IL PIANO

Recovery Fund, Patuanelli: “Investiremo 27 mld su Industria 4.0”

L’annuncio del ministro: “Grazie ai fondi europei porteremo le aliquote su base volumetrica al 20% nei prossimi cinque anni”

14 Set 2020

F. Me

Stiamo cercando di rafforzare tutto il pacchetto 4.0 – grazie ai fondi del Recovery Fund – con un focus particolare sulla ricerca e lo sviluppo portando le aliquote su base volumetrica al 20% e andremo a investire nei prossimi 5 anni qualcosa come 27 miliardi di euro sul 4.0. Questo è il modo migliore per il Governo di accompagnare queste transizioni. Lo faremo con l’utilizzo delle risorse europee che arriveranno dal 2021 in poi”. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, intervenendo a Mirafiori in occasione della presentazione del progetto V2G promosso da Fca in partnership con Terna ed Engie Eps.

“Il Governo condivide questo progetto come tutte le soluzioni per sviluppare l’elettrico in Italia”, ha aggiunto Patuanelli, indicando che “guardando a questa sperimentazione, il VG2 rappresenta un emblema delle trasformazioni che il settore sta portando avanti. Ben venga la sinergia con Torino”.

Il progetto V2G

Fca, con Engie Eps e Terna, ha realizzato un impianto Vehicle-to-Grid, che, quando interamente completato, sarà il più grande del genere al mondo. Il progetto è stato presentato all’Heritage Hub all’interno del comprensorio di Mirafiori di Fca a Torino, con una conferenza stampa internazionale per l’inaugurazione sul piazzale logistico del Drosso dell’impianto pilota V2G. Le tre aziende hanno presentato il progetto descrivendone le sue caratteristiche e le modalità di funzionamento. L’impianto V2G di Mirafiori è un progetto “100% made in Italy” e, come spiega una nota, rappresenta “l’opportunita’ concreta per il sistema industriale italiano di assumere un ruolo da protagonista nello sviluppo del futuro della mobilita’ sostenibile”.

Fca, Engie Eps e Terna, attraverso l’utilizzo di una tecnologia innovativa, stanno iniziando a sperimentare una soluzione di ricarica bidirezionale che beneficia di un’aggregazione fisica in un unico punto di interconnessione con la rete elettrica, capace di interagire con altre risorse energetiche presenti in loco. La tecnologia V2G consente ai veicoli di scambiare in modo intelligente energia con la rete, rendendoli una risorsa preziosa per il sistema elettrico nazionale gestito da Terna contribuendo alla realizzazione di un sistema più sostenibile e rappresentando un’opportunità per ottimizzare i costi di esercizio delle vetture a vantaggio degli automobilisti, nonche’ una concreta possibilita’ per contribuire a un sistema elettrico piu’ sostenibile.

La tecnologia bidirezionale – che consente sia di caricare la vettura sia di restituire potenza alla rete – funzionerà in modo efficace quando auto e infrastruttura di ricarica parleranno un linguaggio comune, oggetto della sperimentazione avviata con l’inaugurazione dell’impianto.

La realizzazione dell’impianto in soli quattro mesi, nonostante il “lockdown” imposto dall’emergenza Covid-19, ha consentito di trasformare quello che è tipicamente solo un costo (la sosta dei veicoli in attesa di essere consegnati alla rete di vendita) in un beneficio che potrebbe in un futuro non troppo remoto essere sfruttato da chi gestisce una flotta di veicoli. Infatti, un numero (potenzialmente elevato) di mezzi parcheggiati per periodi lunghi in un unico luogo rappresenta l’opportunita’ per fornire servizi alla rete in maniera “aggregata”.

La prima fase di costruzione dell’impianto ha previsto l’installazione di 32 colonnine V2G in grado di connettere 64 veicoli, con l’obiettivo di sperimentare la tecnologia e la gestione logistica del parcheggio. Entro la fine del 2021 il V2G del Drosso sarà esteso per consentire l’interconnessione fino a 700 veicoli elettrici, risultando l’infrastruttura più grande al mondo di questo tipo mai realizzata. La gestione della seconda fase sara’ principalmente dettata da logiche di economicità: gli obiettivi saranno fornire servizi alla rete elettrica di Terna e garantire un risultato economico positivo per Fca e Engie Eps.

A copertura del parcheggio destinato alle vetture collegate al V2G, Engie Italia è partner nella realizzazione di una maxi-pensilina composta da circa 12 mila pannelli fotovoltaici che andranno ad alimentare con energia elettrica “green” i locali di produzione e di logistica: un impianto che permetterà di produrre su base annua oltre 6.500 MWh di energia, risparmiando cosi’ all’ambiente ogni anno oltre 2.100 tonnellate di CO2. Si tratta quindi di un progetto che rappresenta un significativo contributo verso la decarbonizzazione in ambito industriale.

Il commento della Fiom

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“Avevamo già commentato positivamente la decisione di Fca di costruire questa infrastruttura che consentirà ai veicoli di scambiare energia con la rete. Resta il fatto che la priorità per noi rimane l’occupazione, la priorità rimangono le lavoratrici e i lavoratori che da tredici anni sono in cassa integrazione – dicono Michele De Palma segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive e Edi Lazzi segretario generale Fiom-Cgil Torino –  L’unico modo per farli rientrare al loro lavoro è smettere definitivamente l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Bisogna implementare il piano industriale perché questo, purtroppo, non è ancora sufficiente. Servono modelli che diano volumi produttivi, dall’inizio dell’anno sono state assemblate meno di 8.000 vetture tra i due stabilimenti torinesi. Per avere la piena occupazione ed il pieno utilizzo degli impianti servirebbe produrre 200.000 veicoli all’anno”

“L’obiettivo della fine della cassa integrazione è possibile solo attraverso la produzione in Italia dei veicoli mass market (segmenti A, B e C). E’ necessario un piano per i lavoratori del gruppo che investa nell’innovazione a partire dagli enti centrali e punti ad abbassare l’età media dei lavoratori che è di 56 anni, un piano di certezze sono le assunzioni di giovani in misura consistente”.

“Fino a quando permarranno gli ammortizzatori sociali sarebbe incomprensibile da parte nostra non nutrire preoccupazioni e dubbi, con la volontà di confrontarci per dare certezze con un pieno rilancio che garantisca i volumi anche per i lavoratori della componentistica”

“La Fiom ha delle proposte che chiede da tempo di portare ad un tavolo di confronto, perché non è sufficiente seguire con attenzione l’evoluzione dell’auto, ma servirebbe avere un piano preciso di sviluppo industriale, prevedere investimenti pubblici per l’installazione di paline di ricarica nel territorio, l’ingresso nel consorzio europeo e la costruzione di una grande fabbrica di batterie. La transizione ecologica deve essere affrontata anche con lo sviluppo e la produzione europea dell’idrogeno come sta accadendo sull’asse Parigi – Berlino – concludono – Investire sulla formazione dei lavoratori per le nuove tecnologie e sui giovani per avere un nuovo piano per il neo gruppo Stellantis che valorizzi la capacità di “fare auto” nel nostro Paese”.

 

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