Rai "digital first", così Campo Dall'Orto scommette sulle news - CorCom

IL PIANO

Rai “digital first”, così Campo Dall’Orto scommette sulle news

Il dg in commissione di Vigilanza dà i dettagli del piano: via al progetto di informazione digitale e a Newsroom Italia. “Vogliamo creare una media company forte su tutte le piattaforme”

25 Gen 2017

F.Me

“Sono due i cardini su cui è costruito il piano. Il primo è il digital first, che è il primo progetto di informazione digitale. Nome in codice: Rai24”, e cioè il sito e tutte le declinazioni possibili sui social network. “Il secondo è Newsroom Italia che nascerà dalla Tgr e dal canale di flusso Rainews 24 e che diventerà il motore informativo della nostra azienda”, una ‘macchina’ (che ha le sue radici sul territorio attraverso la Tgr) che dovrebbe produrre l’informazione per se stessa con Rainews24 e per tutte le testate giornalistiche che ne vorranno usufruire”. A mostrare in slide la fotografia dei punti clou del nuovo piano per l’informazione Rai su cui sta lavorando è il Dg di Viale Mazzini, Antonio Campo dall’Orto, audito questo pomeriggio dalla commissione di Vigilanza Rai, assieme a tutto il Cda e alla presidente, Monica Maggioni.

“Oggi siamo qui a condividere un percorso mentre lo stiamo realizzando – dice il Dg Rai – e proprio perché ogni cambiamento deve essere strutturale vi racconto gli ambiti dei cambiamenti che vanno affrontati, partendo dagli obiettivi: consolidare la leadership dove l’abbiamo e conquistarla dove abbiamo accumulato ritardo con un atteggiamento di lungo periodo in un momento in cui stiamo per rinnovare la concessione e in coerenza con il piano industriale approvato un anno fa che mira a rendere l’Azienda una media company forte su tutte le piattaforme di cui le persone possono usufruire”.

“Facciamo tutto questo – continua Campo Dall’Orto – facendo leva sulla forza di ciò che abbiamo dentro e questo comporta una premessa: noi andiamo a fare cose nuove cercando di valorizzare quello che abbiamo e questo vuol dire garantire il perimetro di occupazione, ma fare un grosso investimento nell’ambito della formazione perché ci sarà bisogno di ruoli diversi rispetto a quelli del passato, ma lo sforzo formativo è già in corso”.

“Ho preso l’incarico di portare avanti il Piano per l’Informazione prendendo alcune cose già messe a punto da Verdelli, cambiandone e integrandone altre – racconta ai commissari della Vigilanza – Questo piano deve essere fortemente informato da una visione prospettica e si muoverà in tre ambiti: informazione digitale, informazione di flusso e informazione classica e cioè quella dei telegiornali”, chiedendosi come quest’ultima si evolverà, e “cosa vuol dire complementarietà tra informazione di flusso e Tg”.

Tornando al digital first, secondo il direttore generale “la chiave è essere pervasivi e cioè riuscire ad arrivare ovunque e in qualcune momento, attraverso la diffusione multi-piattaforma. La prima cosa, quella dirimente, da considerare a tal proposito è che necessariamente il mondo digitale comporta un cambiamento nella valorizzazione dei marchi perché è un sistema necessariamente integrato”.

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