DIGITALI E RESPONSABILI

Privacy, Benifei: “Serve certezza normativa, cruciale intesa pubblico-privato”

L’europarlamentare: “Dobbiamo sostenere le imprese che vogliono investire nel digitale. Azioni europee base di partenza”. E sul gap di competenze dice: “Usare i fondi europei per formare nuovi esperti”

04 Dic 2017

Domenico Aliperto

benifei

Consapevolezza dei cittadini, ma anche stabilità normativa per le imprese. Sono questi, secondo Brando Benifei, della Commissione Empl (Occupazione e affari sociali) del Parlamento europeo, gli elementi necessari alla costruzione di un’economia dell’innovazione che sappia cogliere le opportunità del digitale e della Rete mitigandone i rischi. Benifei è intervenuto oggi alla tappa milanese, l’ultima, di Digitali e responsabili, il roadshow di Google dedicato ai temi della responsabilità on line e della cittadinanza digitale.

“L’agenda per le nuove competenze e i nuovi posti di lavoro mette al centro il recupero del gap di cui soffrono i cittadini europei”, ha esordito Benifei, “che nel 40% dei casi ha un livello di conoscenze informatiche minimo o basilare, insufficienti considerando il grande cambiamento che sta affrontando il sistema: dieci anni fa non esistevano occupazioni nell’app economy, oggi ci sono invece quasi due milioni di lavoratori. E nell’ambiente digitale bisogna sapere esattamente cosa si sta facendo, per questo lo sforzo educativo è fondamentale. L’agenda ha l’obiettivo di fornire una competenza digitale minima anche a chi non ha completato scuole, accedendo, per la creazione di strumenti ad hoc, anche ai fondi strutturali”.

L’altro versante è quello del business. “Dobbiamo creare certezza nei modelli legati al trattamento e all’utilizzo dati. Questo significa fornire stabilità normativa internazionale e comprensibilità per l’impresa con un paradigma europeo, base di partenza per sviluppare e armonizzare in partnership con gli altri Paesi nel resto mondo uno standard. Il passo successivo consiste nel favorire un rapporto con la rete positivo, non fondato quindi su falsi miti e allarmismi”. Fondamentale in tal senso è la collaborazione tra pubblico e privato. “Solo attraverso la cooperazione tra più soggetti si possono ottenere risultati concreti per la formazione di una vera cittadinanza, non solo digitale”.

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