Privacy online? Per i millennial conta poco - CorCom

IL SONDAGGIO

Privacy online? Per i millennial conta poco

Le nuove generazioni “always connected” badano molto meno alla tutela della privacy rispetto ai baby boomer, rileva una ricerca Webroot. Un gap che rischia di cambiare il peso delle informazioni personali

16 Ago 2016

A.S.

Nella sfida a distanza tra baby boomer e millennial, se si trattasse di premiare chi ha più cura della sicurezza dei propri dati online emerge un dato: che i più anziani, nello specifico i nati tra il 1945 e il 1964, sono più attenti a tutelare le proprie informazioni da intrusioni telematiche rispetto ai nativi digitali. E questo, nonostante la competenza digitale delle giovani generazioni.

E’ quanto emerge da un nuova ricerca commissionata da Webroot, società specializzata in antivirus. I giovani nati dopo il 1992 e fino al 2001 si rivelano secondo l’indagine più “sbadati”: il 19% di loro ha perso lo smartphone in vacanza, percentuale tripla di quella registrata tra gli ‘anziani’.

La ricerca, condotta nel maggio del 2016 su un campione di oltre 400 utenti Internet attraverso un sondaggio online, ha esaminato il rapporto tra privacy, sicurezza e abitudini di utilizzo dei dispositivi elettronici: smartphone, tablet e pc portatili. Emerge che, sebbene il 95% dei Baby boomer e l’85% dei Millennial si preoccupino della sicurezza personale online, i Baby boomers sono molto più attenti alla protezione dei loro dispositivi. Il sondaggio indica, in particolare, che questa generazione effettua un numero più elevato di azioni preventive per proteggere i propri dati durante i viaggi, mentre i Millennials sono meno proattivi.

Mentre la stragrande maggioranza dei Millennial ha dichiarato che desidera una maggiore sicurezza e riservatezza dei dati, quasi due terzi (59%) condivide i propri piani di viaggio sui social media come Facebook, Instagram e Twitter. Al contrario, il 71% dei Baby boomers ha riferito che non ha mai reso pubblici sui social i propri programmi di vacanze.

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Le differenze di comportamento in relazione alla sicurezza dei viaggiatori riguardano anche la possibile perdita dello smartphone. Mentre solo il 7% dei Baby boomers ha segnalato la perdita di un dispositivo mobile durante il viaggio l’anno scorso, il numero arriva quasi a triplicarsi parlando di Millennials (19%). Per entrambe le categorie, i luoghi dove capita più spesso di dimenticare il proprio smartphone sono ristoranti, caffè e bar. Nonostante la reputazione di essere meno esperti di tecnologia rispetto ai Millennials, il 49% dei Baby boomers ha raccontato di aver installato soluzioni antivirus sui propri dispositivi, il 10% in più rispetto Millennials (39%).

Quando è stato chiesto quali tipi di informazioni personali sarebbero più preoccupati di perdere, se dovessero smarrire il proprio smartphone, sia i Millennial sia i Baby boomer (79%) parlano di dati bancari e relativi alla propria carta di credito. Tuttavia, circa la metà (49%) dei Millennial si preoccupa anche della perdita dei loro profili utente e le password dei social media, mentre la percentuale scende al 33% nel caso dei Baby Boomers.

“I comportamenti dei Millennials e dei Baby boomers non sono così differenti in termini di potenziali problemi di privacy, tuttavia i Millennials non attuano nessuna strategia per salvaguardare i dati che non vogliono condividere – dichiara Grayson Milbourne, security intelligence director di Webroot – In effetti, l’88% dei Millennials utilizza le connessioni Wi-Fi pubbliche quando viaggia rispetto al 32% dei Baby boomers. I Millennial rappresentano la prima generazione ‘sempre connessa’ e, sebbene il loro utilizzo degli smartphone sia molto radicato nel modo in cui vivono e lavorano, non prendono sempre le precauzioni necessarie per proteggere le loro informazioni più preziose”.

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