israeliano Patrick Drahi ha presentato un’offerta vincolante, che era stata anticipata venerdì dal Wall Street Journal, e che assegna all’operatore portoghese un enterprise value di 7,03 miliardi di euro (8,8 miliardi di dollari) senza prendere in considerazione la liquidità e il debito.

La proposta di Altice riguarda gli asset dell’ex monopolista statale lusitano ma esclude i titoli di debito emessi da Rio Forte, la holding in liquidazione della famiglia Espirito Santo, le azioni proprie di Oi e i veicoli finanziari di PT, ha spiegato Altice in una nota, precisando che, in caso di approvazione dell’offerta, l’operazione sarebbe finanziata con mezzi propri e nuove linee di credito.

La mossa del miliardario Patrick Drahi, secondo gli analisti, rende più realistiche le ipotesi di consolidamento in Brasile, grazie alle nuove risorse che potrebbero permettere a Oi che di stringere su Tim Brasil, controllata di Telecom Italia. In pratica, secondo gli addetti ai lavori, l’operazione può avere effetti su Telecom Italia in quanto l’incasso che Oi farebbe con la cessione le consentirebbe di tornare a studiare il dossier Tim Brasil. Questione che ha portato Telecom ad avere un inizio di contrattazioni brillante in piazza affari, con un guadagno iniziale dell’1,4%a 0,915 euro.

Post-cessione, secondo quanto ricostruito dagli analisti di Equita Sim, il rapporto debito/ebitda di Oi scenderebbe a 3,3 volte, e ciò renderebbe probabilmente più realistiche le ipotesi di un’offerta congiunta di Vivo, Oi e America Movil sulla controllata brasiliana di Telecom ma anche una alleanza tra Tim Partecipacoes e la stessa Oi.

A pubblicare per ultimo la notizia che Oi, America Movil e Telefonica stanno stringendo su Tim Brasil era stato nei giorni scorsi il quotidiano brasiliano Folha de S. Paulo, secondo il quale le compagnie sarebbero pronte a mettere sul piatto 31,5 miliardi di reais (13,1 miliardi dollari o 10,4 miliardi di euro) per accaparrarsi la controllata carioca di Telecom Italia. Tim Brasil ha però subito chiarito, in una nota ufficiale, di non avere in corso alcuna discussione per vendere la compagnia alla cordata formata da “Claro, Vivo ed Oi”. E anche Telecom Italia ha precisato di non avere ricevuto nessuna offerta sulla controllata brasiliana Tim Participacoes (Tim Brasil). “Non abbiamo ricevuto nulla”, ha detto il presidente Giuseppe Recchi, rispondendo a una domanda sulle indiscrezioni della stampa brasiliana. Per quanto riguarda la valutazione di Tim Brasil, Recchi ha detto che restano valide le dichiarazioni fatte finora.

L’Ad Marco Patuano ha dal canto proprio ricordato che Tim Brasil è un “asset strategico” per Telecom Italia. “Se qualcuno vuole venire a farci visita, sarebbe meglio smetterla di fare solo rumore sui giornali, non sta bene e genera volatilità e incertezza che non fa bene a chi invece è impegnato a fare le cose sul serio – aveva detto il manager nei giorni scorsi – Sembra che ogni giorno ci sia qualcuno a bussare alla nostra porta”.

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