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LA STRETTA SUI DATI

Privacy, nuove regole Ue: “secretati” Whatsapp e Fb

Gli utenti dovranno dare il consenso al trattamento dei contenuti di e-mail, chat, messenger e videochiamate online. Lo prevede la nuova proposta della Commissione Ue. Novità anche sul fronte cookies: settaggio di default sul browser per chi vuole evitare di dare l’ok sito per sito. Stretta sullo spamming: stop a e-mail, sms e chiamate indesiderate

10 Gen 2017

Mila Fiordalisi

Tutti i messaggi e-mail, le conversazioni in chat e i dati delle chiamate effettuate attraverso le piattaforme di comunicazione online non potranno essere usati, conservati e processati senza il consenso degli interessati. È questo il cuore della proposta presentata oggi dalla Commissione in linea con l’aggiornamento del regolamento sulla protezione dei dati personali online, la cui entrata in vigore è fissata al 2018. L’Europa punta di fatto ad estendere a Whatsapp & co. le regole che attualmente riguardano esclusivamente gli operatori di telecomunicazioni e a rendere efficaci le nuove norme già a partire dal prossimo anno, ossia in concomitanza con l’entrata in vigore del nuovo regolamento che risulterebbe dunque “aggiornato” agli ultimi sviluppi tecnologici (questa la motivazione della Commissione). Una decisione presa tenendo conto anche del parere dei navigatori stessi: da un recente sondaggio di Eurobarometro, è in fatti emerso che il 92% dei cittadini europei vuole garanzie sulla riservatezza dei messaggi online e dei contenuti delle e-mail.

“Le nostre proposte completeranno il quadro di protezione dei dati personali”, ha sottolineato Frans Timmermans, commissario per la Migliore legislazione e primo vicepresidente della Commissione Ue. Le regole proposte oggi “assicureranno che la privacy delle comunicazioni telematiche sia protetta attraverso regole nuove ed efficaci, garantendo l’attuazione degli stessi elevati standard” in tutta Europa.

Da parte sua Andrus Ansip, Vicepresidente della Commissione europea responsabile per il Mercato unico digitale sottolinea che “le nostre proposte creeranno la fiducia nel mercato unico digitale che la gente si aspetta. Il mio intento è garantire la riservatezza delle comunicazioni elettroniche e la tutela della vita privata. Il nostro progetto di regolamento sull’ePrivacy permetterà di trovare il giusto equilibrio tra elevata protezione dei consumatori e possibilità di innovazione per le imprese.”

Facebook (con il servizio Messenger), Skype, Viber e Google (con la casella G-mail) fra le aziende che dovranno adeguare i livelli di protezione. Ma più in generale sono coinvolti tutti i provider di questa tipologia di servizi. In dettaglio, la “manovra” riguarda sia il contenuto delle comunicazioni (attraverso e-mail, chat e webtelephony) sia i cosiddetti “metadati”, ossia informazioni quali l’ora e la durata delle conversazioni/chiamate o la localizzazione (ad esempio la provenienza del messaggio). L’utente dovrà dare dunque preventivo consenso al trattamento di dei propri dati. In caso contrario i dati in questione non potranno essere in alcun modo utilizzati.

La Commissione è inoltre intervenuta sui cookies per semplificare il consenso all’utilizzo degli stessi da parte di ciascun navigatore. Se oggi bisogna dare consenso ogni volta che ci si connette ad un sito precedentemente non “visitato”, la nuova proposta prevede una sorta di settaggio di default sul browser con il livello di protezione desiderato. Non servirà inoltre consenso specifico per quei cookies ritenuti non intrusivi della privacy, come ad esempio quelli che consentono ai siti di e-commerce di registrare lo storico degli acquisti effettuati da ciascuno per fornire il servizio di “remind”.

“La legislazione europea in materia di protezione dei dati adottata l’anno scorso fissa standard elevati a vantaggio sia dei cittadini sia delle imprese dell’UE. Oggi la Commissione presenta anche la sua strategia per agevolare gli scambi internazionali di dati nell’economia digitale globale e promuovere in tutto il mondo standard elevati di protezione dei dati”, è il commento di “Věra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere.

Last but not least la “stretta” europea riguarda anche lo spamming: si punta a vietare le comunicazioni elettroniche indesiderate, indipendentemente dal mezzo utilizzato, ad esempio email, sms e, in linea di principio, anche chiamate telefoniche se gli utenti non hanno dato il consenso. Gli Stati membri possono optare per una soluzione che conferisca ai consumatori il diritto di opporsi alla ricezione delle telefonate a scopo commerciale – chiarisce la Commissione – ad esempio mediante la registrazione del loro numero in un elenco di nominativi da non chiamare. Gli autori delle telefonate a scopo commerciale dovranno mostrare il proprio numero telefonico o utilizzare un prefisso speciale che indichi la natura della chiamata.

Con la presentazione delle proposte odierne la Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio a lavorare in tempi rapidi e a garantire un processo agevole per l’adozione entro il 25 maggio 2018, data di applicazione del regolamento generale sulla protezione dei dati. L’intento è quello di offrire entro tale data a cittadini e imprese un quadro giuridico pieno e completo in materia di tutela della vita privata e protezione dei dati in Europa. Da maggio 2018 le aziende che violeranno il Regolamento UE 2017/679, potranno essere multate fino 20 milioni di euro o il 4% del fatturato annuo.

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