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OUTLOOK

Rapporto Pwc: media e entertainment italiani sempre più digitali

Aumentano i ricavi per accesso a Internet e Tv. Soffre l’editoria tradizionale, mentre cresce l’advertising online

22 Set 2015

Andrea Frollà

In Italia il futuro dei media e dell’intrattenimento sarà sempre più digitale. Secondo l’ultimo rapporto di Price Waterhouse Coopers intitolato “Entertainment & Media Outlook in Italy 2015-2019“, che analizza i 13 segmenti che compongono il mercato italiano di riferimento, nel corso dei prossimi 5 anni i ricavi del settore continueranno a crescere e toccheranno nel 2019 la cifra di 34,8 miliardi di euro, con un aumento annuo del +3,6% rispetto al 2014. A trainare sarà soprattutto il digitale, che oggi rappresenta il 47% del mercato, ma che entro il 2021 avrà sorpassato i media tradizionali.

Tra i mercati più in fermento soprattutto quello dell’accesso a internet (12,7 miliardi di euro in ricavi previsti per il 2019 contro gli 8,7 dell’anno scorso), e quello legato alla Tv che, dopo la contrazione subita tra 2011 e 2014 (rispettivamente 4,9 e 4,7 miliardi di euro), secondo la società inglese dovrebbe tornare a crescere attestandosi sui 5 miliardi e mezzo di euro di fatturato.

Tra gli altri media tradizionali l’editoria continuerà a mostrare segni di sofferenza. In particolare. si venderanno sempre meno giornali e riviste con ricavi che scenderanno dai 4,1 miliardi di euro del 2014 ai 3,6 miliardi stimati da Price per il 2019, mentre il mercato dei libri dovrebbe reggere l’urto e crescere, seppur in maniera quasi impercettibile (+0,8%). Dovrebbe arrestarsi invece il declino del fatturato delle radio (-22% tra 2010 e 2014).

Per quel che riguarda infine il mercato pubblicitario, la raccolta sulle Tv aumenterà dai 3,1 miliardi del 2014 ai 3,5 miliardi del 2019 trainata soprattutto dalla crescita legata alla televisione online (+28,9%). I mercati tipici dell’editoria (quotidiani e periodici) potranno cercare di tamponare la diminuzione delle vendite cartacee con la raccolta pubblicitaria online. Quest’ultima tornerà infatti a crescere nei prossimi 5 anni (+3,6%) ma ad un ritmo più contenuto rispetto alla raccolta globale, che nel 2019 raggiungerà 181 miliardi di euro in ricavi facendo così segnare un importante aumento del 12%.

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