Poste, Caio: "La nostra Ipo serve all'innovazione del Paese" - CorCom

PRIVATIZZAZIONE

Poste, Caio: “La nostra Ipo serve all’innovazione del Paese”

Scatta oggi l’offerta pubblica di vendita di 453 milioni di azioni. L’Ad: “La quotazione ha una valenza finanziaria ed economica ma anche di politica industriale e contribuirà all’ammodernamento del Paese”

12 Ott 2015

m.s.

“Il debutto in Borsa di Poste Italiane è un’operazione che dà una prospettiva di sostenibilità e di sviluppo a un’impresa che non rinuncia alla sua missione sociale ma che fa del mercato la misura delle cose che facciamo”. Così l’ad, Francesco Caio, ha aperto oggi a Milano la presentazione dell’offerta pubblica di vendita che porterà la società, attualmente controllata al 100% dal ministero dell’Economia, in borsa. Il Tesoro metterà in vendita tra il 34,7% e il 38,2% del capitale e il primo giorno di contrattazione sarà il 26 o il 27 ottobre.

“Abbiamo aperto oggi il road-show, lo chiuderemo il 22 ottobre” mentre “il 26-27 ottobre ipotizziamo l’apertura della contrattazione del titolo in Borsa”. Lo ha detto oggi a Milano l’Ad di Poste Italiane Francesco Caio, alla presentazione della quotazione. La quotazione di Poste ”ha una valenza sicuramente finanziaria ed economica – ha detto – ma anche un valenza di politica industriale e contribuirà all’ammodernamento del Paese”.

“Questa è la più grande Ipo dell’anno in Europa, è un’operazione che mette sicuramente Poste Italiane ma io direi l’Italia al centro del mondo e al centro dell’attenzione degli investitori che guardano a questo Paese, a questa impresa come a un’opportunità di investire in un’azienda che cambia in un Paese che cambia e che cresce”. Sui timori di una parte dei lavoratori per la quotazione, Caio ha sottolineato che “la privatizzazione è un’operazione che crea valore per i cittadini e i dipendenti e che dà una prospettiva di sostenibilità e di sviluppo a un’impresa che non rinuncia alla sua missione sociale ma che fa del mercato la misura delle cose che facciamo”.

Rispetto agli incontri avuti con gli investitori a Londra e New York in vista della quotazione l’Ad ha percepito “una aspettativa positiva sull’Italia. “C’e’ interesse verso l’Italia e l’Italia viene considerata un Paese che più di altri potrebbe beneficiare della timida ripresa in corso grazie al mix fra un’economia che inizia a marciare e un governo che fa le riforme”, ha detto l’Ad.

“Poste Italiane – ha aggiunto – viene vista come un buon investimento per chi ha fatto una valutazione per investire nel futuro del Paese”.

Poste conferma 8mila assunzioni. “Le confermiamo, sono già avviate. Serviranno a modificare e rafforzare il profilo professionale dei lavoratori di Poste per servire al meglio i cittadini”, ha detto Caio.

Poste potrebbe rivedere tra due anni la politica dei dividendi. Tra due anni ci rivedremo con “il mercato per vedere se questa politica può cambiare anche per vedere le opportunità di investimento che avremo”. Sul dividendo 2015 Caio ha invitato a non guardare “al 2014 per fare i conti ma alle ipotesi che il mercato svilupperà sul 2015”.