RISPARMIO ENERGETICO

Quanto consuma la caldaia? Enea lancia la app HarPa

L’iniziativa rientra in un progetto europeo che ha coinvolto Francia, Germania, Italia, Portogallo e Spagna. Per il nostro Paese partecipano anche Eurac Research di Bolzano e Assotermica nel ruolo di referente nazionale

01 Feb 2022

A. S.

harp

Stimare consumi e classe energetica di vecchi impianti autonomi per il riscaldamento degli ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria grazie a un’app. A mettere a punto la soluzione è stato un corsorzio di 18 partner nella cornice del progetto Harp, acronimo che sta per Heating appliances retrofit planning, di cui fa parte anche Enea. Il progetto ha coinvolto cinque Paesi (Francia, Germania, Portogallo, Italia e Spagna), e per il nostro Paese ha visto tra i partecipanti anche Eurac Research di Bolzano e Assotermica nel ruolo di referente nazionale.

L’obiettivo del progetto è di informare un piotenziale bacino di 1,5 milioni di persone sui vantaggi che derivano dalla sostituzione di caldaie e scaldabagni ormai obsoleti e alimentati a combustibili fossili con nuovi generatori ad alta efficienza. L’applicazione HarPa è disponibile in rete sia in versione base per i consumatori sia in versione avanzata per i professionisti. Oltre a suggerire un ventaglio di soluzioni tecnologiche disponibili sul mercato e appropriate alla sostituzione, HarPa stima i benefici connessi a ciascuna tecnologia in termini di risparmio economico ed energetico e di riduzione delle emissioni di CO2 – si legge in una nota di Enea – Inoltre, per sensibilizzare i cittadini sulla sostituzione degli apparecchi esistenti con altri a più alta efficienza, vengono indicano gli incentivi e i meccanismi finanziari disponibili a livello nazionale.

Nell’Unione Europea, secondo le stime più recenti, ci sono in attività circa 126 milioni di caldaie, il 60% delle quali a bassa efficienza, che non superano cioè la classe energetica C. Nella maggior parte dei casi, questo il punto di partenza del progetto Harp, i consumatori non sono consapevoli dell’inefficienza del proprio impianto e del potenziale risparmio energetico che potrebbero ottenere con soluzioni più performanti, né dei benefici ambientali che si potrebbero ottenere con nuovi apparecchi, e sostiuiscono le caldaie senza pianificare l’intervento, quando l’impianto esistente va incontro a usura o malfunzionamento.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 3