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Privacy online, un “bollino blu” per le aziende. Ma solo quelle virtuose

Si chiama “Privacy ok” il marchio di qualità che viene rilasciato alle imprese che aderiscono ai codici di condotta approvate dalle authority. Nicola Bernardi presidente Federprivacy: “Obiettivo contribuire a un clima di fiducia in grado di favorire lo sviluppo del mercato digitale”

15 Nov 2017

Roberta Chiti

Il 67% dei siti e delle app non rivela agli utenti dove sono conservati i loro dati personali, il 51% non chiarisce se e con chi vengono condivise le informazioni. Policy generiche, imprecise e prive di dettagli, e nel 44% dei casi agli utenti non sono neanche comunicate le modalità di accesso per l’esercizio dei loro diritti. Emerge dal report del Global Privacy Enforcement Network condotto da 24 Autorità per la protezione dei dati personali, tra le quali anche il Garante italiano:

La ricerca è stata svolta su 455 siti web ed app di vari settori come viaggi, sanità, banche, social media, giochi d’azzardo, e retail: solo il 35% delle informative sulla privacy menziona l’adozione di misure di sicurezza a protezione delle informazioni personali degli utenti, e il 67% dei siti e della applicazioni omette di specificare in quale parte del mondo vanno a finire i dati, mentre il 51% non chiarisce se e con chi questi vengono condivisi. Non solo le Autorità hanno rilevato policy spesso generiche e talvolta imprecise con riferimenti normativi obsoleti, ma a quasi metà degli utenti (44%) non vengono neanche comunicate le modalità di accesso per l’esercizio dei loro diritti.

Proprio per contribuire alla costruzione di un clima di fiducia fra utenti e aziende nasce il marchio di qualità “Privacy Ok”,  strumento che aiuterà gli utenti a valutare rapidamente il livello di conformità ad uno specifico codice di condotta e ai princìpi generali della normativa in materia di privacy di siti e app.

“Per contribuire ad un clima di fiducia che favorisca lo sviluppo del mercato digitale, le aziende virtuose che operano in modo trasparente e lecito hanno ora l’opportunità di ottenere un marchio di qualità ed esporlo sui propri siti web ed app per dare evidenza che hanno aderito al nostro codice di condotta assumendosi l’impegno vincolante di rispettarne tutte le regole – spiega Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy -. Inoltre, gli utenti possono contare sul fatto che non si tratta di un semplice bollino rilasciato in maniera autoreferenziale – sottolinea Bernardi – Infatti, le attività di assessment non vengono svolte dal nostro staff interno ma sono state affidate all’organismo di terza parte e indipendente TÜV Italia, che assicura l’imparzialità del processo di valutazione per determinare se un sito o una app è effettivamente conforme e meritevole di fregiarsi del marchio.”

Ulteriori elementi di garanzia a tutela degli interessati, sono provveduti dall’operato di un comitato di vigilanza che monitora periodicamente i siti e le app che hanno ottenuto il marchio per verificare che continuino a rispettare il codice di condotta, e in ogni momento gli utenti stessi possono rivolgersi ad uno sportello online per inviare le loro segnalazioni.

Tra le aziende che hanno mostrato interesse per il marchio di qualità di Federprivacy, Ferrero è stata la prima ad aderire al codice di condotta per attestare il proprio impegno a rispettare la privacy online degli utenti, ottenendo il bollino “Privacy Ok” in tutti i principali siti web italiani del Gruppo, a partire da quello di Nutella.

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