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IL CASO

Privacy, Twitter contro Washington: negato l’accesso agli analytics

Il social network si rifiuta di fornire all’intelligence Usa i dati di Dataminr. Il servizio analizza in tempo reale i flussi di tweet, inviando degli alert in casi sospetti

09 Mag 2016

Andrea Frollà

Un nuovo caso privacy rischia di aprirsi lungo l’asse Washington-Silicon Valley. Dopo lo scontro tra Apple ed Fbi per lo sblocco dell’iPhone appartenuto al killer di San Bernardino, si profila un muro contro muro fra Twitter e le autorità di intelligence americane. Secondo il racconto del Wall Street Journal, il social network di Jack Dorsey e l’intelligence americana potrebbero arrivare presto ad uno scontro frontale dopo il rifiuto della compagnia di fornire alle agenzie di sicurezza l’accesso ad un servizio che si chiama Dataminr.

Quest’ultimo passa al setaccio, in tempo reale, l’intera produzione dei messaggi sul social media e lancia degli alert in caso di attacchi terroristici o altri eventi rilevanti dal punto di vista politico. La soluzione, che è già stata d’aiuto durante e dopo gli attacchi terroristici a Parigi e Bruxelles, è stata sviluppata da un’azienda privata, partecipata da Twitter al 5%, che ha accesso al flusso dei tweet e alle relativa analisi, che poi vende ad altre società. L’indiscrezione del WSJ è stata confermata da un alto funzionario dell’intelligence Usa, che allo stesso quotidiano ha spiegato la mossa sostenendo che la piattaforma non vuole apparire agli occhi degli utenti troppo contigua al governo americano.

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