Privacy, gli "anti-premi" dei Big Brother Awards - CorCom

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Privacy, gli “anti-premi” dei Big Brother Awards

La competizione belga assegna il riconoscimento alle app che raccolgono dati senza indicare chiaramente come li useranno e ai sistemi di screening degli alunni nelle scuole: “Si oltrepassa il limite dell’accettabile”

15 Ott 2015

Patrizia Licata

Abuso delle tecnologie di sorveglianza nelle scuole e applicazioni mangia-dati: i Big Brother Awards, una competizione annuale organizzata in Belgio da Liga voor Mensenrechten in collaborazione con European Digital Rights, hanno quest’anno dato il loro anti-premio ai sistemi di screening scolastici e alle applicazioni che raccolgono dati senza chiarire le loro policy sulla privacy.

Il numero uno dei “violatori di privacy” sono i sistemi che controllano i ragazzi nelle scuole in cerca di segnali di “radicalizzazione”, con l’intento dunque di prevenire episodi di violenza. Tuttavia “le attuali tecnologie – in genere approvate o accettate dalla società – vengono abusate in modi che vanno oltre ciò che è accettabile”, ha dichiarato la giuria dei Big Brother Awards 2015. “Inoltre, il fine non giustifica i mezi. Questo tipo di sorveglianza rappresenta una grave rottura della fiducia che si deve instaurare tra scuola e studente. E’ invece un esempio lampante di come le scuole possono oltrepassare il segno. Se si crea un clima di paura e sospetto, c’è il rischio che questi diventino dei valori per i giovani”.

Sul banco degli imputati sono finite anche le applicazioni che raccolgono dati in modo intrusivo: la Flemish Law Society (OVB), che ha sostenuto questa nomination, ha criticato la generalizzata raccolta di dati da parte delle app e le loro spesso poco trasparenti policy sulla privacy.

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“Le app vi conoscono più di quanto voi conosciate voi stessi, sanno sempre dove siete”, dice la OVB. “Le disposizioni sulla privacy non indicano con chiarezza le ragioni e i modi in cui le informazioni personali sono raccolte e utilizzate. E i consumatori non ne sono pienamente consapevoli, o non pensano che sia importante”. “Le app usano i vostri dati per generare guadagni e si aggiornano automaticamente senza chiedere la vostra autorizzazione, anche se il motivo della raccolta dei dati è nel frattempo cambiato”, si legge anche sul sito bigbrotherawards.be dove anche il pubblico ha potuto votare il suo “Grande Fratello” 2015.

I Big Brother Awards sono organizzati con la collaborazione di Kinderrechtencoalitie, Orde van Vlaamse Balies, Vlaamse Vereniging van Journalisten, Ligue des Droits de l’Homme, datapanik, Mediawijsheid e Koninklijke Vlaamse Stadsschouwburg.

“Le scuole non dovrebbero controllare le attività online dei loro studenti. Anche i ragazzi hanno il diritto alla libera espressione e alla privacy“, hanno concluso gli organizzatori. “Fiducia e presunzione di innocenza fino a prova contraria sono la base di un approccio preventivo; non ci si dovrebbe concentrare sulla repressione. E i giovani sono in cerca di identità: è anche giusto che abbiano l’opportunità di sperimentare”.

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