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DATA ENCRYPTION

Quantec, lancia la chiavetta anti-intercettazioni

Per Pmi e liberi professionisti il dispositivo IndependenceKey di Quantec crea uno “scudo” di protezione durante le conversazioni. Il chairman Castelli: “Dalla seconda metà dell’anno partirà un’offerta ad hoc anche per i privati”

16 Apr 2014

Domenico Aliperto

Sbarca in Italia IndependenceKey, un device che sotto le mentite spoglie di una chiavetta Usb nasconde uno degli strumenti per la protezione dei dati (e, come si vedrà, più in generale della privacy) più innovativi del mercato. La proposta è di Quantec, società svizzera specializzata nel data encryption, e nell’ottica del chairman Massimo Castelli rappresenta la risposta alle esigenze lasciate inespresse dagli altri sistemi hardware e software che aziende e privati usano attualmente per la crittografia di informazioni sensibili.

“Perché uno strumento risulti realmente usabile e quindi efficace per la protezione dei dati è necessario che sia veloce e trasparente, e che garantisca un’autenticazione forte pur permettendo la condivisione”, dice Castelli. “Ma l’ultraspecializzazione della maggior parte delle soluzioni al momento disponibili impedisce di soddisfare tutte le condizioni”.

IndependenceKey, che si collega a qualsiasi dispositivo dotato di ingresso Usb, dovrebbe invece arrivare là dove gli altri non sono ancora giunti. Funziona in maniera molto semplice: una volta inserita nel Pc o nel tablet, su cui va installato un driver, diventa l’abilitatore non solo alla modifica ma anche alla visualizzazione delle risorse che si è scelto di crittografare: senza la chiavetta, i file crittografati risultano inesistenti. Il meccanismo è del tutto invisibile all’utente. Questo grazie a una velocità di data encryption pari a 150 Mbps, che permette di aprire e chiudere file anche pesanti, decrittandoli, praticamente in tempo reale e senza che il sistema operativo – qualunque esso sia – del device in uso si “accorga” dell’operazione sottostante. Il dispositivo coniuga una protezione efficace con un’interfaccia intuitiva ed essenziale, attraverso la quale è possibile gestire i file e creare partizioni virtuali dell’hard disk. Ma soprattutto consente di condividere i dati crittografati con utenti selezionati sfruttando qualsiasi tipo di software di editing o di file sharing. Due sono le caratteristiche peculiari del device: un hub Usb che permette a IndependenceKey di ospitare altre periferiche (come pen-drive o supporti di dimensioni maggiori per lo storage), trasformandole in dischi protetti, e un cappuccio che conserva le chiavi di decrittazione del dispositivo. In caso di smarrimento, infatti, non è possibile recuperarle nemmeno rivolgendosi direttamente a Quantec. L’unica chance per rientrare in possesso dei dati è applicare il cappuccio (a patto che si sia eseguito un backup) su una nuova IndependeceKey., formattandola e abilitandola alla decrittazione.

Ma la protezione dei dati costituisce solo una parte della proposizione di Quantec. Nell’ottica di ritagliarsi una fetta di mercato anche nel mondo consumer, Castelli punta su un tema che sta diventando sempre più rilevante quando si parla di Web, social network e app: la privacy. “Al di là del fatto che oggi tutte le nostre interazioni con la Rete sono monitorate e registrate, intercettare una conversazione telefonica in VoIP è diventato estremamente facile. Grazie a IndependenceKey sarà possibile telefonare avendo la garanzia di una conversazione riservata”, dice il chairman. Anche in questo caso l’operazione è tutt’altro che complessa: è sufficiente collegare cuffie e microfono all’hub Usb del dispositivo, inserito a sua volta nel Pc o nel tablet, e usare qualsiasi servizio di VoIP (da Skype ad applicativi professionali) con un segnale digitale illeggibile per gli utenti non abilitati.

Il prodotto, già commercializzato in Svizzera, Germania e Usa, è disponibile in Italia a un prezzo di 250 euro + iva. “Per il momento il nostro target sono fondamentalmente le Pmi e i liberi professionisti, ma nella seconda metà del 2014 cominceremo a proporla anche ai privati, dando il la a un’offerta verticalizzata”, spiega Castelli. In effetti l’attuale IndependenceKey dovrebbe essere solo il primo di una famiglia di prodotti ancora più avanzati: il prossimo step sarà l’aggiunta del Bluetooth 4.0 e del wi-fi per permettere al dispositivo di interagire senza alcun contatto fisico con Pc, tablet e soprattutto smartphone.

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