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Profumo: “Horizon 2020 priorità per l’Italia”

Il ministro dell’Istruzione punta al programma Ue da 80 miliardi: “Dobbiamo allinearci con gli obiettivi della ricerca europea: e-energy ed e-environment i settori chiave”

15 Dic 2011

"Da oggi dobbiamo guardare al programma Horizon 2020,
l'Italia dovrà allinearsi con le priorità della ricerca
europee". Lo ha affermato il ministro dell'Istruzione,
università e ricerca Francesco Profumo parlando con i giornalisti
a margine della cerimonia conclusiva dell'Anno della chimica,
oggi ai Lincei a Roma.

"Il programma Horizon – ha detto ancora Profumo – partirà nel
2014, abbiamo due anni per delineare il processo che può portare
il nostro paese a un ruolo di primo piano nell'ambito di questo
grande programma europeo di ricerca". "Temi principali –
ha aggiunto il ministro – saranno la green economy e le
rinnovabili. Ma non solo. Oggi c'è sempre più interazione fra
nuove tecnologie e settore dell'energia e dell'ambiente.
Quindi le linee prioritarie saranno la e-energy e e-environment e
questo potrebbe essere il piano per i prossimi due anni".

Orizzonte 2020 – il programma europeo da 80 miliardi di euro –
raggruppa l’insieme degli investimenti dell’Ue per la ricerca e
l’innovazione in un programma unico, facilitandone la traduzione
in prodotti e servizi innovativi che offrano opportunità
imprenditoriali e cambino in meglio la vita dei cittadini. Nel
contempo riduce drasticamente le formalità burocratiche
semplificando norme e procedure per attirare più ricercatori di
punta e una gamma più ampia di imprese innovative.

Il programma concentrerà i fondi su tre obiettivi chiave:
sosterrà la posizione dell’Ue in testa alla classifica mondiale
nella scienza, con un bilancio assegnato di 24,6 miliardi di euro,
compreso un aumento pari al 77% dei finanziamenti al Consiglio
europeo della ricerca (Cer) la cui missione è riuscita pienamente;
contribuirà ad affermare il primato industriale nell’innovazione
con un bilancio pari a 17,9 miliardi di euro, che comprende un
investimento sostanzioso – pari a 13,7 miliardi di euro – nelle
tecnologie di punta, nonché più ampio accesso al capitale e
sostegno alle Pmi. Infine, 31,7 miliardi di euro saranno dedicati
ad affrontare i principali problemi comuni a tutti gli europei,
ripartiti su sei temi di base: sanità, evoluzione demografica e
benessere; sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca
marina e marittima e bioeconomia; energia sicura, pulita ed
efficiente; trasporti intelligenti, verdi e integrati; interventi
per il clima, efficienza delle risorse e materie prime; società
inclusive, innovative e sicure.

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