"Pubblicità, è l'era del real-time. Ora il target è il singolo utente" - CorCom

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“Pubblicità, è l’era del real-time. Ora il target è il singolo utente”

Ilaria Zampori dg di Quantcast Italia: “Big Data e machine learning utili per individuare nuovi clienti senza disperdere risorse”

18 Set 2015

Antonello Salerno

«I trend del mercato vedono il programmatic advertising come una realtà emergente del 2015, e ci hanno spinto a guardare all’Italia come a un mercato ricco di opportunità. Il programmatic nel 2014 ha rappresentato circa il 10/15% degli investimenti totali sulla pubblicità display, e le previsioni sono di una crescita importante. Ci rivolgiamo alle aziende che vogliono raggiungere un preciso target di riferimento ed efficientare il proprio budget pubblicitario, riducendo la dispersione delle risorse”. Così Ilaria Zampori, direttore generale di Quantcast per l’Italia, spiega la decisione dell’azienda statunitense, specializzata nel real time advertising e nella rilevazione dell’audience digitale, di sbarcare in Italia.

Zampori, come si fa concretamente a evitare dispersioni di budget?

Siamo nel contesto di un fenomeno nuovo, quello dei big data, che sta rivoluzionando le nostre vite. Il comparto che sta testando di più queste opportunità è il marketing digitale. Noi siamo una delle società nel campo dell’elaborazione dei dati che sta acquisendo competenze nei big data, che permettono l’identificazione del target di riferimento. Si può andare a capire quali sono le “mosse” del consumatore e influenzare il suo percorso d’acquisto. E’ una rivoluzione epocale nella pubblicità digitale, proprio perché permette agli inserzionisti di presentare il messaggio pubblicitario solo agli utenti che sono concretamente interessati e propensi all’acquisto delle loro soluzioni. Questo grazie ai big data, quindi all’analisi del comportamento dei consumatori, e grazie alle tecnologie, all’intelligenza predittiva: il cosiddetto machine learning. Con questi strumenti è possibile identificare nuovi clienti, e ottimizzare la conversione di quelli che già conosciamo.

E la privacy?

Noi non raccogliamo informazioni personali. I dati identificativi degli utenti non vengono mai raccolti, si parla sempre e comunque di informazioni assolutamente anonime. Lavoriamo su un modello cookie based.

Avete in programma iniziative di rilevazione dell’audience?

L’azienda nasce nel 2006 con la soluzione Quantcast measure, un sistema di misurazione dell’audience che grazie agli analytics permette a un editore, grazie a un codice di tracciamento sulla sua pagina, di monitorare il proprio traffico. Sia in maniera quantitativa, quindi quanti utenti visitano il sito, sia in maniera qualitativa, quindi il profilo sociodemografico, gli interessi. Un editore può avere così insight molto rilevanti sulla propria base di utenti. E’ una soluzione completamente gratuita, che offriamo agli editori, e che ha fatto sì che 100 milioni di siti web al mondo in questo momento la stiano utilizzando, tra i quali anche siti italiani. Oggi stiamo promuovendo Quantcast advertising, ma in futuro lanceremo in maniera proattiva la soluzione di Quantcast measure anche in Italia.

Che grado di interesse avete riscontrato in Italia su queste nuove tecniche di advertising?

C’è interesse, e voglia di capire a fondo le possibilità offerte dal real time advertising. L’ottimizzazione del budget e la possibilità di raggiungere in maniera efficace i propri utenti, senza sovraesposizioni, è un tema che interessa molto gli inserzionisti. Non tutti gli utenti devono visualizzare in maniera uniforme un messaggio, si può controllare la frequenza di visualizzazione e il contenuto. Noi crediamo che ogni utente sia unico, e abbia bisogno di un messaggio dedicato. Si sta passando dal principio di vendere la pubblicità a un segmento di utenti a quello di vendere la pubblicità a un individuo: un approccio apprezzato dagli inserzionisti e dalle centrali media che gestiscono i budget dei clienti.

Quanto pesa nel settore l’arretratezza digitale dell’Italia?

La penetrazione di Internet, quindi il numero di utenti connessi, sicuramente fa la differenza. Poter raggiungere un numero di utenti più ampio è un’opportunità importante. E con connessioni più veloci ed efficienti gli utenti passeranno più tempo online.