ANITEC

Radaelli: “Inclusione digitale leva di sviluppo sociale ed economico”

Il presidente di Anitec: “Ma serve cambiare i modelli produttivi e investire sulla formazione”

Pubblicato il 21 Nov 2013

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“Il tema dell’inclusione digitale è oggi non più marginale rispetto al dibattito sociale”. E’ quanto dichiara Cristiano Radaelli, presidente Anitec e vicepresidente Confindustria Digitale, intervenuto oggi a Napoli in occasione della Conferenza Mondiale Unesco organizzata dall’Università Orientale.

“Abbiamo visto come le scelte politiche siano state influenzate – aggiunge Radaelli – da una sempre maggiore possibilità di informarsi, confrontarsi e, soprattutto, formarsi. Nel campo medico e dei servizi sanitari questo vuole innanzitutto dire maggiore efficienza con costi minori (per l’Italia si possono stimare risparmi fino a 10 milioni di euro annui, a fronte di un miglioramento del servizio e ad una maggiore vicinanza al cittadino). L’accesso, l’uso, la creazione e la pubblicazione di contenuti digitali attraverso computer, apparecchi elettronici e reti di comunicazione, sono elementi indispensabili per la crescita e lo sviluppo sociale, quindi anche economico”.

“Non possiamo nasconderci che questo processo ha un impatto diretto sui modelli produttivi e, quindi, sul mercato del lavoro – evidenzia – L’innovazione tecnologica permette oggi ad una persona di fare quello che prima veniva fatto da 50 e proprio per questo motivo è fondamentale investire sulla ricerca e lo sviluppo, poiché aumenterà la richiesta di personale altamente qualificato e formato. Anche nelle pubbliche amministrazioni, come purtroppo la cronaca di questi giorni ci insegna e dove l’utilizzo appropriato delle nuove tecnologie può velocizzare esponenzialmente la gestione delle emergenze”.

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